Archivi per la categoria ‘Attualità’

Un fatto umano: illustrazione speciale per i vent’anni dalla strage di capaci

“Li avete uccisi ma le loro idee camminano sulle nostre gambe”. In occasione del ventennale della morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, gli autori del romanzo a fumetti “Un fatto umano” dedicano un’illustrazione speciale alla memoria dei due magistrati uccisi dalla mafia.
“Sono passati vent’anni dalla morte di Giovanni Falcone, una tragedia che ha segnato non solo la nostra coscienza collettiva, ma anche la storia – quella peggiore – del nostro Paese” racconta Manfredi Giffone, autore e sceneggiatore del fumetto.
“L’esercizio alla memoria diventa utile solo se ci lasciamo contagiare dal coraggio e dalla fiducia nella giustizia che sono stati l’anima del pool antimafia di Palermo. Per questo è importante non dimenticare”.

La graphic novel “Un Fatto Umano – Storia del pool Antimafia”, Manfredi Giffone, Fabrizio Longo e Alessandro Parodi, è un fumetto, un omaggio poetico di grande bellezza, ma anche un racconto politico e profondamente «morale», un vero e proprio viaggio nella memoria e nella Storia, per ricordare e imparare.
In Italia è già alla seconda edizione e quest’anno è stato pubblicato in Francia.

Festa del libro: ma chi legge in Italia?

Le donne in Italia leggono più degli uomini. I ragazzi sono ferventi lettori dagli 11 ai 17 anni e poi qualcosa si inceppa.
Secondo gli ultimi dati presentati dall’ISTAT, istituto nazionale di statistica, in Italia, anche chi legge, legge molto poco:
il 45,6% dei lettori non ha letto più di 3 libri in 12 mesi, mentre soltanto i “lettori forti”, cioè chi ha letto 12 o più libri nello stesso lasso di tempo, è il 13,8% del totale.

Gli acquisti online di libri, giornali, riviste ed e – book, crescono in modo esponenziale. Sono oltre un milione e 900 mila persone con età compresa tra 16 e 74 anni ha comprato libri, giornali, riviste o ebook, su Internet: sono oltre un quarto (27,8%) di coloro che effettuano acquisti online.

La parte dei leoni la fanno sicuramente i cosiddetti nativi digitali. La quota di giovani lettori che scaricano giornali, news, riviste da Internet è pari al 53,9% e quella di coloro che consultano un Wiki online è del 69%.Watch Full Movie Online Streaming Online and Download

Nel 2011 poco meno di 26 milioni di Italiani di 6 anni e più dichiarano di aver letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti l’intervista, per motivi non strettamente scolastici e/o professionali. Rispetto al 2010 i lettori di libri diminuiscono, passando dal 46,8% al 45,3% della popolazione.

Le donne confermano di essere lettrici più assidue degli uomini: leggono almeno un libro il 51,6% delle femmine rispetto al 38,5% dei maschi. Le differenze di genere sono massime tra i 15 ed i 44 anni e tendono a ridursi significativamente con l’avanzare dell’età, dopo i 60 anni.

La quota più alta di lettori si riscontra tra i ragazzi e le ragazze con età compresa tra 11 e 17 anni (60,5%). Avere genitori che leggono rappresenta un fattore che influenza i comportamenti di lettura dei figli. Leggono libri il 72% dei ragazzi tra 6 e 14 anni con entrambi i genitori lettori, contro il 39% di quelli i cui genitori non leggono.

Si legge di più al Nord e nel Centro del Paese, dove la percentuale di lettori è superiore al 48% della popolazione di 6 anni e più. La propensione alla lettura è minore nel Sud e nelle Isole, dove la quota di lettori scende sotto il 35%.

E per quanto riguarda la produzione libraia la categoria più proficua rimane quella della letteratura moderna con in testa romanzi e racconti.
Cresce, in modo significativo, la produzione delle opere per ragazzi, che rispetto al 2009 aumentano del 13,7% per numero di titoli e del 12,6% per tiratura.

Per quanto riguara il prezzo è molto cresciuta la produzione nella categoria prezzo fino a 10 euro.

Imprese da favola, un libro che indaga l’imprenditoria femminile italiana

A cura di  Lana Pegoraro –  www.ilsitodelledonne.it

Un nuovo libro pubblicato da Marsilio indaga il mondo dell’imprenditoria femminile: si intitola Imprese da favola. Viaggio nel paese delle donne che si inventano il lavoro”.
Sì, perché l’Italia non sarà un Paese per donne, ma come certifica questa inchiesta che potete trovare in libreria, è sicuramente un Paese per imprenditrici. Lo avevamo già detto che la maggior parte delle nuove imprese in Italia nate nell’ultimo anno è rosa, questo testo di Angela Padrone ce ne dà un’altra importante testimonianza.

Non solo le donne aprono più aziende, ma hanno anche più inventiva nel farlo. Un boom di piccole e medie imprese femminili che non riguarda una zona specifica dell’Italia, ma che accomuna tutta l’Italia.
1 milione e 400 mila sono le nuove imprese italiane dirette o create da una donna.

La scrittrice le ha scandagliate e ha incontrato alcune “capitane” d’impresa: si tratta di self made woman che svolgono molto spesso lavori un tempo ritenuti da “Maschi” e che si sono messe in gioco per necessità più che per sfida. Oppure sono donne che si sono trovate al posto di guida di una realtà imprenditoriale ereditandola dalla famiglia. Tra loro potrete trovare personalità di ogni genere: carismatiche e decise in grado di affrontare le disparità di genere, o creative ed originali capaci di superare le difficoltà del mercato anche globale e vincere la sfida con le grandi multinazionali esportando all’estero.

E ci sono anche imprenditrici che mirano a fare rete, che hanno l’ambizione di connettere tutte le donne dell’imprenditoria femminile per agevolare il sistema.
Insomma tutto ciò che piace a noi attraverso le testimonianze di alcune grandi donne del Business e degli affari. Delle donne manager incredibili che hanno realizzato delle “Imprese da favola”.

www.ilsitodelledonne.it


e-mail: staff@ilsitodelledonne.it

Dieci cose da fare per salvare il mondo dalla crisi: il decalogo di Jacques Attali

Sono 10 le cose da fare assolutamente per delineare un governo mondiale che, oltre la globalizzazione dei mercati, porti con sè e realizzi anche quella dei diritti e garantisca la sicurezza di tutti i paesi.
“Nel suo ultimo libro – scrive la Tribune riguardo Attali – invoca d’urgenza un governo mondiale. Secondo lui l’Europa che non ha debito, in quanto entità federale, può ancora essere salvata”.

“Domani, chi governerà il mondo?”
è il saggio dell’economista francese Jacques Attali che in patria ha già venduto oltre 600 mila copie.
Definito il moderno Pico della Mirandola, Attali nel suo saggio esplica 1o punti fondamentali per realizzare un vero e proprio governo mondiale, che sia in grado di affrontare  le minacce economiche, finanziarie, sociali, politiche, ecologiche, nucleari, militari che pesano sul mondo.
Il decaglogo prevede:
federalismo, coscienza dell’umanità, vigilanza sulle minacce, codice mondiale, minilateralismo, riforme istituzionali, formazione di una Camera per lo sviluppo duraturo, creazione di un’Alleanza per la democrazia, versamenti fiscali di sostegno, composizione degli Stati generali del mondo.

Un giorno l’umanità comprenderà che ha tutto da guadagnare a raggrupparsi attorno a un governo democratico del mondo, oltrepassando gli interessi delle nazioni più potenti. Un simile governo esisterà un giorno, dopo un disastro o al suo posto. È però urgente osare pensarvi.

Jacques Attali, esperto di economia, è stato consigliere di Mitterrand e primo presidente della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo.
E ‘ direttore del  Planet Finance, ong per la diffusione della microfinanza nei paesi in via di sviluppo che ha sostenuto anche i progetti del premio Nobel Muhammad Yunus.

Tra gli altri libri dell’autore segnaliamo:
Breve storia del futuro (2007)
La crisi, e poi? (2009)
Sopravvivere alle crisi (2010)

Gandhi. Il risveglio degli umiliati (2011).

Cosa serve per far crescere l’Italia? Meno telefonini e più libri

Nella disputa nuovi strumenti per fruire il sapere e il vecchio buon libro vince … il libro!
Lo dichiara una singolare ricerca condotta da LIBRIAMO, un nuovo social book magazine, che ha intercettato il parere di esperti, editori e critici sul tema del rilancio della crescita italiana e del ruolo giocato dai mezzi di comunicazione di massa.
La ricerca viene presentata e diffusa in questi giorni in occasione dell’edizione 2012 del Salone Internazionale del Libro di Torino.

Altro che smartphone, tablet e tv. Secondo gli addetti ai lavori dovrebbe essere il libro il vero mezzo di comunicazione di massa che puo’ rilanciare l’Italia. Lo dicono 7 esperti su 10 (69%) secondo cui il libro non deve essere piu’ inteso solo come un’opera d’arte, un prodotto meramente culturale, ma deve essere diffuso e venduto come gli smartphone e la tv, capace di migliorare la propria cultura combattendo l’ignoranza (64%), rendono piu’ consapevoli (53%), aumentano il rispetto del prossimo (45%) ed aiutano a sviluppare un maggior senso civico (36%). Basta con l’essere troppo legati a internet e cellulare. Secondo gli esperti dedicare piu’ tempo alla lettura permetterebbe di far crescere il tessuto sociale (71%) e l’economia (65%).

I libri e i loro autori inoltre non dovrebbero trovare spazio soltanto all’interno di programmi televisivi autoreferenziali, ma dovrebbero diventare parte integrante dei programmi d’intrattenimento e dei contenitori pomeridiani, come delle vere e proprie Star (57%).

L’’indagine promossa da Libreriamo, il social book magazine per la promozione dei libri e della lettura, è stata  condotta intervistando le piu’ importanti case editrici italiane e raccogliendo i pareri di 120 esperti di comunicazione e critici letterari su come promuovere i libri e far leggere di piu’ gli italiani.

“Abbiamo voluto condurre un’indagine – afferma Saro Trovato, sociologo, mood maker e ideatore di Libreriamo – che permettesse agli addetti ai lavori di dire la loro e mettere in evidenza le criticita’ legate alla diffusioni dei libri in Italia, sia a livello materiale sia a livello culturale. L’opinione comune rilevata e’ che la crescita del nostro Paese e della sua gente passa da una maggiore abitudine alla lettura dei libri, che devono essere venduti al pari degli smartphone, considerando il loro forte valore sociale. Leggendo di piu’ si combatte il qualunquismo e il degrado, stimolando una crescita personale ed economica del Paese.”

Secondo quanto riportato dal rapporto “L’Italia dei libri – Un anno, le stagioni, due trimestri a confronto” uscito il 23 marzo 2012, solo il 44% della popolazione italiana adulta ha acquistato un libro nel 2011, mentre il 49% ha letto un libro nello stesso arco di tempo.

Da cosa dipende il calo dei lettori in Italia?

Secondo la maggioranza degli esperti (42%) cio’ e’ dovuto alla mancanza di “appeal” da parte della maggior parte dei libri in commercio. Per altri dipende dall’eccessiva fruizione di media come tv e internet che tolgono tempo e spazio alla lettura (26%) e dal costo eccessivo di alcuni libri (17%). Ecco perché per 7 esperti su 10 (69%) il libro non deve essere piu’ inteso solo come un’opera d’arte, un prodotto meramente culturale, ma deve essere considerato un vero e proprio mezzo di comunicazione di massa, diffuso e venduto come gli smartphone e la tv, perché capace di migliorare la propria cultura combattendo l’ignoranza (64%), rendono piu’ consapevoli (53%), aumentano il rispetto del prossimo (45%) ed aiutano a sviluppare un maggior senso civico (36%).

Ma i media dedica il giusto spazio alle iniziative librarie?
Solo l’8% ritiene che il tempo dedicato ai libri sia corretto. Per il 54% degli addetti ai lavori in tv si preferisce trattare argomenti e generi diversi a discapito della cultura, mentre secondo altri (32%) ci sono programmi dedicati ai libri troppo autoreferenziali, in cui i libri non vengono “laicizzati”. Ecco perché i libri e i loro autori ma dovrebbero diventare parte integrante dei programmi d’intrattenimento e dei contenitori pomeridiani, come delle vere e proprie Star (57%).

Quali vantaggi comporterebbe una maggiore abitudine alla lettura in Italia?
Secondo gli addetti ai lavori il libro puo’ rappresentare un vero e proprio volano per la crescita, sia sociale e culturale (71%) che economica (65%), dell’Italia. Esso infatti rappresenta un mezzo utile a combattere l’ignoranza migliorando la cultura personale (64%), anche attraverso l’arricchimento del proprio lessico, combatte il qualunquismo e rende piu’ consapevoli della realta’ (53%), aumenta il rispetto del prossimo (45%), elimina il degrado e aiuta a sviluppare un maggior senso civico (36%). Secondo gli addetti ai lavori il libro deve diventare il media di riferimento, intorno al quale aprire un dibattito, confrontarsi, trasformandosi in un mezzo sempre piu’ social.

La mancanza della giusta considerazione nei confronti della lettura in Italia in parte dipende da alcuni attori principali che ruotano intorno al mondo dell’editoria. Secondo la maggioranza degli addetti ai lavori (67%) alcuni libri vengono perlopiu’ considerati come frutto dell’esercitazione puramente stilistica da parte dello scrittore. Il rischio principale secondo gli esperti e’ quello che si crei una letteratura distaccata dalla gente, come la politica, creando quindi due nicchie autoreferenziali, alle quali appartengono pochi eletti. La soluzione per gli addetti ai lavori sarebbe anche quella di scrivere libri piu’ vicini alle corde espressive ed emozionali della gente, trovando argomenti, personaggi e un modo di scrivere piu’ vicino al mondo in cui viviamo.

Altro fattore e’ rappresentato dalla distribuzione: secondo il 17% degli addetti ai lavori, una distribuzione dei libri attualmente squilibrata tra nord e sud sfavorisce uno sviluppo omogeneo dell’Italia dal punto di vista culturale ed economico.

E se il tema principale del Salone del Libro di Torino 2012 e’ la “primavera digitale”, quale impatto possono avere sul mercato editoriale le nuove tecnologie digitali? Secondo la maggioranza (51%) possono essere un valido strumento da affiancarsi alla distribuzione cartacea di libri, mentre per altri (31%) rappresenta l’unico modo per adeguarsi ai tempi e sopravvivere all’interno del mercato librario. Da parte delle piccole case editrici, l’atteggiamento verso strumenti come l’e-book e’ ambivalente: da un lato c’e’ chi lo ritiene un pericolo, mentre secondo altre e’ il mezzo ideale per abbattere i costi della distribuzione cartacea.

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