Archivi per la categoria ‘Narrativa italiana’

Qualcosa

 

E le prese, all’improvviso, una grande nostalgia di Niente”

#Qualcosa

#Troppo

#Niente

 

«Qualcosa» è un romanzo di Chiara Gamberale illustrato da Tuono Pettinato che racconta le vicende della principessa Qualcosa di Troppo.

La Principessa Qualcosa di Troppo, fin dalla nascita, rivela di possedere una meravigliosa, ma pericolosa caratteristica: non ha limiti, è esagerata in tutto quello che fa. Si muove troppo, piange troppo, ride troppo e, soprattutto, vuole troppo ma, quando sua madre muore, si ritrova «un buco al posto del cuore». Smarrita, prende a vagare per il regno e incontra così il Cavalier Niente che vive da solo in cima a una collina e passa tutto il giorno a «non-fare qualcosa di importante».

Grazie a lui, anche la Principessa scopre il valore del «non-fare» e del silenzio, dell’immaginazione, della noia, tutto quello da cui era sempre fuggita. Ma pur di non fermarsi e di non sentire l’insopportabile «nostalgia di Niente» che la perseguita ricomincia a fare troppo, fino ad arrivare in un misterioso tempio color pistacchio e capire che «è il puro fatto di stare al mondo la vera avventura».

Una storia che ha la leggerezza della fiaba e la profondità di un classico. Una riflessione particolare e significativa sul dolore, l’amicizia, l’amore, su quel vuoto che a volte ci portiamo dentro senza capire cos’è e altre sapendo esattamente di cosa si tratta.

Una favola che ci mette in guardia dall’errore di riempire le nostre vite di cose effimere solo per non percepire il vuoto, quell’insoddisfazione che abbiamo, ma che di fatto ci fanno perdere di vista chi siamo e cosa vogliamo.

Il buco nel cuore” non si deve riempire troppo, sovraccaricarlo.
Chiara Gamberale infatti ci ricorda come far pace con il vuoto significhi riempire le nostre vite di qualcosa di autenticamente bello, senza mai doversi accontentare del troppo.

 

Momenti di trascurabile felicità

Quanti momenti di felicità abbiamo trascurato? Quanti piaceri intensi e volatili nelle nostre giornate? Quanti istanti sottovalutati perché non sembravano importanti?

Momenti di trascurabile felicità è un libro semplice e divertente, una raccolta di comportamenti e pensieri che tutti viviamo ogni giorno e che ci portano a riflettere sul tempo e su come troppo spesso dimentichiamo il valore delle piccole cose. I momenti di trascurabile felicità funzionano così: possono trovarsi ovunque, pronti a esplodere e farci aprire gli occhi su qualcosa che fino a un attimo prima non avevamo considerato.

 

Francesco Piccolo, con una serie di aneddoti  di vita quotidiana ci invita a coltivare un gusto per i piccoli piaceri. Le descrizioni nel suo catalogo di quotidianità e le digressioni costituiscono spunti di riflessione per il lettore che, pagina dopo pagina, momento dopo momento, finisce col venire travolto da un’ondata di divertimento, umorismo, ma anche di introspezione.

 

“Tutte le persone che non sono belle, o che sono brutte, poi quando le conosci diventano più belle, sempre.

Quando il cameriere torna al tavolo con la bottiglia di vino che abbiamo scelto, stappa la bottiglia, annusa il tappo, e poi guarda tutti i presenti per scegliere chi debba assaggiare il vino. E non sceglie me.”

 

#MOMENTI

#CARPEDIEM

 

Il libro della settimana – L’amore addosso, Sara Rattaro

«L’amore arriva come un’onda, cancella ogni bugia, ti travolge e ti illumina»

Vi è mai capitato di sentirvi, o di essere, divisi a metà?

Da una parte la moglie brava, bella e fortunata, figlia devota che i genitori vedono come la perfezione; dall’altra, l’insospettabile e folle amante, che vive di nascosto una passione assoluta e sfugge al perbenismo che la società impone.

E’ capitato a Giulia, la protagonista del nuovo romanzo di Sara Rattaro.

È stata lei ad accompagnare in ospedale l’uomo che ha soccorso sulla spiaggia e che ora è ricoverato, in condizioni gravi. Lo ha visto casualmente, mentre passava da lì, dice. Dice perchè non può dire. Non può dire che erano insieme, che sono amanti.

Nell’altra ala dell’ospedale, nello stesso giorno, è sempre lei la donna in attesa di notizie sul marito, vittima di un incidente d’auto. Non era con lui al momento dell’impatto; non era rintracciabile mentre la famiglia, da ore, cercava di mettersi in contatto con lei.

Due donne, la stessa donna. E quando la informano che in macchina con il marito c’era una sconosciuta, non sembra affatto stupita.

Il destino, ironico e beffardo come solo lui sa essere. Una verità che perseguita Giulia come una spina sotto pelle; un segreto che fa di lei quell’essere così tormentato e unico, un caos che può soltanto esplodere. L’amore è una voce che non puoi zittire e una forza che non puoi arrestare. L’unica spinta che può riportarti a ciò che sei veramente.

Sara Rattaro è brava, brava davvero. Non lo scopriamo di certo oggi, ma questo romanzo definisce una maturità acquisita, la capacità di raccontare la vita tra le pagine e una padronanza nel maneggiare le emozioni, per farle arrivare dritte al cuore.

Questa settimana il libro da non perdere è: L’amore addosso

 

 

A due anni dalla scomparsa:
   Lucernario il romanzo inedito di Josè Saramago

A due anni dalla scomparsa dello scrittore portoghese, Premio Nobel per la Letteratura, Einaudi pubblica in Italia “Lucernario” il primo romanzo di José Saramago rimasto inedito fino ad oggi.
Saramago scrisse il romanzo da giovanissimo, ma l’editore non volle pubblicarlo. Sarà “il libro perduto e ritrovato nel tempo” come lo definiva lo stesso Saramago che quando, poi, nel 1993 ricevette la proposta per la pubblicazione rifiutò categoricamente.

Il libro esce con la prefazione della vedova di Saramago, Pilar del Rio che anticipa già in prefazione che sarà un regalo per chi già conosce lo stile inconfondibile dello scrittore, ma anche per tutti i lettori che vogliono trovare una “porta d’ingresso” sul mondo narrativo dell’autore.

“Lucernario” e’ ambientato negli anni ’40, durante la dittatura salazarista in Portogallo, e racconta le vicende degli inquilini di un palazzo in un quartiere popolare di Lisbona.
Un universo di mantenute, mogli tradite e dolenti, uomini sconfitti dalla vita che hanno rinunciato al futuro a cui fanno da contrappunto gli inserti del diario di una giovane sognatrice.
I personaggi di questo racconto conducono vite molto semplici, marcate da una profonda tristezza, ma sono anche dei sognatori, subiscono l’atmosfera cupa di quegli anni.
Sono gli ideali di Abel, giovane intellettuale libertario, figura paradigmatica del contesto politico e sociale di quegli anni, a dare voce alla forza della speranza verso il futuro e alla volontà di smarcarsi da certi conformismi.
“Ho la sensazione che la vita sia li’, dietro una tenda, a farsi grasse risate dei nostri sforzi per conoscerla. Io voglio conoscerla!”.

Donne, libri e lupi: ecco due testi che parlano della donna selvaggia

Recensione a cura di Marta Favini – www.sitodelledonne.comWatch Full Movie Online Streaming Online and Download

Forse non tutti conoscono il mito dell’uomo selvaggio, diffuso soprattutto nel medioevo, che descriveva un essere ferino che perdeva la propria umanità e che veniva sbeffeggiato in feste cittadine cospargendo di pece e piume poveri malcapitati (c’è traccia di questo mito e di questo costume anche in una novella boccaccesca).

Bene, ancora meno conosceranno la mitologia legata alla donna selvaggia, che sprofonda i propri natali però nella notte dei tempi, in quella tradizione che fece della lupa la balia di Romolo e Remo e consegnò all’umanità l’archetipo della donna dolce con i propri cuccioli ma anche terribile con gli estranei.
Voglio parlarvi di due libri che seppur lontanissimi l’uno dall’altro, hanno come soggetto proprio donne così, donne che non si sottomettono facilmente, indomite, coraggiose e spudorate.
In Donne che corrono coi lupi, la scrittrice e saggista Clarissa Pinkola Estès, nonché psicanalista di stampo jungiano, racimola attorno a miti e fiabe provenienti da tutto il mondo, il concetto di donna selvaggia, forza istintuale, creatrice e potente che però viene soffocata da paure, insicurezze e stereotipi. Un libro in grado di cambiare intere generazioni, capace di risvegliare sentimenti sopiti, di guarire molte donne da depressione e solitudine e che ha permesso a molte altre di guardarsi senza sensi di colpa o di realizzare il proprio femminino, come si dice con parola tecnica e un po’ oscena in questi casi. Di questo testo vi consiglio la versione aggiornata del 2010, sì perché dopo l’edizione degli anni ’90, la psicanalista e ricercatrice ha proseguito il proprio lavoro di indagine aggiungendo tasselli importanti.

L’altro libro che vi consiglio è di una scrittrice italiana che forse ha avuto occasione di leggere il precedente: si intitola “La valle delle donne lupo.
Si tratta di un romanzo di Laura Pariani, ambientato in una valle piemontese di cui è taciuto il nome e che, immerso tra atmosfere dark e oniriche dà vita a donne selvagge in un luogo povero in cui agli uomini tocca il sudore, ma alle donne il dolore e in cui le femmine vivono secondo questa regola: “Vivere da morta. Patire da muta. Obbedire da cieca. Amare da vergine”.
La narrazione parte da uno di quei modi di far ricerca in voga un tempo durante i primi studi di Tradizioni popolari, quando giovani studiosi, armati di un registratore, partivano per posti remoti in cerca dei vecchi conta-fole che raccontassero loro le fiabe di una volta e le testimonianze dei tempi passati. Ecco allora la protagonista della storia recarsi in un paesino abitato da una sola donna, la Fenisia, memoria di quei posti, che racchiude storie di streghe e licantrope, di donne lupo. Una discesa nell’antro del femminile per esplorarne i recessi più nascosti.
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e-mail: staff@ilsitodelledonne.it

 

 

 

 

 

 

 

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