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Classifica libri novità: Michela Murgia, Memento e le torte di Real time
Michela Murgia torna in libreria con un romanzo breve: “L’incontro”.
Una storia che regalerà a tutti i lettori la magia di un estate di tanti anni fa, in un piccolo borgo sardo, in cui l’esperienza di formazione dei tre giovani protagonisti porterà a riflettere sul senso più profondo del “noi” come comunità e di ciò che definisce l’”altro” come straniero.
Per gli amanti del genere “fantasy” e delle emozioni forti c’è “Memento i sopravvissuti” ambientato in un tempo in cui il mondo è statato distrutto e l’umanità è stata divisa in due: da una parte i puri e dall’altra i protetti.
Tra le novità, invece, dei romanzi “rosa” troviamo la storia di Carolin, una donna decisamente intelligente e molto dotata che dopo diverse disavventure i campo sentimentale, decide che èil momento di mettersi seriamente alla ricerca della felicità e dell’amore, quello vero.
Tra i libri di cucina primeggia l’atteso ricettario di Valastro Buddy, pasticcere italo americano che conun programma sul canale Real Time ha conquistato il cuore di milioni di telespettatori,.
Nel libro Buddy rivela i segreti di ben 30 ricette dei dolci che lo hanno reso un divo dei programmi tv di cucina!
“L’incontro di Murgia Michela”
“Noi. Non era un pronome come negli altri posti, ma la cittadinanza di una patria tacita dove tutto il tempo si declinava così, al presente plurale”.
Michela Murgia ci regala un’irresistibile storia di formazione, tra momenti di comicità surreale, parroci vendicativi, ginocchia sbucciate e rocamboleschi inseguimenti tra santi. L’avventura appassionante di un bambino che, quando tutti gli altri sembrano averlo dimenticato, parte alla ricerca del significato più autentico della parola “noi”.Maurizio ha dieci anni e non vede l’ora che comincino le vacanze per trascorrere l’estate dai nonni a Crabas, dove ogni anno ritrova Franco e Giulio, compagni di biglie e di avventure, superbi narratori di storie di fantasmi e instancabili cacciatori di libellule.
Per Maurizio quel paese di novemila anime, così “vivo” e diverso dalla cascina isolata e tranquilla dove abita con i genitori, rappresenta il luogo felice dell’infanzia, quello dei legami più autentici, delle amicizie che si scelgono e che possono durare per sempre. Ma, inaspettatamente, l’estate del 1986 sarà segnata dall’arrivo di un nuovo parroco, un prete venuto da fuori, pronto a sfidare le tradizioni e a fondare una nuova parrocchia. Sarà così che gli abitanti di Crabas, così fedelmente devoti alla chiesa di Maria Assunta e alla processione del Santo e della Santa, finiranno per scatenare una vera e propria guerra di paese, combattuta a colpi di Salve Regina e costernatissime statue sacre.
Memento. I sopravvissuti di Baggott Julianna
“Sappiamo che siete li, fratelli e sorelle. E un giorno emergeremo dalla Sfera per unirci a voi, in pace”.
Il mondo è stato distrutto e la popolazione è stata divisa: all’interno della sfera gli esseri umani sono puri e potretti; all’esterno si lotta per sopravvivere ogni singolo giorno. Pressia è una bellissima sopravvissuta dagli occhi a mandorla che vive con il nonno nel suo fatiscente negozio da barbiere. Le Detonazioni l’hanno colpita quando aveva solo 6 anni, uccidendo la madre giapponese, e ora, oltre alla cicatrice a mezzaluna vicino all’occhio sinistro, ha una testa di bambola al posto della mano destra. Tra pochi giorni cade il suo sedicesimo compleanno, trascorso il quale sarà reclutata dalla ORS – l’organizzazione di ricerca e soccorso ufficialmente istituita per aiutare i sopravvissuti, in realtà una forza paramilitare che terrorizza la città devastata. Suo nonno ha costruito un passaggio segreto in un armadio della bottega da barbiere attraverso il quale scappare quando l’ORS verrà a reclamarla. Ma dove fuggire? Allo stesso tempo, anche la vita all’interno della Sfera ha le sue restrizioni.
Gli abitanti più giovani, chiamati “Puri” grazie al loro corpo incontaminato, sono sottoposti ad una serie di “test” ideati per migliorare le capacità fisiche e reprimere i comportamenti potenzialmente ribelli. Partridge, pur essendo il figlio del principale architetto della Sfera, non accetta simili imposizioni. Oppresso dal regime claustrofobico e dall’atteggiamento distante e freddo del padre e segnato dalla perdita del fratello, si convince che sua madre, che ha sempre creduto morta, possa essere ancora viva all’esterno della Sfera. Determinato a trovarla, progetta la fuga. Una volta fuori dalla Sfera incontra Pressia, che lo salva dall’attacco dei Groupies, e così i due ragazzi decidono di unire le forze.
In verità è meglio mentire di Gier Kerstin
Simpatica, interessante, intelligente… troppo intelligente! Riuscirà a trovare l’uomo che la perdonerà per questo? “”È caduta?” Ma no. Son qui sul marciapiede a rimirar le stelle. “È ferita?” Chino su di me, c’era un ragazzo. Alla luce del lampione sembrava molto bello. E mi guardava con aria gentile e preoccupata. Peccato, un idiota. Non è per niente facile stare alla larga dagli idioti. Ce ne sono a bizzeffe. Persino in un sobborgo desolato come questo, alle undici e mezzo di sera”Quoziente intellettivo: 158, plurilaureata, brava musicista, una maga con i numeri, carina, un po’ freak e… vedova a nemmeno trent’anni: Carolin trova che la sua vita sia decisamente complicata e che la sua intelligenza rappresenti più che altro un impiccio nella ricerca della felicità. Ha abbandonato il fidanzato Leo per il padre di lui, Karl, uomo ben più affascinante e in grado di apprezzare le qualità di lei. Ma dopo cinque anni Karl muore improvvisamente lasciandola in un mare di guai, primi fra tutti una favolosa eredità di cui Carolin non sospettava l’esistenza, e un esercito di parenti infuriati che la rivendicano. Fra pessime psicoterapeute, farmacisti sospettosi e avvocati minacciosi, Carolin cerca di superare il suo dolore, cavarsi fuori dai guai e, perché no?, trovare l’uomo giusto per lei e a cui non importa se è “troppo” intelligente…
Il boss delle torte. Storie e ricette della “mia famiglia” di Valastro Buddy
Grazie al seguitissimo programma di Real Time, Buddy Valastro e le sue torte incredibili sono diventati un’istituzione. Scopri 30 ricette mai pubblicate in precedenza e tutti i segreti dei dolci più conosciuti della televisione.In un’accoppiata vincente fra storytelling e libro di cucina Buddy ci regala un libro di memorie che sa essere allo stesso tempo commovente e divertente. Il pasticcere italo-americano racconta la strada verso il successo, le fatiche e le soddisfazioni, le modifiche alle ricette della tradizione familiare e la creazione delle eccezionali torte a tema che l’hanno reso famoso in tutto il mondo. Potrete riprodurre i classici della pasticceria tradizionale di Carlo’s anche a casa vostra e sentirvi anche voi un po’ boss delle torte.
Il ritorno del giovane principe: un viaggio chiamato vita
Prima di migliorare qualcosa nel mondo, c’è molto da migliorare dentro noi stessi.”
Trasformare è la parola d’ordine di questo romanzo che arriva dritto al cuore: “Il ritorno del giovane principe”
“Una storia semplice e poetica che ho scritto con lo scopo di trasmettere le esperienze e le conoscenze di cui ho fatto tesoro nella mia vita” così, Rommers A. G. racconta la gestazione di un libro che ha già conquistato migliaia lettori.
Un contenitore di piccole perle di saggezze che riprende lo spirito e la vocazione della ricerca del senso profondo della vita della racchiuso nel capolavoro di Antoine de Saint Exupéry “Il Piccolo principe”.
I
Estratto dal primo capitolo.
“Ero al volante su una sperduta strada della Patagonia (terra che deve il suo nome a una tribù di indigeni
noti per la smisurata grandezza dei piedi, in spagnolo patas), quando all’improvviso su un lato vidi un fagotto dall’aspetto strano. Rallentai d’istinto, e a quel punto mi accorsi che un ciuffo biondo sbucava da sotto una coperta
blu che sembrava adagiata su un corpo umano. Fermai la macchina, e quando uscii la mia sorpresa fu enorme.
Laggiù, a centinaia di chilometri dal paese più vicino, nel bel mezzo di una landa senza una casa in vista, e neppure uno steccato o un albero, un ragazzino dormiva placido senza la minima traccia di preoccupazione sul viso innocente.
Quello che avevo scambiato per una coperta era in realtà un mantello blu con le spalline, che lasciava intravedere l’interno violetto, da cui spuntava un paio di pantaloni bianchi, di quelli usati dai cavalieri, con le gambe infilate in due lucenti stivali di cuoio nero.
L’insieme conferiva al ragazzo un’aria principesca, del tutto incongruente a quelle latitudini. La sciarpa color
grano che ondeggiava libera al vento si confondeva a tratti con i suoi capelli, infondendogli un’aria malinconica e
trasognata. Rimasi fermo immobile, perplesso dinnanzi a quello che giudicavo un mistero insondabile.
Sembrava che
anche il vento, scendendo dalle montagne in grandi vortici, lo avesse schivato con i suoi mulinelli di polvere.
Mi fu subito chiaro che non potevo lasciarlo addormentato, indifeso, senza cibo né acqua in quel luogo desolato. Il suo aspetto non ispirava alcun timore, è vero, ma dovetti vincere una diffidenza acquisita negli anni prima di avvicinarmi a quello sconosciuto.
Con un certo impaccio, lo presi in braccio e lo adagiai in macchina nel posto accanto a me.
Il fatto che non si fosse svegliato mi sorprese tanto che per un attimo ebbi paura che fosse morto. Ma il suo polso regolare seppur debole mi rivelò che non era così.
Quando posai il suo braccio inerte sul sedile, pensai che, non fosse stato per l’immaginario classico delle creature
alate a cui siamo avvezzi, avrei creduto di trovarmi in presenza di un angelo disceso sulla Terra.
Ben presto sarei venuto a sapere che il ragazzo era esausto e allo tremo delle forze.
Quando rimisi in moto, riflettei a lungo sul fatto che gli adulti, con tutte le loro raccomandazioni, ci allontanano dagli altri al punto che toccare una persona o guardarla fisso negli occhi provoca un’imbarazzante
sensazione di sospetto.
«Ho sete», annunciò all’improvviso il ragazzo, e mi mise un bello spavento, perché mi ero quasi del tutto
scordato della sua presenza. Anche se aveva emesso un sussurro appena, il tono della sua voce possedeva la trasparenza dell’acqua che mi stava chiedendo.
In viaggi lunghi come quello, che potevano durare persino tre giorni, tenevo sempre in macchina bibite
e panini, per potermi fermare giusto il tempo di fare benzina. Gli diedi una bottiglia, un bicchiere di plastica e un sandwich con carne e pomodori avvolto nell’alluminio.
Mangiò e bevve senza dire una parola.
Nel frattempo, la mia mente si affollava di domande: “Da dove vieni?”, “Come sei arrivato sin qui?”, “Che ci facevi sdraiato sul ciglio della strada?”, “Ce li hai i genitori?” “Dove sono?”, e così via.
Conoscendo la mia natura ansiosa, traboccante di curiosità e voglia di sentirmi utile, ancor oggi mi stupisce che sia stato capace
di rimanere in silenzio per quei dieci interminabili minuti, mentre attendevo che il giovane recuperasse le forze. Lui, dal canto suo, bevve e mangiò tranquillo, quasi fosse la cosa più normale di questo mondo che mentre dormiva abbandonato in un posto semideserto,
all’improvviso apparisse qualcuno pronto a offrirgli dell’acqua e un sandwich di carne.
«Grazie», disse quando ebbe finito, prima di appoggiarsi nuovamente al finestrino, come se bastasse
quella parolina a dissipare tutti i miei dubbi.
Dopo un attimo mi resi conto che non gli avevo neppure chiesto dove fosse diretto. Siccome lo avevo
trovato sul lato destro della strada, avevo dato per scontato che viaggiasse in direzione sud, ma in realtà la
cosa più probabile era che stesse cercando di raggiungere la capitale, situata a nord.
È davvero curiosa la facilità con cui decidiamo che gli altri debbano procedere nella nostra stessa direzione. Quando tornai a rivolgergli lo sguardo, ormai era troppo tardi. Un nuovo sogno lo aveva portato molto lontano da lì.
Dovevo svegliarlo? No, credo di no. Probabilmente era stravolto e confuso per la stanchezza. In ogni caso, a
nord o a sud, dovevamo comunque proseguire il nostro viaggio, perché lì non si poteva certo rimanere.
Accelerai.
Questa volta sarebbe stato diverso, non volevo perdere troppo tempo e troppa vita a chiedermi quale direzione prendere.
Ero immerso in simili pensieri, quando all’improvviso
mi sentii osservato da un paio di occhi azzurri e vivaci.
«Ciao», lo salutai, girandomi per un attimo verso il misterioso giovane.
«Su che razza di macchina stiamo viaggiando?» mi chiese lasciando vagare lo sguardo all’interno dell’abitacolo.
«Dove sono le ali?»
«Intendi l’auto?»
«Auto? Non può lasciare la Terra?»
«No», risposi con il mio orgoglio di proprietario leggermente ferito.
«E non può uscire da questa striscia grigia?»
Le sue dita, indicando verso il parabrezza, mi resero cosciente dei miei limiti.
«Questa striscia si chiama strada», gli spiegai dicendo tra me e me: “Ma da dove diavolo è venuto fuori questo
ragazzino?”.
«E se provassimo a uscire fuori a questa velocità, ci ammazzeremmo all’istante.»
«Sono sempre così tiranniche le strade? Chi le ha inventate?»
«La gente.»
Rispondere a domande così semplici diventava all’improvviso difficilissimo.
Chi era quel giovane che irradiava innocenza ed era capace di scuotere come un terremoto le fondamenta del sistema di conoscenze che io avevo ereditato?
«Da dove vieni? Come sei arrivato qui?» gli chiesi.
Qualcosa nel suo sguardo intenso e franco mi risultava stranamente familiare.
«Ci sono molte strade sulla Terra?» insistette lui, senza
badare alle mie parole.
«Sì, innumerevoli.»
«Sono stato in un posto senza strade», disse il misterioso giovane.
«Allora la gente si perderà», ribattei, sentendo crescere sempre più la curiosità di sapere chi fosse e da dove
venisse.
«E quando non ci sono strade sulla Terra», proseguì lui senza battere ciglio, «la gente non pensa di cercare
l’orientamento in cielo?».
Quindi guardò all’insù attraverso il finestrino.
«Di notte», risposi con voce tranquilla, «è possibile farsi guidare dalle stelle. Ma quando il sole è alto, correremmo il rischio di rimanere accecati.»
«Ah!» esclamò il ragazzo. «I ciechi vedono quello che nessun altro ha il coraggio di vedere. Devono essere le
persone più coraggiose di questo pianeta.»
Non seppi cosa rispondere e tra noi calò il silenzio, mentre la macchina continuava a correre lungo la
tirannica striscia grigia.
Trascorso un po’ di tempo, immaginando che non avesse risposto per timidezza, decisi di insistere:
«Cosa ti è successo? A me puoi raccontarlo. Se hai bisogno di aiuto, non hai che da chiedere.»
Tuttavia, il giovane rimase in silenzio.
«Ti puoi fidare di me. Dimmi come ti chiami e che problema hai», proseguii senza lasciarmi scoraggiare.
«Che problema ho?» si decise finalmente a rispondere.
«Be’, sai com’è…»
Cercai di sdrammatizzare con un sorriso, tanto per metterlo a suo agio. «Se uno si ritrova sdraiato sul ciglio della strada, nel bel mezzo del nulla, è evidente che deve avere un problema.»
Dopo un attimo di riflessione, mi sorprese con una
domanda:
«Cos’è di preciso un problema?»
Sorrisi, convinto che fosse una domanda ironica.
«Cos’è un problema?» insistette, e in quel momento capii che aspettava davvero una risposta. Ancora sorpreso
per la sua reazione, ebbi il sospetto di non aver capito la
domanda.
«Problem, problème…» ripetei in altre lingue, per quanto la parola suonasse più o meno sempre uguale.
«Ho già sentito questa parola», mi interruppe. «Ma potresti spiegarmi cosa significa?» Mi sforzai inutilmente di estrarre dalla mia memoria la definizione contenuta nel dizionario. Certo, era strano che in un mondo così affollato di problemi un adolescente non si fosse ancora mai imbattuto in quel concetto. Alla fine, vedendo che non riuscivo a sfuggire al suo sguardo penetrante, cercai di fabbricare una spiegazione personale.
«Un problema è come una porta di cui non hai la chiave.»
«E cosa fai quando ti trovi di fronte un problema?» volle sapere il giovane, sempre più interessato alla conversazione.
«Be’, innanzitutto bisogna vedere se il problema è davvero tuo, cioè, se ti blocca il passaggio. Questo è di vitale importanza», gli spiegai, «perché c’è un mucchio di gente che mette il naso nelle cose degli altri, anche
se nessuno gli ha chiesto aiuto. E così perdono tempo e forze e impediscono agli altri di trovare la soluzione da sé.»
Vidi che annuiva dinnanzi a questa verità lampante, così difficile da accettare per molti adulti.
«E se il problema è tuo?» continuò, tornando a fissarmi.
«Allora per prima cosa bisogna trovare la chiave giusta e poi inserirla correttamente nella serratura.»
«Sembra facile», concluse il giovane annuendo nuovamente.
«Per niente», obiettai. «C’è gente che non è capace di trovare la chiave, e non perché abbia poca immaginazione, ma perché si rifiuta di provare due o tre volte le chiavi che possiede, e ogni tanto neanche una volta sola. Vorrebbero che gli mettessero la chiave
in mano, o peggio ancora, che qualcuno gli aprisse la porta.»
«E sono capaci tutti di aprire la porta?»
«Se sei convinto di poterlo fare, la cosa più probabile è che tu ci riesca. Ma se pensi di non essere in grado, quasi sicuramente non ce la farai.»
«E cosa succede a chi non riesce ad aprire la porta?»
«Devono continuare a provarci finché non ce la fanno, altrimenti non raggiungeranno mai tutto il loro potenziale.» Poi, quasi pensando ad alta voce, aggiunsi:
«Non serve a niente perdere le staffe, accanirsi contro la porta e farsi del male, dando la colpa a lei. E neppure rassegnarsi a vivere da questo lato, sognando quello che potrebbe esserci dall’altra parte.»
«E non esiste nessuna ragione valida per non aprire la porta?» chiese il giovane, come se facesse fatica ad
accettare qualche porzione dell’idea.
«Anzi, tutto il contrario!» esclamai. «La gente ha sviluppato un’immensa capacità di giustificarsi.
Spiegano la propria incapacità con la carenza di affetto o di istruzione, oppure con i dolori sofferti. Puoi arrivare a convincerti che è meglio non oltrepassare la soglia, perché dall’altro lato potrebbero esserci pericoli e minacce. O magari puoi dichiarare con cinismo che non t’interessa quello che c’è dall’altra parte. Sono tutti modi per nascondere il dolore provocato dal fallimento.
Più si rimanda il confronto con l’ostacolo, più crescono le difficoltà e si diventa piccoli; in altre parole, più ci si trascina dietro il problema, più diventa pesante.»
Sentivo che piano piano il giovane si stava convincendo, ma il persistente sguardo di tristezza e rassegnazione
dipinto sul suo viso mi spinse a continuare: «Tutto ciò porta all’infelicità. La strada per la crescita spirituale e la felicità esige il coraggio di crescere e di cambiare. Dobbiamo essere disposti ad abbandonare la comodità della nostra posizione e affrontare i problemi ogni volta che si renda necessario, fino ad avere la soddisfazione di risolverli per poter oltrepassare quella
porta e andare avanti.»
«E come faccio a trovare la chiave giusta?» chiese senza darmi il tempo di compiacermi per l’elegante analogia.
tra il problema e la porta, che ovviamente lui non era in grado di apprezzare.
In quel momento fui costretto ad alzare il piede dall’acceleratore, perché ci ritrovammo incollati a un camion di bestiame. Dando un’occhiata alla lancetta della benzina, fui invaso dall’improvviso timore di non riuscire a raggiungere la prossima stazione di servizio,
ancora molto distante.
Così decisi di rallentare per ridurre i consumi. Sfortunatamente la mia auto non disponeva di quel moderno congegno elettronico che
calcola i chilometri ancora percorribili con la benzina rimasta. Comunque mi consolai al pensiero che il camion sarebbe rimasto dietro di me e mi avrebbe potuto soccorrere in caso di necessità; perciò, lo superai con un gran sorriso sulle labbra, a cui l’autista rispose con un amichevole colpo di clacson. Ancora oggi, in Patagonia, l’incontro con un altro essere umano è un’occasione felice, persino una benedizione, tanto che questo genere di saluti è diventata un’allegra abitudine.
«Come faccio a trovare la chiave giusta?» insistette il giovane, estraneo alle mie riflessioni. Evidentemente,
non era di quelli che rinunciano a una domanda dopo averla formulata.
«Proprio così!» risposi cercando di nascondere una lieve esasperazione dovuta alla fatica del viaggio. «Cioè, se continui a chiedere le cose e non ti arrendi, finirai per trovare sempre la risposta. E se non ti stancherai di
provare tutte le chiavi che possiedi, alla fine riuscirai ad aprire la porta.»
A due anni dalla scomparsa:
Lucernario il romanzo inedito di Josè Saramago
A due anni dalla scomparsa dello scrittore portoghese, Premio Nobel per la Letteratura, Einaudi pubblica in Italia “Lucernario” il primo romanzo di José Saramago rimasto inedito fino ad oggi.
Saramago scrisse il romanzo da giovanissimo, ma l’editore non volle pubblicarlo. Sarà “il libro perduto e ritrovato nel tempo” come lo definiva lo stesso Saramago che quando, poi, nel 1993 ricevette la proposta per la pubblicazione rifiutò categoricamente.
Il libro esce con la prefazione della vedova di Saramago, Pilar del Rio che anticipa già in prefazione che sarà un regalo per chi già conosce lo stile inconfondibile dello scrittore, ma anche per tutti i lettori che vogliono trovare una “porta d’ingresso” sul mondo narrativo dell’autore.
“Lucernario” e’ ambientato negli anni ’40, durante la dittatura salazarista in Portogallo, e racconta le vicende degli inquilini di un palazzo in un quartiere popolare di Lisbona.
Un universo di mantenute, mogli tradite e dolenti, uomini sconfitti dalla vita che hanno rinunciato al futuro a cui fanno da contrappunto gli inserti del diario di una giovane sognatrice.
I personaggi di questo racconto conducono vite molto semplici, marcate da una profonda tristezza, ma sono anche dei sognatori, subiscono l’atmosfera cupa di quegli anni.
Sono gli ideali di Abel, giovane intellettuale libertario, figura paradigmatica del contesto politico e sociale di quegli anni, a dare voce alla forza della speranza verso il futuro e alla volontà di smarcarsi da certi conformismi.
“Ho la sensazione che la vita sia li’, dietro una tenda, a farsi grasse risate dei nostri sforzi per conoscerla. Io voglio conoscerla!”.
Anteprime: autori e scrittori raccontano le novità dei prossimi libri in uscita
I libri che leggeremo i prossimi mesi verranno presentati direttamente da chi li scrive.
Ad “Anteprime. Ti presento il mio libro” dall’8 al 10 giugno, nella splendida cornice di Pietrasanta in Toscana, sono proprio gli autori a raccontare ai lettori quali sono i prossimi libri in uscita e a svelare qualche segreto in merito alla nuova opera.
L’iniziativa è già alla terza edizione ed è organizzata dal Comune di Pietrasanta in collaborazione con le case editrici: Einaudi, Electa, Frassinelli, Mondadori, Piemme e Sperling & Kupfer.
Il programma è fitto d’incontri con gli autori che leggeranno in anteprima brani tratti dai lori libri, ci saranno dibattiti e occasioni per un confronto diretto tra pubblico e scrittore.
Alcuni degli incontri si svolgeranno in spazi d’eccezione come il Musa (Museo Virtuale della Scultura e dell’Architettura) e il Campo della Rocca.
Diverse le iniziative per bambini e ragazzi: oltre all’angolo delle storie per bambini, diversi autori, tra cui l’amatissimo Geronimo Stilton.
Piazza Duomo, invece, sarà il palcoscenico della serata finale con lo scrittore israeliano David Grossman e la cantante Noa.
VENERDI 8 GIUGNO:
Maria Pia Ammirati (Mondadori), Federica Bosco (Mondadori), Franco Buffoni (Mondadori), Aldo Cazzullo (Mondadori), Luisella Costamagna (Mondadori), Diego Dalla Palma (Sperling&Kupfer), Pierre Dukan (Sperling&Kupfer), Roberto Giacobbo (Mondadori), Claudio Magris (Mondadori), Valerio Massimo Manfredi (Mondadori), Franco Marcoaldi (Einaudi), Margaret Mazzantini (Mondadori) e Sergio Castellitto, Michela Murgia (Einaudi), Giampiero Neri (Mondadori), Paolo Noseda (Sperling&Kupfer), Moni Ovadia (Einaudi), Gabriele Romagnoli (Mondadori), Danila Satragno (Sperling&Kupfer), Licia Troisi (Mondadori).
SABATO 9 GIUGNO:
Ramin Bahrami (Mondadori), Daria Bignardi (Mondadori), Achille Bonito Oliva e Andrea Cortellessa (Electa), Sveva Casati Modignani (Electa), Ascanio Celestini (Einaudi), Mauro Corona (Mondadori), Maurizio de Giovanni (Einaudi), Biancamaria Frabotta (Mondadori), Chiara Gamberale (Mondadori), Antonio Garrido (Sperling&Kupfer), Paolo Giordano (Mondadori), Joe R. Lansdale (Einaudi), Alberto Melis* (Piemme), Margherita Oggero (Mondadori), Giacomo Poretti (Mondadori), Marco Presta (Einaudi), Eugenio Scalfari (Mondadori), Vauro Senesi e Don Andrea Gallo (Piemme), Salvatore Settis (Einaudi), Geronimo Stilton* (Piemme), Lina Wertmüller (Mondadori), Valentino Zeichen (Mondadori).
DOMENICA 10 GIUGNO:
Flavio Caroli (Mondadori), Lella Costa (Piemme), David Grossman (Mondadori) e Noa, Mario Sechi (Mondadori), Rocco Papaleo (Mondadori), Giovanni Tizian (Mondadori).
Programma completo sul sito della manifestazione:
ANTEPRIME – Ti presento il mio libro
Classifica dei libri più venduti: in testa il libro che svela i segreti tra Chiesa e Stato
Un libro “scomodo” che svela gli intrighi e i rapporti della Chiesa con lo Stato e la politica. Gianlugi Nuzzi ha scalato le classifiche dei libri più venduti con un saggio che annoda i fili delle storie come se fossero capitoli di un thriller.
Ancora ai primi posti della classifica dei libri più venduti, Massimo Gramellini, con una storia di introspezione ed emancipazione dal dolore profondo procurato da un rapporto difficile con la propria madre.
Segue Alessandro Del Piero, che in veste inedita di scrittore, racconta le vicende di un campione del calcio che è anche la storia di un uomo che ha sfidato se stesso per raggiungere la vetta di un sogno.
1)
Sua Santità. Le carte segrete di Benedetto XVI, Gianluigi Nuzzi
“Grazie alle carte fornite da una fonte segreta, le storie, i personaggi e i travagli che dividono oggi la Chiesa e che coinvolgono l’Italia e la sua politica.”
Le lettere di Boffo, l’ex direttore bruciato da veline di palazzo, quelle di Vigano che, dopo aver fatto risparmiare milioni al Vaticano, è costretto alle dimissioni, le donazioni private (anche quelle di Bruno Vespa), le raccomandazioni a Gianni Letta, il problema dell’Ici secondo i rapporti riservati del presidente dello Ior Gotti Tedeschi, il caso Ruby e Berlusconi (“vittima di una magistratura politicizzata”), gli incredibili pedinamenti degli 007 vaticani in territorio italiano.
Nuzzi annoda i fili delle storie che insieme si leggono come se fossero capitoli di un thriller.
2)
Fai bei sogni, Massimo Gramellini
“Il legame con la propria madre: la base sicura di tutti i possibili legami. E in questa storia, la rottura di questo legame e l’incapacità degli altri adulti di restituire un senso credibile, apre una voragine nell’animo del bambino, che ancora da adulto, con la sua anima bambina, ferita deve fare i conti con questo dolore, con la paura di amare.”
Il nuovo libro di Massimo Gramellini ha superato ogni previone ottimistica. Da settimane uno dei libri più venduti in Italia e giù alla quarte ristampa.
3)
Giochiamo ancora, Alessandro Del Piero-Maurizio Crosetti
“Forse è cominciato tutto con quel tema alle elementari. Cosa farò da grande? Io volevo scrivere ‘il calciatore’, però mi sembrava troppo.”
La biografia di un campione che ha fatto sognare tutti gli amanti del calcio: Alessandro Del Piero.
4)
Se ti abbraccio non aver paura. Fulvio Ervas
“Per anni hanno viaggiato inseguendo terapie: tradizionali, sperimentali, spirituali. Adesso partono per un viaggio diverso, senza bussola e senza meta. Insieme, padre e figlio”
Un romanzo ispirato ad una storia vera che ha commosso e appassionato l’Italia intera. Una storia d’amore intensa tra un padre e un figlio che riesce ad accettare la propria patologia per vivere appieno la vita.
5)
Il momento è delicato, Niccolò Ammaniti
“Ammaniti ormai conscio del proprio mestiere, ben capace di vergare piena la pagina, sedotto costante oramai da un lato dal cannibalismo cruento degli uomini per gli gli uomini e, dall’altro, dalla parvenza come sostanza delle cose per cui nulla è ciò che appare, nessuno è ciò che dice di essere.”
Lo scrittore, dopo essersi fatto prestare la giacca buona dal cugino e la cravatta dagli amici, si mette in treno, si appisola, mentre s’appisola viene derubato del portadenari, si risveglia, scende alla stazione, si accorge di non avere monete, è costretto a chiedere un passaggio alla Mondadori. Nasce così questa raccolta di racconti.
6)
Lèonie, Sveva Casati Modigliani
“Léonie Tardivaux, una giovane squattrinata francese sposa Guido Cantoni, l’unico nipote di nonna Bianca. La ragazza si integra così bene con la famiglia da assimilarne tutte le abitudini, compresa la legge del silenzio su certe vicende personali.”
Un nuovo romanzo che indaga sui rapporti e le contraddizioni dei rapporti familiari con la delicatezza e la poetica di una scrittrice amata dal grande pubblico: Sveva Casati Modigliani.
7)
Hunger Games. Il canto della rivolta, Suzanne Collins
“E’ arrviato il giorno del matrimonio di Katniss. La sua ultima vittoria, però, ha offeso le alte sfere, a Capitol City. E il presidente Snow ha giurato vendetta. Comincia la guerra. Quella vera. Al cui confronto l’Arena sembrerà una passeggiata.”
Un altro appassionante capitolo della saga che ha incantato il mondo intero. Hunger Games è un reality spietato in cui i concorrenti pagano la mancata vittoria con la stessa vita.
8)
Il torto del soldato, Erri De Luca
“Una storia intensa e originale sullo sterminio degli ebrei d’’ Europa.”
Ennesima prova, se ancora ce n’era bisogno, del talento narrativo di Erri de Luca.
9)
Maigret e il signor Charles, Georges Simenon
“Una bella donna un pò stropicciata dalla vita va da Maigret a denunciare la scomparsa del notaio giuggiolone e bon vivant con il quale forma da quindici anni una coppia infelicissima. La denuncia suscita nel commissario sentimenti contrastanti”
Due omicidi apparentemente non collegati tra di essi. Una donna che denuncia la scomparsa del marito rinvenuto poi cadavere sul fondo della Senna,
Dalle prime indagine Maigret capisce subito che l’assassino non può essere stata la moglie la quale, però, se non nasconde affatto il suo odio per il defunto, nasconde di sicuro parecchi altri segreti. Quando verrà scoperto un secondo cadavere, quello di un giovane gigolò, il commissario troverà la chiave per risolvere un caso che lascerà anche a lui molto amaro in bocca.
10)
Hunger Games, Suzanne Collins
“E’ il giorno dell’estrazione dei partecipanti agli Hunger Games, un reality show organizzato ogni anno da Capitol City con una sola regola: uccidi o muori. Ognuno dei Distretti deve sorteggiare un ragazzo e una ragazza tra i 12 e i 18 anni che verrà gettato nell’Arena a combattere fino alla morte. ”
Il primo capitolo di una saga che ha incantato il mondo intero con le vicende di Katniss.
in palio buoni acquisto ChisChis per borse artigianali
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racconto surreale sui rapporti Occidente e Medio Oriente
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