Archivi per la categoria ‘Problemi Sociali’

A vent’anni dalla strage di capaci: le ultime parole di Falcone e Borsellino

Sono passati vent’anni. E da allora la parola MAFIA in Italia ha assunto tutt’altro significato. La morte dei due magistrati, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, è stata una delle stragi più cruenti a cui abbia assistito il nostro paese. Un attentato frontale che ha colpito al cuore della lotta contro la malavita organizzata.

Il 23 maggio 1992 il giudice Falcone muore nella strage di Capaci. Nell’attacco persero la vita la moglie Francesca e tre uomini della scorta.
Il 12 luglio, esattamente 57 giorni dopo, viene ucciso Paolo Borsellino in via d’Amelio a Palermo. Un’altro attacco dinamitardo in cui muoiono 5 uomini della scorta.

Nel libro I 57 giorni che hanno sconvolto l’Italia. Perché Falcone e Borsellino dovevano morire
il giornalista inglese John Follain, che in quegli anni seguiva la vicenda come corrispondente per il suo paese, ricostruisce la dinamica degli attentati e descrive nel dettaglio la progettazione e la realizzazione dei due omicidi.
Follain ha raccolto interviste, dichiarazioni e testimonianze per ricostruire gli eventi che hanno portato alla condanna a morte di due uomini impegnati in prima linea contro la mafia e delinea il quadro d’azione tipico del “modus operandi” della mafia siciliana.

Altro interessante titolo è questo:”Le ultime parole di Falcone e Borsellino” in cui vengono raccolti interventi, interviste e pensieri dei due eroici magistrati.
Il saggio contiene: “La mafia non è invincibile” (1990) e “La mafia come Antistato” (1989 interventi di Giovanni Falcone.
E di Paolo Borsellino “Il mio ricordo di Giovanni Falcone”, intervento del 23 giugno 1992, a un mese dalla strage di Capaci;
“L’ultima lezione”, cioè il discorso agli studenti di Bassano del Grappa (1989);
“L’ultimo discorso” (Marsala, 4 luglio 1992);
“L’ultima intervista” ai giornalisti francesi Fabrizio Calvi e Pierre Moscardo e l’intervento alla Biblioteca comunale di Palermo del 25 giugno 1992, un atto d’accusa sofferto e violento contro alcuni magistrati, definiti Giuda in una sala piena e pietrificata.

BOOKTRAILER del libro: “Le ultime parole di Falcone e Borsellino”

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Ci vogliono le palle per essere una donna, parola di Caitlin Moran

A cura di Chiara Acquafresca – www.ilsitodelledonne.it

Caitlin Moran, classe 1975, ha avuto una vita difficile: primogenita di otto figli Caitlin ha lasciato la scuola a 11 anni e ha iniziato ad arrampicarsi sulla montagna della società arrivando a diventare una editorialista del Times, a sposarsi e ad avere due figli insieme a fama e carriera. In poche parole è una che viene dal basso e si è realizzata, forse perché come dice lei, a 13 anni si è fatta una domanda cruciale: come fi diventa una donna?

Nella sua auto-biografia, “Ci vogliono le palle per essere una donna” la Moran esprime il suo punto di vista sul femminismo, ed espone la sua teoria sulle “finestre rotte”. Certo il femminismo ha fatto benissimo e fa benissimo a parlare di argomenti come il pay eqality e i diritti delle donne, macrosistemi dei diritti, partecipazione alla vita pubblica e via dicendo, ma secondo la Moran deve anche intervenire sulle finestre rotte della vita quotidiana di una donna, il botex, le tette tonde, le labbra rifatte, lo stereotipo televisivo della donna oggetto e via dicendo.
Un libro che consiglio a tutte di leggere, per la personalità virulenta ed esplosiva che salta fuori da questa donna capace di lottare con le unghie e con i denti per farcela, non a diventare qualcuno, ma a diventare donna.
E non mancano le soluzioni a quelli che lei chiama “paternalismi” come quello di mettersi a ridere di fronte agli obblighi comportamentali, estetici e culturali cui oggi una donna è soggetta nella società occidentale.
Perché le donne sono bellissime quando ridono. E perché forse, per cambiare il maschilismo, tutte le donne debbono iniziare ad essere profondamente femministe.

www.ilsitodelledonne.it


e-mail: staff@ilsitodelledonne.it

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Dieci cose da fare per salvare il mondo dalla crisi: il decalogo di Jacques Attali

Sono 10 le cose da fare assolutamente per delineare un governo mondiale che, oltre la globalizzazione dei mercati, porti con sè e realizzi anche quella dei diritti e garantisca la sicurezza di tutti i paesi.
“Nel suo ultimo libro – scrive la Tribune riguardo Attali – invoca d’urgenza un governo mondiale. Secondo lui l’Europa che non ha debito, in quanto entità federale, può ancora essere salvata”.

“Domani, chi governerà il mondo?”
è il saggio dell’economista francese Jacques Attali che in patria ha già venduto oltre 600 mila copie.
Definito il moderno Pico della Mirandola, Attali nel suo saggio esplica 1o punti fondamentali per realizzare un vero e proprio governo mondiale, che sia in grado di affrontare  le minacce economiche, finanziarie, sociali, politiche, ecologiche, nucleari, militari che pesano sul mondo.
Il decaglogo prevede:
federalismo, coscienza dell’umanità, vigilanza sulle minacce, codice mondiale, minilateralismo, riforme istituzionali, formazione di una Camera per lo sviluppo duraturo, creazione di un’Alleanza per la democrazia, versamenti fiscali di sostegno, composizione degli Stati generali del mondo.

Un giorno l’umanità comprenderà che ha tutto da guadagnare a raggrupparsi attorno a un governo democratico del mondo, oltrepassando gli interessi delle nazioni più potenti. Un simile governo esisterà un giorno, dopo un disastro o al suo posto. È però urgente osare pensarvi.

Jacques Attali, esperto di economia, è stato consigliere di Mitterrand e primo presidente della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo.
E ‘ direttore del  Planet Finance, ong per la diffusione della microfinanza nei paesi in via di sviluppo che ha sostenuto anche i progetti del premio Nobel Muhammad Yunus.

Tra gli altri libri dell’autore segnaliamo:
Breve storia del futuro (2007)
La crisi, e poi? (2009)
Sopravvivere alle crisi (2010)

Gandhi. Il risveglio degli umiliati (2011).

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Consigli di lettura: Marco Paolini racconta la morte in nome di una razza perfetta

Tra le nuove uscite in libreria di questa prima settimana di maggio ci sono alcune novità che meritano assolutamente di essere segnalate.

Cominciamo da Marco Paolini, noto drammaturgo attore e regista teatrale, che dopo due anni di scrupolose ricerche, racconta degli esperimenti per il perfezionamento della razza umana che, fra il 1934 e il 1945, hanno portato all’uccisione di oltre 300 mila persone sotto il regime nazista.
Persone considerate “difettose” o “malate” vennero sacrificate ancora prima degli ebrei sull’altare dell’ideale della creazione  di una razza perfetta e invicibile, quella ariana.

Dopo lo spettacolo Ausmerzen,  anche per rispondere alle domande che lo spettacolo stesso aveva creato, Marco Paolini si è immerso per un anno nella scrittura, rielaborando e tessendo in narrazione una mole enorme di dati, alcuni dei quali – tra i piú sconvolgenti – quasi sconosciuti.
L’interrogazione su eugenetica, scienza ed etica, e sulle politiche del potere si fonde nel racconto. Un narratore appassionato, pieno di sdegno e pudore, e non privo di humour, ci consegna cosí un libro di feroce potenza, destinato a diventare necessario. Per tutti.

In un racconto a tratti crudo quanto razionale, Paolini riporta alla luce tutte le vite spezzate dall’operazione di sterilizzazione  che colpì omosessuali, malati di mente, e disabili.
“Ausmerzen. Vite indegne di essere vissute”
racconta di coloro che morirono ancora prima dei terrificanti campi di concentramento. prima degli zingari, prima degli ebrei, prima degli omosessuali e degli antinazisti e continuarono a morire dopo, dopo la liberazione, dopo che il resto era finito.

Leggi un estratto del romanzo
“Ausmerzen. Vite indegne di essere vissute” dal sito di Einaudi Editore

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I romanzi sociali di Charles Dickens ‘Boz’ a 200 anni dalla sua nascita

Nato Charles John Huffam Dickens a Landport vicino Portsmouth il 7 febbraio 1812, festeggiamo oggi i 200 anni dello scrittore, giornalista e reporter di viaggio britannico considerato uno dei più importanti romanzieri di tutti i tempi.

Secondo di undici figli, nasce da John Dickens, impiegato della Marina britannica e da Elizabeth Barrow. Nel 1815, all’età di tre anni, si trasferisce a Londra con la famiglia, per ritrasferirsi a Chatham nel Kent appena due anni dopo. Proprio nel Kent riceve la sua prima istruzione, alla scuola del figlio di un pastore battista. Il tempo libero lo passa all’aperto a due passi dal mare impegnato in interminabili letture. Nel 1823, la famiglia Dickens, sarà costretta nuovamente a trasferirsi a Camden Town, allora uno dei quartieri più poveri di Londra.

Negl’anni conosce la miseria, la galera grazie all’incarcerazione del padre per debiti (tutta la famiglia si trasferirà in carcere come era permesso al tempo) e il duro lavoro nelle fabbriche assieme alla condizione di vita della classe operaia che divenne nel tempo il tema principale dei suoi lavori.

Con lo pseudonimo di ‘Boz’ negl’anni 30 dell’800 comincerà la sua attività giornalistica che culminerà nel 1836 con l’uscita de Il circolo Pickwick“, il libro lo rende in breve estremamente famoso nel panorama della narrativa inglese. Da questo momento in poi la sua vita sarà un susseguirsi di pietre miliari della storia della letteratura anglosassone.

La prima puntata di Oliver Twist esce lo stesso anno 1936 grazie al suo lavoro come scrittore presso il Bentley’s Miscellany che manterrà fino al 1839.

Il 4 gennaio 1842 inizia il suo viaggio negli Stati Uniti, dove, ormai scrittore conosciuto, visita Boston, New York, Philadelphia, Washington, Richmond. In Virginia rimane fortemente shoccato dalla diffusa condizione di schiavitù in cui versano molti uomini. Il continuo del viaggio tocca anche le città di Pittsburgh, Cincinnati e Saint Louis raggiunta con un battello a vapore, lungo il fiume Mississippi.

Tra il 1844 e il 1845 grazie al suo continuo vagare soggiorna a lungo a Genova e visita diverse altre città italiane, fra cui Roma, Napoli e Mantova. Il resoconto di questi viaggi costituirà il suo libro Pictures from Italy. Fu nella lunga tappa genovese, nell’estate del 1844, che scrive “Le campane”, riedito da Einaudi nella raccolta: “Canti di Natale: Canto di Natale-Le campane-Il grillo del focolare-La battaglia della vita-Il patto col fantasma

Importantissima opera sarà il David Copperfield, romanzo pubblicato nel 1849-1850 sulla rivista ‘All the Year Round‘ dello stesso Dickens, una “industrial novel” che riscosse un enorme successo.

Da segnalare tra le molte opere del grande scrittore Grandi speranzepubblicato per la prima volta a puntate settimanali, dal 1º dicembre 1860 ad agosto 1861 sulla rivista ‘All the Year Round’, periodico diretto dallo stesso Dickens. La storia (semi autobiografica) dell’orfano Philip Pirrip, detto “Pip”, che narra la sua vita dall’infanzia fino all’età adulta, nel corso della quale tenta di diventare un gentiluomo.

SEGNALIAMO: Una splendida raccolta dei migliori romanzi di Dickens è stata pubblicata da Newton & Compton

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