Archivi per la categoria ‘Thriller’

La culla buia: un romanzo thriller che scava nell’anima

“Questo è molto più di un semplice thriller. Ti scava nell’animo.”
E’ questo il giudizio espresso dal Sunday Times che ha recensito l’ultima fatica della regina del romanzo psicologico: Sophie Hannah.
L’autrice, che ha già scalto le vette delle classifiche dei libri più venduti in Inghilterra, torna con una storia ad alta intensione, i cui intrecci riescono a scavare nelle paure più recondite dell’animo umano.

In questo romanzo la Hannah affronta il tema dell’infanticidio.

Helen Yardley, Ray Hines e Sarah Jaggard al loro risveglio trovano i propri figli morti.
Il loro bambino è morto, senza una ragione apparente. Tutte loro sono state accusate di infanticidio e ci sono voluti lunghi processi e molti anni di prigione, prima che fossero scagionate. «Morte in culla» è il verdetto finale.

Fliss Benson è una giovane produttrice televisiva, a cui viene affidato l’incarico di girare un documentario sulla loro vicenda. Vittime di un errore giudiziario o pericolose assassine che sono riuscite a farla franca? A Fliss non interessa.
Questo è l’ultimo progetto a cui vorrebbe lavorare, perché la morte dei piccoli innocenti riapre in lei una ferita mai sanata che riguarda il suo passato. Un trauma segreto che non ha mai rivelato a nessuno. La mattina in cui sta per rinunciare all’incarico riceve un biglietto con sedici cifre.
Un biglietto oscuro e ricattatorio. A indagare sulla minaccia è la poliziotta Charlie Zailer, la quale scopre che gli stessi numeri sono stati inviati anche alle tre donne accusate di infanticidio. E quando vengono trovate assassinate una dopo l’altra, Fliss capisce che per salvarsi la vita deve trovare la verità, e molto, molto in fretta.

Tra gli altri romanzi thriller della Hannah ricordiamo “Non ti credo ci sono amori che prima di morire uccidono” e Non è mia figlia. Su UNILIBRO tutti gli altri libri di Sophie Hannah.


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Classifica libri novità: nuove storie di gialli e thriller

Tra le novità nel raparto libri gialli ci sono romanzi decisamente interessanti per i lettori del genere e appassionati di indagini, fitti misteri e intricante indagini.
Segnaliamo subito Panza e prisenza” di Giuseppina Torregrossa ambientato a Palermo in cui 3 poliziotti, personaggi molto diversi tra loro per carattere e curiosi disturbi, sono alle prese con un’indagine scottante che riguarda un pericoloso boss della malavita del luogo.
Lo sfondo è quello di una Sicilia dolce amara in cui la giustizia fatica a fare il suo corso e applicare le leggi è molto più complesso, a causa di un tessuto sociale intriso dai quei mali che nel tempo sono diventati un vero e proprio “cancro” per il cambiamento.
L’autrice, però, è abile nell’intreccio narrativo a proporre un’ideale di onestà che lungi dall’essere meramente utopistico, attraverso il lavoro certosino e tenace dei 3 poliziotti, emergerà nonostante le difficoltà.
La storia è anche quella di un amore e di una passione che vede i due poliziotti innamorati della stessa collega e valente collaboratrice per le indangini a cui lavorano insieme.
Un romanzo, insomme, che trabocca di passionalità e parte dallo schema del romanzo giallo per raccontarci la realtà della bella Sicilia.

Firenze è lo sfondo di una serie di vendette, cospirazioni e misteri che conduranno il commissario Ferrara sulle tracce di un pericolosissimo serail killer. Il ritmo serrato e la narrazione intrecciata agli incubi notturni del commissario,  caricano la storia di una buona dose di suspence e intuizioni nel romanzo “I sogni cattivi di Firenze” di Michele Giuttari.
Tutto inizia con il ritrovamento di due corpi, quello del senatore Enrico Costanza e del suo maggiordomo. L’omicidio sembra differire nelle modalità dall’operato del serial killer che aveva terrorizzato la città fino a pochi anni prima.
La mano ora è un’altra, le modalità sembrano diverse, ma il sangue riprende a scorrere sull’Arno mentre, dagli inferi della città, la misteriosa loggia massonica della Rosa Nera continua a tessere la propria terribile ragnatela. Le ricerche si complicano, abbandonando la polizia in un labirinto di ipotesi senza uscita. Non solo perché chi muove i fili da dietro le quinte non ha intenzione di fermarsi. Ma soprattutto perché Ferrara, seguendo le tracce di Angelica, una donna misteriosa che ha troppo da nascondere, si è ritrovato faccia a faccia con una realtà al di là della sua immaginazione.

Piazza San Sepolcro” di Gianni Simone, è invece ambientato a Milano. Anche qui un serial killer semina il terrore nel buio delle strade di periferia della città. Aggredisce, violenta e poi uccide donne sole. Sulla tracce di questo temibile assassino la polizia decide di mettere l’ispettore Lucchesi, della sezione furti e rapine. Sembra una scelta alquanto bizzarra e poco azzeccata per la natura del caso che bisogna seguire. Lucchesi, però, è proprio l’uomo giusto.
Arrabbiato col mondo, ma soprattutto col colore della sua pelle nera ereditata dalla madre eritrea, solitario, troppo affezionato al fumo e all’alcol, scontroso, è un uomo che, pur con le sue debolezze, non sa scendere a compromessi e per difendere il suo ideale di giustizia non guarda in faccia nessuno. Nemmeno se deve giocarsi la carriera o, peggio, la vita…

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La vita facile di Richard Price: ombre e luci di una New York multietnica

Un omicidio di un bianco nel Lower East Side, avvenuto in piena notte, e due presunti, ma non identificati, colpevoli di colore.
Questo lo spunto da cui prende le mosse il racconto “La vita facile” per narrare sì un’indagine di polizia e la ricerca degli assassini, per descrivere nei minimi particolari le posizioni ed emozioni di familiari, agenti, sospettati o semplici testimoni, ma soprattutto per mettere in scena una New York ricca delle sue contraddizioni e difficoltà multietniche e multisociali.

Price (autore avvezzo nel narrare “la strada”, v. Clockers) è bravissimo nei dialoghi, dando voce a tanti personaggi, anche molto diversi tra loro (il primo interrogatorio è superbo), riuscendo così a scrivere un romanzo di genere che alla fine dei conti però propriamente non lo è, spingendosi oltre e risultando decisamente molto più completo, vario.

L’unico appunto che gli si potrebbe fare, è che magari qua e là asciugare un po’ la narrazione non sarebbe stato male, ma è poca cosa se comunque il ritmo è fluente e le immagini sono vivide come in questo libro.

A cura di Simone Ciclitira

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Recensione: Benjamin il thriller che ha appassionato il Sudamerica ora in Italia

Benjamin è l’esordio italiano di Federico Axat, pubblicato da Sperling & Kupfer. Dopo essere stato un bestseller in Sudamerica e Spagna, nel febbraio di quest’anno questo thriller emozionante ha raggiunto anche l’Italia, con ottime aspettative che sembrano già essersi in buona misura realizzate.

Ma Benjamin è anche il primo romanzo in assoluto per Axat, un giovane scrittore argentino (classe 1975) che ha appena iniziato la sua carriera.
Benjamin è il protagonista del romanzo, un bambino di nove anni che vive in una difficile situazione familiare e, seppur così giovane, programma già di lasciarsela alle spalle e fuggire via.

La goccia che fa traboccare il vaso è quando la madre, per l’ennesima volta, lo costringe ad andare a casa del vicino, del quale il bambino ha paura. A questo punto Ben decide in qualche modo di punire la madre e di nascondersi e trova il rifugio ideale nella soffitta abbandonata. Ora è la famiglia a vivere nel terrore e a dare inizio a una disperata ricerca.

Ma i giorni passano e di Ben non si ha traccia, finché la polizia lo dichiara ufficialmente scomparso e la famiglia accetta il fatto: il bambino è morto. Ma Ben è sempre stato lì, sopra le loro teste, a spiarli tra le fessure del pavimento. Ben può così assistere alle loro ricerche, e alla loro disperazione che troppo presto si trasforma in rassegnazione. Ascolta anche i loro discorsi, e così scopre molti segreti che riguardano soprattutto il passato della famiglia.

Nasce in lui il desiderio di vendetta, e la casa si riempie di tracce misteriose e inquietanti. La famiglia Green è perseguitata, cresce il panico e si accendono i sospetti.

Benjamin è un libro che per le atmosfere inquietanti potrebbe ricordare film come The Others o Il sesto senso, lo stesso autore in un’intervista ha dichiarato di leggere King da quando aveva quindici anni e ammette che il suo stile è stato molto influenzato dal maestro dell’horror. Benjamin è un thriller che si distingue per l’alta dose di suspance, i colpi di scena e il finale veramente sorprendente, che nessun lettore si aspetterebbe. Anche se un libro non si giudica dalla copertina, Benjamin è proprio quel tipo di libro per cui la prima impressione si rivela giusta. La mia è stata molto positiva, e non è stata disattesa.

A cura di Flora Marchesi

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Alejandro Jodorowsky e il suo cinema surrealista

Tocopilla, 17 febbraio 1929, il regista, scrittore, drammaturgo e sceneggiatore cileno Alejandro Jodorowsky nasceva. Oggi naturalizzato francese, è figlio di immigrati ebreo-ucraini trasferitisi il Cile per scappare alle tensioni europee. Nel 1953 si sposta a Parigi, dove fonda assieme agl’amici Fernando Arrabal e Roland Topor il movimento di teatro Panico. Jodorowsky per lungo tempo sarà a Parigi allievo ed assistente personale di Marcel Marceau, celeberrimo attore teatrale e mimo francese, arrivando ad esserne il più stretto collaboratore. Scrisse inoltre sceneggiature e parti ritagliate sul talento di Marceau come: Il fabbricante di maschere, La Gabbia, Il divoratore di cuori, La sciabola del samurai e Bip venditore di ceramica.

Jodorowsky è noto in gran parte per i film da lui diretti, come El Topo, pellicola del 1971 che lo rivelò al pubblico internazionale, la storia di un abilissimo pistolero, soprannominato appunto El Topo, che per amore di una donna lascia il figlioletto Miguel in una missione e accetta di combattere in duello quattro maestri invincibili. Dopo averli battuti la donna lo tradisce sparandogli al petto. El Topo si risveglia in una grotta, dove è stato trascinato da una comunità di esseri deformi. Inizia per lui una nuova esistenza.

Altra pellicola molto importante senza dubbio sarò per Jodorowsky:La montagna sacra del 1973. A Città del Messico un ladro dopo una serie di peripezie giunge in cima ad una torre dove si trova il laboratorio un misterioso alchimista che chiede al ladro se desidera essere trasformato in un essere immortale. L’uomo accetta e l’alchimista gli presenta coloro che gli saranno compagni nel lungo e faticoso viaggio iniziatico; si tratta di altri sette ladri, tra i più potenti della Terra. L’obiettivo da raggiungere sarà la Montagna Sacra: qui infatti risiedono i nove saggi, detentori del segretto dell’Immortalità, di cui loro dovranno prendere il posto.

Altro grande successo, questo del 1988, è Santa sangre o Sangue santo, una storia di sofferenza e mancanza, simbolo e specchio di una realtà troppo spesso ingiusta verso le persone. Fenix è rinchiuso in un manicomio. La sua è stata un’esistenza travagliata da un’infanzia difficile. Da piccolo Fenix ha lavorato come mimo e mago in un circo a Città del Messico. Suo padre Orgo era un lanciatore di coltelli, alcolizzato, donnaiolo, volgare e violento. Sua madre Concha era una fanatica religiosa che venerava con irrefrenabile ossessione l’immagine santa di una giovane senza braccia. La figura rappresentava una ragazza brutalmente seviziata da due uomini che era riuscita a salvare la verginità ma non le proprie braccia, amputate dagli aggressori. L’unico rapporto affettuoso per Fenix è quello con Alma, una ragazza sordomuta. Ma un tragico evento sconvolgerà la sua vita e la sua mente allontanandolo dalla ragazza.

Nel 1991 ha girato Il ladro dell’arcobaleno con Peter O’Toole e Omar Sharif; nel 2005 ha interpretato Ludwig van Beethoven in Musikanten di Franco Battiato e successivamente, nel 2007 è tornato a recitare per l’artista catanese in Niente è come sembra.

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