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Classifica dei libri novità per Pasqua 2012
Qualche consiglio per le buone letture durante le vacanze di Pasqua.
Abbiamo stilato una sorta di classifica dei libri novità che potrebbero occupare molto piacevolmente il vostro tempo libero.
In pole position per tutti gli amanti di Alessandro Barrico c’è “Tre volte l’alba” una sorta di “continuazione” del già fortunatissimo “Mr Gwyn”.
A nostro avviso, merita di essere letto anche “L’armadio dei vestiti dimenticati” indicato come un nuovo caso editoriale arrivato direttamente dalla Finlandia. L’autrice Riikka Pulkkinen è osannata dagli editori di mezzo mondo che hanno letteralmente scalpitato per avere i diritti di pubblicazione. La storia racconta di un segreto e dell’amore che lega una figlia e una madre. Intenso e toccante, un romanzo che tocca un tema delicato come quello dei legami familiari.
Un’altro romanzo che tocca la sfera familiare e diventa una commovente quanto toccante confessione tutta al femminile è “Un uso qualunque di te”.
Molto interessante anche la nuova prova letteraria di Francesco Piccolo “Storie di primogeniti e figli unici” che attraverso 9 storie di infanzia, adolescenza e giovinezza, cerca di afferrare il senso della vita osservando i dettagli e le situazioni apparentemente insignificanti, come nello stile ormai inconfondibile dell’autore.
E per chi è interessato alla saggistica consigliamo Corrado Augias: “Il disagio della libertà. Perchè agli italiani piace avere un padrone e l’evento editorial – politico del 2012: “Putin. L’uomo senza volto”
Classifica libri novità quarta settimana di febbraio.
Uomini: istruzioni per l’uso.
La “questione maschile” e le regole per una perfetta vita di coppia in un saggio e un romanzo di penna femminile.
Tra le novità in libreria questa settimana, Iaia Caputo nell’acuto saggio, Il silenzio degli uomini, edito da Feltrinelli, ritiene sia arrivato il tempo di parlare finalmente di una “questione maschile”. Ma per farlo è necessario rompere il “silenzio degli uomini”, perché mai come in questo momento, gli uomini non parlano, non sanno dire la loro fragilità e i loro desideri. Coloro che per millenni sono stati i dominatori del mondo, da tempo non lo sono più e oscillano continuamente tra inedite libertà offerte loro dalle donne e la nostalgia degli antichi privilegi. In questo silenzio Iaia Caputo coglie una “condizione tragica del maschile” e indaga sui padri che uccidono i figli ma anche sulla nuova paternità che ha scoperto la gioia della cura e della prossimità dei corpi; riflette sulle forme del desiderio maschile attraverso l’esemplarità del caso Marrazzo o dell’affaire Strauss-Kahn, passando per il “ciarpame senza pudore” dell’era berlusconiana.
Del nuovo romanzo di Niamh Greene, Ti amo, ti odio, mi manchi (Newton&Compton), l’ “Irish Independent” ha scritto: «Se siete fan della Kinsella, non perdetevi questo romanzo vivace e coinvolgente. Un antidoto perfetto contro la tristezza e il malumore…».
L’autrice del bestseller Uomini: l’importante è farli soffrire replica il successo con un’altra esilarante storia. Vivere una vita felice non è complicato. Basta seguire delle regole ben precise. Non mollare mai, per un colpo di testa, un uomo che tutti pensano sia perfetto per te. Evita di trasferirti in un rudere di campagna per “ritrovare te stessa”, con il rischio di diventare lo zimbello del villaggio e di coprirti di ridicolo. E soprattutto, non dire “ti amo” a un uomo che ha due figlie che ti odiano, una moglie defunta che nessuna donna potrà mai rimpiazzare e una madre che ti tratta come se fossi la domestica. Maggie passa da una disavventura all’altra, perde il lavoro a Dublino, rinuncia alle sue Jimmy Choo per calzare orribili stivali da lavoro e si rifugia nella sonnolenta cittadina di Glacken. Ma Maggie è testarda, non si arrende ed è anzi pronta a tutto pur di conquistare la gioia e la serenità che merita. Una vita perfetta e un amore da sogno sono lì ad aspettarla.
Carmela Bafumi
Raymond Queneau, parigi, Zazie e gli esercizi di stile
Nasceva il 21 febbraio 1903, sulle coste dell’alta Normandia e più precisamente a Le Havre sulla riva destra dell’estuario della Senna, lo scrittore, poeta e matematico Raymond Queneau.
Raymond è da subito un esempio di studente modello, contemporaneamente alla scuola, infatti, studia anche pianoforte e solfeggio. Nel 1914, con la Grande Guerra che ormai è alle porte, comincia a tenere un diario, mentre buona parte di Le Havre si mobilita. Queneau continua a studiare, dando inizio alla sua famosa mania di stendere e tenere aggiornate liste, inventari, statistiche, mappe e di interessarsi un poco a tutta una serie di discipline dall’archeologia alla matematica statistica. Particolarmente è attratto da Charlot, Verhaeren e gli aeroplani, e già molto giovane comincia a scrivere sia romanzi che poesie, alcune delle quali verranno alla luce nel tempo, anche se inedite, altre non vedranno mai altro che le sue mani perchè bruciate da lui stesso poco tempo dopo.
Terminata la guerra tra le sue letture, predilige Apollinaire, Bloy, Poe, Rimbaud, poi Laforgue, Conan Doyle, Verlaine, ma si interessa anche di avanguardia, di dadaismo e psicoanalisi e riceve una medaglia offerta dalla città quale studente meritevole, in occasione del diploma. Quando decide di studiare filosofia, il padre apre un negozio a Épinay-sur-Orge e il figlio si iscrive alla prestigiosa Università di Parigi, la Sorbona. Nella capitale scopre i surrealisti e si abbona alla rivista “Littérature”, diretta da Breton, Aragon e Soupault.
Nel tempo avrà contatti con svariate personalità storiche della cultura e dell’arte, come: Jacques Prévert, Robert Desnos, Michel Leiris, Benjamin Péret e Man Ray; o ancora Boris Souvarine, Jean Hélion e lo scrittore americano Henry Miller, Pierre Drieu La Rochelle, Marguerite Duras, Boris Vian, Albert Camus, Sartre, Picasso, Georges Perec e Calvino; solo per citarne una parte.
Si vogliono ricordare tre delle opere più importanti e interessanti dell’autore:
“Esercizi di stile”: un esilarante testo di retorica applicata, un’architettura combinatoria, un avvincente gioco enigmistico. Lo stesso testo declinato in moltissimi stili diversi, dalla descrizione dettagliata al linguaggio burocratico, dalle onomatopee alla lettera d’amore fino alla piece teatrale. Un libro unico che può far capire quanto la lingua possa esprimere attraverso le scelte lessicali e di ritmo. Uno strumento indispensabile per chiunque si avvicini alla scrittura di qualsiasi genere e forma.
“Zazie nel metró”: forse il suo libro più celebra, scritto nel 1959 e portato sul grande schermo l’anno successivo da Louis Malle,
giovane protagonista della nouvelle vague. Il libro parla di Zazie, una ragazzina provinciale ribelle e insolente, arrivata da poco nella Parigi degli anni ’50. Il suo sogno più grande è quello di poter vedere il metró; ma se uno sciopero glielo impedisce, nessuno può trattenerla dal salire su quella giostra vorticosa che per lei diviene Parigi. Scappa dall’olezzo dello zio, ballerino travestito, per incontrare, grazie alla sua vitalità straripante, una galleria eterogenea di personaggi: un conducente di taxi, diabolici flic, la dolce Marceline, una vedova consolabile, un calzolaio malinconico e un querulo pappagallo.
Classifica libri novità terza settimana di febbraio.
Tornano le grandi saghe familiari!
Da Barcellona alla provincia francese e americana, moderne epopee familiari rivivono nella recherche dei protagonisti dei libri novità della settimana. Arriva nelle librerie italiane, a cura di Adelphi, Il destino dei Malou, romanzo del 1947 scritto dal celebre autore belga Georges Simenon, ideatore del commissario Maigret. In una piccola città della provincia francese Eugène Malou si spara un colpo di pistola. Alla famiglia l’imprenditore non lascia nemmeno i soldi per il funerale e a causa dei problemi economici e delle chiacchiere del paese, la famiglia si disgrega. L’unico a rimanere in città è il figlio minore, Alain, che inizia una personale recherche nel tentativo di ricostruire un’immagine coerente e veritiera di suo padre. Alain scoprirà così la vera ragione del suicidio di Eugène, e andrà incontro al suo destino di autentico Malou. Come il padre e come il nonno.
Dalla Spagna arriva invece un nuovo best seller dalle atmosfere mediterranee, Il colore della memoria, di Care Santos, edito da Salani. Barcellona 1932. Maria del Roser Golorons, vedova Lax, esce con la fedele domestica Conchita per trascorrere la giornata ai Grandi Magazzini El Siglo. Qualche anno più tardi, alle soglie della guerra civile, il celebre pittore modernista Amadeo Lax dipinge il suo capolavoro in ricordo della moglie Teresa che lo ha abbandonato. Quasi ottant’anni dopo, l’esperta d’arte Violeta Lax, nipote di Amadeo, torna a Barcellona e inizia un viaggio nel tempo attraverso i luoghi, le fortune e le disgrazie dei Lax, segnate da figure femminili tenere e straordinarie, custodi di gesti quotidiani e sublimi, di delitti e di passioni indimenticabili.
Un altro grandioso ritratto di famiglia è quello di Jean Thompson, La casa dei racconti segreti, Newton & Compton, ambientato in un lasso di tempo che va dagli anni ’70 ai giorni nostri, in una sperduta cittadina del Midwest americano. Uno spaccato di vita americano rivissuto attraverso le vicissitudini di una famiglia alle prese con le divergenze caratteriali e i differenti sogni nel cassetto di tre fratelli, che dovranno fare i conti con una vita che spesso non segue il percorso che si pensa aver imbroccato.
Carmela Bafumi
Aharon Appelfeld, la Shoa nella penna, nel cuore e nei romanzi
Buon 80° compleanno ad Aharon Appelfeld il famoso scrittore israeliano che nacque in Bucovina del Nord (16 febbraio 1932) e più esattamente a Žadova, adesso parte di Černivci, allora rumena, uno dei pochi fortunati sopravvissuti della Shoa in cui perse la madre e i nonni. Appelfeld scampò al massacro del campo di sterminio nazista in Transnistria (Romania) e si unì all’Armata Rossa lavorando come cuoco. Alla fine del conflitto mondiale, 1946, scelse di emigrare in Palestina, al tempo ancora sotto il mandato britannico e studiò laureandosi all’Università di Gerusalemme in letteratura, divenendo poi docente all’Università Ben Gurion del Negev.
Appelfeld nasce in una famiglia di classe medio alta, famiglia che si vedrà togliere dal nazionalsocialismo che gli uccise la madre e lo divise dal padre. All’età di soli nove anni, nel pieno dell’autunno rumeno, riuscì a fuggire nei boschi vicini al campo di sterminio e lì sopravvisse cibandosi di quel che trovava, acqua e frutta principalmente. Visse quei giorni terrorizzato da scene di crudeltà immane, come dei contadini all’inseguimento armato un bambino ebreo. Giorni che lo portarono a porsi le sue prime domande: “Cosa c’è di sbagliato in me? Perché mi vogliono uccidere? Ho forse un volto, un corpo, dei pensieri diversi? ” cercando una ragione al massacro.
Seppur biondo con gl’occhi azzurri e anche se parlava bene l’ucraino, Appelfeld non trovò chi volesse adottare un bimbo di dubbie origini, fu così adottato da dei criminali che nel tempo definì: “La mia seconda scuola”, che durò circa due anni, persone terribili capaci però di atti generosi. Appelfeld ricorda che il contatto con i criminali gli aveva fornito gli strumenti per capire gli esseri umani imparando i significati di: “generosità, odio, brutalità e tutti i sensi dell’essere umano”.
Appelfeld è senza dubbio, grazie alle sue storie e alla sua tecnica scrittoria, uno dei più importanti scrittori israeliani viventi. Nei suoi numerosi scritti affronta sempre in modo più o meno diretto il tema della Shoah e dell’Europa prima e durante la seconda guerra mondiale, libri che gli hanno permesso di ricevere diversi premi tra cui il Premio Israele, il Premio Mèdicis in Francia e il Premio Napoli in Italia.
Splendide le due opere:
“Notte dopo notte“ un commovente romanzo che parla del protagonista Manfred e un gruppetto di amici, ebrei dell’Europa orientale sopravvissuti ai campi di sterminio col sogno di far rivivere la lingua yiddish, e con essa i loro cari, scomparsi nella Shoà. Una storia asciutta ma incantevole dove la vita scorre tra letture e canti, mostre, discussioni e lunghe notti insonni, durante le quali la tragedia passata riaffiora in confessioni e incubi.ù
“Tutto ciò che ho amato“ che narra di amori difficili e amari, di tradimenti, gelosie e vendette, e delle ferite che lasciano nell’anima dei protagonisti. Il protagonista Paul è in bilico tra i genitori divorziati e costantemente angosciato dal timore di perderli, il padre pittore è un artista tormentato, sempre pronto a schierarsi contro ai demoni dell’ispirazione e agli antisemiti, mentre la madre gli insegna il gusto dell’amore e il dolore del tradimento. Il tutto in un’Europa degl’anni 30 dove l’antisemitismo sta montando mentre molti scelgono vanamente la conversione.
in palio buoni acquisto ChisChis per borse artigianali
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racconto surreale sui rapporti Occidente e Medio Oriente
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