Un sogno senza parole: il film The artist finalmente in DVD
Un omaggio al cinema muto e in bianco e nero. Un capolavoro premiato con 5 Premi Oscar e applaudito nei cinema di tutto il mondo. “The Artist” il film scritto e diretto da Michel Hazanavicius è finalmente disponibile in DVD e Blu Ray.
La storia, ambientata in America negli anni venti, racconta, attraverso le vicissitudine di un attore cinematografico, George Valentin, la storia del cinema e l’avvento del sonoro.
Un’autentica rivoluzione che sconvolse per sempre i tempi di produzione e il modo di concepire il cinema.
George decide di non lavorare in pellicole “parlanti”. Abbandona il suo produttore e decide di autoprodurre un film secondo le regole del cinema muto. Ma, intanto sono cambiate anche le regole del mercato e George pagherà amaramente il suo errore di valutazione.
Dopo poco tempo Valentin è un attore dimenticato e tra l’altro costretto dalla “grande depressione economica” a mettere tutti i suoi beni all’asta per poter sopravvivere.
Sarà l’amore incondizionato di un’attrice conosciuta molto tempo prima a infondergli di nuovo coraggio per ritornare a credere nella sua arte.
Una storia intensa e realizzata in modo da riprodurre autenticamente le emozioni e la magia del cinema muto.
Definito – e concordiamo in pieno – “Un sogno senza parole” e “Un atto d’amore verso il cinema“.
Imprese da favola, un libro che indaga l’imprenditoria femminile italiana
A cura di Lana Pegoraro - www.ilsitodelledonne.it
Un nuovo libro pubblicato da Marsilio indaga il mondo dell’imprenditoria femminile: si intitola “Imprese da favola. Viaggio nel paese delle donne che si inventano il lavoro”.
Sì, perché l’Italia non sarà un Paese per donne, ma come certifica questa inchiesta che potete trovare in libreria, è sicuramente un Paese per imprenditrici. Lo avevamo già detto che la maggior parte delle nuove imprese in Italia nate nell’ultimo anno è rosa, questo testo di Angela Padrone ce ne dà un’altra importante testimonianza.
Non solo le donne aprono più aziende, ma hanno anche più inventiva nel farlo. Un boom di piccole e medie imprese femminili che non riguarda una zona specifica dell’Italia, ma che accomuna tutta l’Italia.
1 milione e 400 mila sono le nuove imprese italiane dirette o create da una donna.
La scrittrice le ha scandagliate e ha incontrato alcune “capitane” d’impresa: si tratta di self made woman che svolgono molto spesso lavori un tempo ritenuti da “Maschi” e che si sono messe in gioco per necessità più che per sfida. Oppure sono donne che si sono trovate al posto di guida di una realtà imprenditoriale ereditandola dalla famiglia. Tra loro potrete trovare personalità di ogni genere: carismatiche e decise in grado di affrontare le disparità di genere, o creative ed originali capaci di superare le difficoltà del mercato anche globale e vincere la sfida con le grandi multinazionali esportando all’estero.
E ci sono anche imprenditrici che mirano a fare rete, che hanno l’ambizione di connettere tutte le donne dell’imprenditoria femminile per agevolare il sistema.
Insomma tutto ciò che piace a noi attraverso le testimonianze di alcune grandi donne del Business e degli affari. Delle donne manager incredibili che hanno realizzato delle “Imprese da favola”.
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Ci vogliono le palle per essere una donna, parola di Caitlin Moran
A cura di Chiara Acquafresca – www.ilsitodelledonne.it
Caitlin Moran, classe 1975, ha avuto una vita difficile: primogenita di otto figli Caitlin ha lasciato la scuola a 11 anni e ha iniziato ad arrampicarsi sulla montagna della società arrivando a diventare una editorialista del Times, a sposarsi e ad avere due figli insieme a fama e carriera. In poche parole è una che viene dal basso e si è realizzata, forse perché come dice lei, a 13 anni si è fatta una domanda cruciale: come fi diventa una donna?
Nella sua auto-biografia, “Ci vogliono le palle per essere una donna” la Moran esprime il suo punto di vista sul femminismo, ed espone la sua teoria sulle “finestre rotte”. Certo il femminismo ha fatto benissimo e fa benissimo a parlare di argomenti come il pay eqality e i diritti delle donne, macrosistemi dei diritti, partecipazione alla vita pubblica e via dicendo, ma secondo la Moran deve anche intervenire sulle finestre rotte della vita quotidiana di una donna, il botex, le tette tonde, le labbra rifatte, lo stereotipo televisivo della donna oggetto e via dicendo.
Un libro che consiglio a tutte di leggere, per la personalità virulenta ed esplosiva che salta fuori da questa donna capace di lottare con le unghie e con i denti per farcela, non a diventare qualcuno, ma a diventare donna.
E non mancano le soluzioni a quelli che lei chiama “paternalismi” come quello di mettersi a ridere di fronte agli obblighi comportamentali, estetici e culturali cui oggi una donna è soggetta nella società occidentale.
Perché le donne sono bellissime quando ridono. E perché forse, per cambiare il maschilismo, tutte le donne debbono iniziare ad essere profondamente femministe.
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Donne, libri e lupi: ecco due testi che parlano della donna selvaggia
Recensione a cura di Marta Favini - www.sitodelledonne.com
Forse non tutti conoscono il mito dell’uomo selvaggio, diffuso soprattutto nel medioevo, che descriveva un essere ferino che perdeva la propria umanità e che veniva sbeffeggiato in feste cittadine cospargendo di pece e piume poveri malcapitati (c’è traccia di questo mito e di questo costume anche in una novella boccaccesca).
Bene, ancora meno conosceranno la mitologia legata alla donna selvaggia, che sprofonda i propri natali però nella notte dei tempi, in quella tradizione che fece della lupa la balia di Romolo e Remo e consegnò all’umanità l’archetipo della donna dolce con i propri cuccioli ma anche terribile con gli estranei.
Voglio parlarvi di due libri che seppur lontanissimi l’uno dall’altro, hanno come soggetto proprio donne così, donne che non si sottomettono facilmente, indomite, coraggiose e spudorate.
In “Donne che corrono coi lupi“, la scrittrice e saggista Clarissa Pinkola Estès, nonché psicanalista di stampo jungiano, racimola attorno a miti e fiabe provenienti da tutto il mondo, il concetto di donna selvaggia, forza istintuale, creatrice e potente che però viene soffocata da paure, insicurezze e stereotipi. Un libro in grado di cambiare intere generazioni, capace di risvegliare sentimenti sopiti, di guarire molte donne da depressione e solitudine e che ha permesso a molte altre di guardarsi senza sensi di colpa o di realizzare il proprio femminino, come si dice con parola tecnica e un po’ oscena in questi casi. Di questo testo vi consiglio la versione aggiornata del 2010, sì perché dopo l’edizione degli anni ‘90, la psicanalista e ricercatrice ha proseguito il proprio lavoro di indagine aggiungendo tasselli importanti.
L’altro libro che vi consiglio è di una scrittrice italiana che forse ha avuto occasione di leggere il precedente: si intitola “La valle delle donne lupo”.
Si tratta di un romanzo di Laura Pariani, ambientato in una valle piemontese di cui è taciuto il nome e che, immerso tra atmosfere dark e oniriche dà vita a donne selvagge in un luogo povero in cui agli uomini tocca il sudore, ma alle donne il dolore e in cui le femmine vivono secondo questa regola: “Vivere da morta. Patire da muta. Obbedire da cieca. Amare da vergine”.
La narrazione parte da uno di quei modi di far ricerca in voga un tempo durante i primi studi di Tradizioni popolari, quando giovani studiosi, armati di un registratore, partivano per posti remoti in cerca dei vecchi conta-fole che raccontassero loro le fiabe di una volta e le testimonianze dei tempi passati. Ecco allora la protagonista della storia recarsi in un paesino abitato da una sola donna, la Fenisia, memoria di quei posti, che racchiude storie di streghe e licantrope, di donne lupo. Una discesa nell’antro del femminile per esplorarne i recessi più nascosti.
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Festival della lettura per ragazzi: tra fantasy e realtà torna Immaginaria
Un festival interamente dedicato alla letteratura per ragazzi. Sanremo dal 19 al 27 maggio ospita la seconda edizione il festival “Immaginaria” in cui verranno presentati i migliori romanzi fantasy per ragazzi, narrativa e saggistica pensata per il pubblico dei più piccoli.
Organizzata dall’associazione no profit Narima che quest’anno propone il tema:
“La grande avventura nei libri” che celebra i 150 anni della nascita dello scrittore Emilio Salgari per arrivare a Peter Pan e Moby dick.
Tutte le piazze della città faranno da location per le diverse inziative: incontri, laboratori creativi, giochi, danza e workshop e il mercato del fumetto (27 maggio piazza Colombo).
Tra le novità più importanti la collaborazione con la Capitaneria di Porto matuziana e Sanremo Cetacei in alcune dimostrazioni e laboratori come quello dedicato al ‘Capitano del Vascello Fantasma‘.
La manifestazione ha il patrocinio del Ministero delle Attività e Beni culturali, Ministero della Pubblica Istruzione e di Lucca Comics e vede la collaborazione di Rai Gulp, Radio Immaginaria, La Roccaforte del Nord di La Spezia e Riviera Reservation.
All’Ariston sono previste una serie proiezioni per bambini e il 24 maggio i cortometraggi dell’Anffas.
Classifica libri novità: nuove storie di gialli e thriller
Tra le novità nel raparto libri gialli ci sono romanzi decisamente interessanti per i lettori del genere e appassionati di indagini, fitti misteri e intricante indagini.
Segnaliamo subito “Panza e prisenza” di Giuseppina Torregrossa ambientato a Palermo in cui 3 poliziotti, personaggi molto diversi tra loro per carattere e curiosi disturbi, sono alle prese con un’indagine scottante che riguarda un pericoloso boss della malavita del luogo.
Lo sfondo è quello di una Sicilia dolce amara in cui la giustizia fatica a fare il suo corso e applicare le leggi è molto più complesso, a causa di un tessuto sociale intriso dai quei mali che nel tempo sono diventati un vero e proprio “cancro” per il cambiamento.
L’autrice, però, è abile nell’intreccio narrativo a proporre un’ideale di onestà che lungi dall’essere meramente utopistico, attraverso il lavoro certosino e tenace dei 3 poliziotti, emergerà nonostante le difficoltà.
La storia è anche quella di un amore e di una passione che vede i due poliziotti innamorati della stessa collega e valente collaboratrice per le indangini a cui lavorano insieme.
Un romanzo, insomme, che trabocca di passionalità e parte dallo schema del romanzo giallo per raccontarci la realtà della bella Sicilia.
Firenze è lo sfondo di una serie di vendette, cospirazioni e misteri che conduranno il commissario Ferrara sulle tracce di un pericolosissimo serail killer. Il ritmo serrato e la narrazione intrecciata agli incubi notturni del commissario, caricano la storia di una buona dose di suspence e intuizioni nel romanzo “I sogni cattivi di Firenze” di Michele Giuttari.
Tutto inizia con il ritrovamento di due corpi, quello del senatore Enrico Costanza e del suo maggiordomo. L’omicidio sembra differire nelle modalità dall’operato del serial killer che aveva terrorizzato la città fino a pochi anni prima.
La mano ora è un’altra, le modalità sembrano diverse, ma il sangue riprende a scorrere sull’Arno mentre, dagli inferi della città, la misteriosa loggia massonica della Rosa Nera continua a tessere la propria terribile ragnatela. Le ricerche si complicano, abbandonando la polizia in un labirinto di ipotesi senza uscita. Non solo perché chi muove i fili da dietro le quinte non ha intenzione di fermarsi. Ma soprattutto perché Ferrara, seguendo le tracce di Angelica, una donna misteriosa che ha troppo da nascondere, si è ritrovato faccia a faccia con una realtà al di là della sua immaginazione.
“Piazza San Sepolcro” di Gianni Simone, è invece ambientato a Milano. Anche qui un serial killer semina il terrore nel buio delle strade di periferia della città. Aggredisce, violenta e poi uccide donne sole. Sulla tracce di questo temibile assassino la polizia decide di mettere l’ispettore Lucchesi, della sezione furti e rapine. Sembra una scelta alquanto bizzarra e poco azzeccata per la natura del caso che bisogna seguire. Lucchesi, però, è proprio l’uomo giusto.
Arrabbiato col mondo, ma soprattutto col colore della sua pelle nera ereditata dalla madre eritrea, solitario, troppo affezionato al fumo e all’alcol, scontroso, è un uomo che, pur con le sue debolezze, non sa scendere a compromessi e per difendere il suo ideale di giustizia non guarda in faccia nessuno. Nemmeno se deve giocarsi la carriera o, peggio, la vita…
Salone del libro di Torino 2012: libri e scrittori spagnoli
La venticinquesima edizione del Salone del Libro di Torino ospita la Spagna che per l’occasione è rappresentata dai grandi nomi della cultura contemporanea iberica.
La Spagna vive un momento di profonda recessione economica, ma il momento letterario è alquanto fervido e interessante.
Al Salone del Libro, è presente Enrique Vila-Matas autore di “Un’aria di Dylan”, editore Feltrinelli, un libro che ha riscosso un grandissimo successo in patria e che sbarca in Italia per raccontare la storia del protagonista impegnato a redigere un archivio generale del fallimento.
C’è anche Javier Cercas che con “La verità di Agamennone”, editore, Guanda, porta al Salone unan miscellanea di racconti, riflessioni, passioni e ricordi personali.
Altri autori spagnoli dell’editore Guanda sono Almudena Grandes, che con “Ines e l’allegria” porta il sesto romanzo di una serie improntata sull’eplorazione degli anni sofferti della guerra civile e la dittatura e Arturo Pérez-Reverte, con il romanzo “Il ponte degli assassini”.
Parteciperà ai dibattiti e agli incontri con gli autori, Clara Sanchez, la scrittrice spagnola che con “Il profumo delle foglie di limone” è stata catapultata nel panorama della narrativa internazionale.
Altrra presenza d’eccezione è la signora del giallo spagnolo, Alicia Giménez-Bartle autrice “Dove nessuno ti troverà”, editore Sellerio.
Dieci cose da fare per salvare il mondo dalla crisi: il decalogo di Jacques Attali
Sono 10 le cose da fare assolutamente per delineare un governo mondiale che, oltre la globalizzazione dei mercati, porti con sè e realizzi anche quella dei diritti e garantisca la sicurezza di tutti i paesi.
“Nel suo ultimo libro – scrive la Tribune riguardo Attali – invoca d’urgenza un governo mondiale. Secondo lui l’Europa che non ha debito, in quanto entità federale, può ancora essere salvata”.
“Domani, chi governerà il mondo?” è il saggio dell’economista francese Jacques Attali che in patria ha già venduto oltre 600 mila copie.
Definito il moderno Pico della Mirandola, Attali nel suo saggio esplica 1o punti fondamentali per realizzare un vero e proprio governo mondiale, che sia in grado di affrontare le minacce economiche, finanziarie, sociali, politiche, ecologiche, nucleari, militari che pesano sul mondo.
Il decaglogo prevede:
federalismo, coscienza dell’umanità, vigilanza sulle minacce, codice mondiale, minilateralismo, riforme istituzionali, formazione di una Camera per lo sviluppo duraturo, creazione di un’Alleanza per la democrazia, versamenti fiscali di sostegno, composizione degli Stati generali del mondo.
Un giorno l’umanità comprenderà che ha tutto da guadagnare a raggrupparsi attorno a un governo democratico del mondo, oltrepassando gli interessi delle nazioni più potenti. Un simile governo esisterà un giorno, dopo un disastro o al suo posto. È però urgente osare pensarvi.
Jacques Attali, esperto di economia, è stato consigliere di Mitterrand e primo presidente della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo.
E ‘ direttore del Planet Finance, ong per la diffusione della microfinanza nei paesi in via di sviluppo che ha sostenuto anche i progetti del premio Nobel Muhammad Yunus.
Tra gli altri libri dell’autore segnaliamo:
Breve storia del futuro (2007)
La crisi, e poi? (2009)
Sopravvivere alle crisi (2010)
Gandhi. Il risveglio degli umiliati (2011).
Cosa serve per far crescere l’Italia? Meno telefonini e più libri
Nella disputa nuovi strumenti per fruire il sapere e il vecchio buon libro vince … il libro!
Lo dichiara una singolare ricerca condotta da LIBRIAMO, un nuovo social book magazine, che ha intercettato il parere di esperti, editori e critici sul tema del rilancio della crescita italiana e del ruolo giocato dai mezzi di comunicazione di massa.
La ricerca viene presentata e diffusa in questi giorni in occasione dell’edizione 2012 del Salone Internazionale del Libro di Torino.
Altro che smartphone, tablet e tv. Secondo gli addetti ai lavori dovrebbe essere il libro il vero mezzo di comunicazione di massa che puo’ rilanciare l’Italia. Lo dicono 7 esperti su 10 (69%) secondo cui il libro non deve essere piu’ inteso solo come un’opera d’arte, un prodotto meramente culturale, ma deve essere diffuso e venduto come gli smartphone e la tv, capace di migliorare la propria cultura combattendo l’ignoranza (64%), rendono piu’ consapevoli (53%), aumentano il rispetto del prossimo (45%) ed aiutano a sviluppare un maggior senso civico (36%). Basta con l’essere troppo legati a internet e cellulare. Secondo gli esperti dedicare piu’ tempo alla lettura permetterebbe di far crescere il tessuto sociale (71%) e l’economia (65%).
I libri e i loro autori inoltre non dovrebbero trovare spazio soltanto all’interno di programmi televisivi autoreferenziali, ma dovrebbero diventare parte integrante dei programmi d’intrattenimento e dei contenitori pomeridiani, come delle vere e proprie Star (57%).
L’’indagine promossa da Libreriamo, il social book magazine per la promozione dei libri e della lettura, è stata condotta intervistando le piu’ importanti case editrici italiane e raccogliendo i pareri di 120 esperti di comunicazione e critici letterari su come promuovere i libri e far leggere di piu’ gli italiani.
“Abbiamo voluto condurre un’indagine – afferma Saro Trovato, sociologo, mood maker e ideatore di Libreriamo – che permettesse agli addetti ai lavori di dire la loro e mettere in evidenza le criticita’ legate alla diffusioni dei libri in Italia, sia a livello materiale sia a livello culturale. L’opinione comune rilevata e’ che la crescita del nostro Paese e della sua gente passa da una maggiore abitudine alla lettura dei libri, che devono essere venduti al pari degli smartphone, considerando il loro forte valore sociale. Leggendo di piu’ si combatte il qualunquismo e il degrado, stimolando una crescita personale ed economica del Paese.”
Secondo quanto riportato dal rapporto “L’Italia dei libri – Un anno, le stagioni, due trimestri a confronto” uscito il 23 marzo 2012, solo il 44% della popolazione italiana adulta ha acquistato un libro nel 2011, mentre il 49% ha letto un libro nello stesso arco di tempo.
Da cosa dipende il calo dei lettori in Italia?
Secondo la maggioranza degli esperti (42%) cio’ e’ dovuto alla mancanza di “appeal” da parte della maggior parte dei libri in commercio. Per altri dipende dall’eccessiva fruizione di media come tv e internet che tolgono tempo e spazio alla lettura (26%) e dal costo eccessivo di alcuni libri (17%). Ecco perché per 7 esperti su 10 (69%) il libro non deve essere piu’ inteso solo come un’opera d’arte, un prodotto meramente culturale, ma deve essere considerato un vero e proprio mezzo di comunicazione di massa, diffuso e venduto come gli smartphone e la tv, perché capace di migliorare la propria cultura combattendo l’ignoranza (64%), rendono piu’ consapevoli (53%), aumentano il rispetto del prossimo (45%) ed aiutano a sviluppare un maggior senso civico (36%).
Ma i media dedica il giusto spazio alle iniziative librarie?
Solo l’8% ritiene che il tempo dedicato ai libri sia corretto. Per il 54% degli addetti ai lavori in tv si preferisce trattare argomenti e generi diversi a discapito della cultura, mentre secondo altri (32%) ci sono programmi dedicati ai libri troppo autoreferenziali, in cui i libri non vengono “laicizzati”. Ecco perché i libri e i loro autori ma dovrebbero diventare parte integrante dei programmi d’intrattenimento e dei contenitori pomeridiani, come delle vere e proprie Star (57%).
Quali vantaggi comporterebbe una maggiore abitudine alla lettura in Italia?
Secondo gli addetti ai lavori il libro puo’ rappresentare un vero e proprio volano per la crescita, sia sociale e culturale (71%) che economica (65%), dell’Italia. Esso infatti rappresenta un mezzo utile a combattere l’ignoranza migliorando la cultura personale (64%), anche attraverso l’arricchimento del proprio lessico, combatte il qualunquismo e rende piu’ consapevoli della realta’ (53%), aumenta il rispetto del prossimo (45%), elimina il degrado e aiuta a sviluppare un maggior senso civico (36%). Secondo gli addetti ai lavori il libro deve diventare il media di riferimento, intorno al quale aprire un dibattito, confrontarsi, trasformandosi in un mezzo sempre piu’ social.
La mancanza della giusta considerazione nei confronti della lettura in Italia in parte dipende da alcuni attori principali che ruotano intorno al mondo dell’editoria. Secondo la maggioranza degli addetti ai lavori (67%) alcuni libri vengono perlopiu’ considerati come frutto dell’esercitazione puramente stilistica da parte dello scrittore. Il rischio principale secondo gli esperti e’ quello che si crei una letteratura distaccata dalla gente, come la politica, creando quindi due nicchie autoreferenziali, alle quali appartengono pochi eletti. La soluzione per gli addetti ai lavori sarebbe anche quella di scrivere libri piu’ vicini alle corde espressive ed emozionali della gente, trovando argomenti, personaggi e un modo di scrivere piu’ vicino al mondo in cui viviamo.
Altro fattore e’ rappresentato dalla distribuzione: secondo il 17% degli addetti ai lavori, una distribuzione dei libri attualmente squilibrata tra nord e sud sfavorisce uno sviluppo omogeneo dell’Italia dal punto di vista culturale ed economico.
E se il tema principale del Salone del Libro di Torino 2012 e’ la “primavera digitale”, quale impatto possono avere sul mercato editoriale le nuove tecnologie digitali? Secondo la maggioranza (51%) possono essere un valido strumento da affiancarsi alla distribuzione cartacea di libri, mentre per altri (31%) rappresenta l’unico modo per adeguarsi ai tempi e sopravvivere all’interno del mercato librario. Da parte delle piccole case editrici, l’atteggiamento verso strumenti come l’e-book e’ ambivalente: da un lato c’e’ chi lo ritiene un pericolo, mentre secondo altre e’ il mezzo ideale per abbattere i costi della distribuzione cartacea.
Peppino Impastato, un giullare contro la mafia
Sono passati 34 anni dalla tragica scomparsa di Peppino Impastato. Era il 9 maggio 1978 quando cadeva vittima di un attentato. Venne così spezzata la giovane vita di un ribelle, un pensatore e in sostanza un riformatore del pensiero omertoso, tipico della cultura mafiosa.
Grazie al successo e alla popolarità del film di Marco Tullio Giordana: “I cento passi”, la figura di Peppino è diventata un simbolo ancora più forte nella lotta contro la mafia e la cultura dell’omertà.
Attivista politico , è grazie alle atività culturali e alla radio che diffonde un messaggio netto e chiaro contro la cultura mafiosa. Denuncia i soprusi e le intimidazioni dei capi mafiosi a viso scoperto.
Nel 1976 costituisce il gruppo Musica e cultura, organizzando cineforum, musica, teatro, dibattiti, ecc.). Fonda Radio Aut, radio libera autofinanziata, con cui denuncia i delitti e gli affari dei mafiosi di Cinisi e Terrasini.
Durante il progrmma “Onda pazza” sbeffeggiava mafiosi e politici per denunciarne malefatte e connivenze.
Nel 1978, l’impegno politico diventa ancora più preponderante, e si candida nella lista di Democrazia Proletaria alle elezioni comunali. Durante la campagna elettorale, però, viene assassinato.
La morte di Peppino rimane per diversi anni oggetto di indagin e dibattimenti di alcuni che credono nell’atto terroristico e altri che parlano di sucidio. Solo il 5 marzo 2001 si arriverà alla sentenza definitiva dopo anni in cui il caso era stato chiuso e diversi depistaggi.
La storia di Peppino è stata raccontata ance in una Graphic Novel, romanzo a fumetti, edito da Becco Giallo:
“Peppino Impastato, un giullare contro la mafia”