Maggio dei libri: dal 23 aprile al 23 maggio tutti gli appuntamenti per la lettura

A maggio torna la manifestazione legata alla promozione della lettura: IL MAGGIO DEI LIBRI.

I libri sbocciano in maggio.
Perchè se in questo mese la natura si risveglia, lo stesso capita alla voglia di leggere.
Leggere fa crescere: è questo lo spirito de Il Maggio dei Libri, la campagna nazionale nata nel 2011 e che quest’anno vede moltiplicare le adesioni.

La campagna, promossa dal Centro per il Libro e la Lettura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, inizia il 23 aprile, in coincidenza con la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore promossa dall’UNESCO, e culmina il 23 maggio con la Festa del libro.

Quest’anno Il Maggio dei Libri si avvale, oltre che della collaborazione di partner istituzionali (Presidenza del Consiglio dei Ministri Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Unione delle Province d’Italia, Associazione Nazionale Comuni Italiani), di tutti i soggetti strategici impegnati nella promozione della lettura (Associazione Italiana Editori, Associazione Librai Italiani, Associazione Italiana Biblioteche) e si svolge con il patrocinio Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO e sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica..

Per conoscere le iniziative organizzate nella propria città basta collegarsi al sito ufficiale e selezionare la regione d’interesse per avere tutti i risultati.

Appuntamenti Maggio dei libri

C’è anche una fan page su Facebook su cui seguire gli eventi e codividere parer, informazioni e suggestioni!

Premio Bancarella Sport 2012: i 6 libri finalisti

Cinquantadue titoli della produzione editoriale del settore sportivo 2011 presi in esame. E ora la Giuria del “Premio Bancarella Sport” ha ufficializzato i sei titoli che rimangono in gara per la 49 edizione del premio.

Sono in gara:

La storia balorda di Marco Ballestracci, Instar Libri.

Casimiro Stablinski, figlio di Leopoldo, e nel 1978 i mondiali di calcio sbarcano nella sua città, Rosario. Mentre gli europei chiudono gli occhi sulla guerra sporca dei generali, Casimiro diventa vittima inconsapevole della repressione: il gioco del potere si infila negli stadi, esce per le strade e colpisce senza preavviso. In svariati decenni si intrecciano le vicende di due continenti, quelle piccole e quelle grandi, in una cavalcata romanzesca che cerca il bandolo della storia tra le più avvincenti prodezze sportive del secolo.

Volevo solo giocare al calcio di Pierdomenico Baccalario, Mondadori
Adriano ama giocare a calcio. Se non fosse poverissimo non farebbe altro da mattina a sera. Ma le necessità della famiglia vengono prima di tutto. Prima della sua felicità, prima dei suoi diritti di ragazzo. Un bel giorno c’è il torneo fra i quartieri della città di Port Ferreira. Lui e il fratello Edievaldo si iscrivono con la loro squadretta di amici. Adriano è il centravanti della Lotto Selvaggio, e segna. Segna a ripetizione. La sera prima della finale, a casa Pinto bussa un signore che di mestiere fa l’osservatore per la Uniao Sao Joao, una squadra di terza divisione. In quel momento Adriano capisce che papà aveva ragione… “Volevo solo giocare a calcio” è la vera storia di Adriano Ferreira Pinto, stella brasiliana dell’Atalanta.

Se no che gente saremmo di Gianfelice Facchetti, Longanesi
Gianfelice ci mostra che correndo ostinatamente dietro i propri sogni si può costruire una vita esemplare. Scorrono così, in un’emozionante moviola, le immagini del capitano dell’Italia che ha battuto la Germania 4 a 3, i grandi derby con la maglia dell’Inter, le sfide con il russo Cislenko, il magico mondo delle figurine e il calcio eroico di una volta.


Testa alta due piedi – Storie di calciomercato
di Franco Esposito, Absolutely Free Editore;
L’Italia si nutriva di fermenti e andava in vacanza in Topolino. Siano benedetti gli inventori del calciomercato: un bizzarro Principe palermitano e un signore trevigiano profondo conoscitore del pallone. La fiera dei piedi, circo e luna park.

La partita di Stefano Ferrio, Feltrinelli;
Trentatré anni sono una vita. Quei ragazzi che si bullavano dopo un gol con le ragazze assiepate sulle tribune di fortuna hanno preso strade diverse: alcuni si sono buttati in politica, uno è morto per droga, un altro è missionario, c’è chi fa l’avvocato dell’alta borghesia, un altro fa il medico e un altro ancora marcisce in galera. La vita li ha investiti in pieno, lasciando cicatrici e speranze spezzate, figli amati e un filo di memorie che si annoda a un “noi”, antico e nuovo. Quanta vita e quante vite in questa sfida. Epica come una battaglia dell’Iliade. Quei ragazzi diventati adulti sono pronti a riprendere la Partita Interrotta di trentatré anni prima.

Passi da gigante di Dino Meneghin con Flavio Vanetti, Rizzoli.
5 settembre 2003, data d’ingresso di Dino nella Hall of Fame di Springfield, “l’arca della gloria del basket”? Da qualsiasi punto si scelga di iniziare a raccontarla, la carriera di Dino Meneghln resta inimitabile. Il libro ci offre l’occasione di ripercorrerla per la prima volta… dall’alto, insieme con Dino, ma anche di scoprire un basket di uomini veri e ragazzi terribili.

Il verdetto spetterà alla “Grande  Giuria”  composta da personalita’ della cultura, dello sport e del giornalismo,  librai di tutta Italia.

L’islam spiegato ai leghisti: il fenomeno dell’ostilità dell’occidente verso l’islam

L’islam spiegato ai leghisti è il titolo dell’ultima opera letteraria di Khaled Fouad Allam, sociologo e politico algerino, naturalizzato italiano. Allam insegna sociologia del mondo musulmano all’Università di Trieste e islamistica a quella di Urbino. Ha pubblicato numerosi testi accademici su queste due discipline, ma il suo ultimo libro, uscito di recente, è diverso dalle altre sue opere.

Il libro è stato anche presentato da Don Gallo, a dimostrazione di come la tolleranza religiosa e la comprensione e rispetto reciproco vengano soprattutto dalle persone che vivono la religione quotidianamente e la conoscono a fondo nei valori.
Al di là delle sue riflessioni, durante la presentazione di questo testo Don Gallo ha ricordato “quando compii 80 anni un giornalista mi chiese cosa avrei voluto come regalo, e io chiesi la Moschea. Ecco, la Moschea non c’è ancora, sono ancora qui che aspetto. E a questo punto, se fossi il vescovo ordinerei di non celebrare più messe finché non ci sarà anche la Moschea. Perchè la Sinagoga c’è, quindi deve esserci anche la Moschea”.

Il testo di Allam è coraggioso e interessante, e si propone di chiarire le complessità della religione musulmana per evitare che le incomprensioni e la disinformazione rallentino il processo di integrazione in Europa. Allam affronta temi attuali, attraverso una trama ben articolata e una linea narrativa accattivante e scorrevole.

La storia è quella di Leila, marocchina immigrata con permesso di soggiorno che ogni mattina, alle 5, chador colorato al collo, si occupa di pulizie nella sede della Lega Nord di Trento. Più che un romanzo si tratta di un saggio, formato da di citazioni, ricordi, riflessioni. Il titolo non rispecchia esattamente il contenuto del libro, in realtà i “leghisti” sono presi in considerazione solo per poche pagine, sostanzialmente si tratta di riflessioni da parte dell’autore che cerca di capire il fenomeno dell’ostilità dell’occidente verso l’islam più che altre religioni. Quando parla della Lega, si concentra sul fatto che, secondo lui, la Lega ha fatto dell’immigrazione un bersaglio privilegiato, e dell’immigrazione di persone musulmane in particolare, giocando e raccogliendo migliaia di voti marciando sulla paura della gente, sui suoi pregiudizi e sui problemi specifici come il velo (soprattutto il burqa, ma non solo), la questione del crocifisso, il terrorismo …

Ma Allam non si astiene dall’affrontare i problemi irrisolti all’interno della cultura islamica.

A cura di Flora Marchesi

Fai bei sogni: il nuovo successo editoriale di Massimo Gramellini

Fai bei sogni, uscito in libreria solo lo scorso marzo è già un caso editoriale alla quarta ristampa, con oltre 200mila copie vendute. L’autore è Massimo Gramellini, vice-direttore del giornale La Stampa e scrittore nonché ospite fisso della trasmissione “Che tempo che fa”, nella quale ogni settimana fa il punto delle notizie più salienti e importanti, con coscienza civile, critica costruttiva e anche una buona dose di ironia. È interessante conoscere la storia dietro questo romanzo, seconda opera letteraria di Gramellini.

Il primo libro, L’ultima riga delle favole, è segnato dal ricordo della triste infanzia dell’autore, che perde prematuramente la madre. Gramellini regala l’opera alla madrina, amica della madre, che si accorge di una spiacevole circostanza: Massimo non ha mai saputo come sia avvenuto effettivamente il decesso.

Decide così di svelargli la verità che suo padre gli aveva nascosto con una menzogna neanche troppo ben costruita. Fai bei sogni prende avvio da questa vicenda dolorosa, la scoperta di una terribile verità dopo quarant’anni sulla morte della madre. Verità che facilmente avrebbe potuto conoscere, dato il suo lavoro di giornalista e l’accesso agli archivi stampa, e della quale probabilmente aveva già una semi-coscienza, per i troppi buchi e incongruenze sulla tragica vicenda. Fai bei sogni è un romanzo autobiografico, ma non un’autobiografia, come sottolinea lo stesso autore.

È la storia di un segreto celato in una busta per quarant’anni.
Un bambino cresce e impara ad affrontare la perdita della mamma. L’autore dedica il suo romanzo a tutti quelli che nella vita hanno perso qualcosa, che sia un amore, un lavoro, e finiscono per smarrire se stessi. Fai bei sogni è soprattutto un libro sulla verità e sulla paura di conoscerla, e ci ricorda come sia sempre possibile buttarsi alle spalle la sofferenza, la solitudine e il senso di abbandono per tornare a vivere. Il sofferto traguardo sarà la conquista dell’amore e di un’esistenza piena. Gramellini ha avuto il coraggio di guardare indietro alla suo triste infanzia.

Poche frasi e talvolta poche parole riescono a mettere il lettore in contatto con tutta l’amarezza di un bambino cresciuto senza madre e in un ambiente vuoto di affetti. La chiave per uscire dalla disperazione si rivela essere la verità che libera l’anima dell’uomo. Ora conoscere la verità gli permette di “lavare via il dolore col sapone del perdono”.

A cura di Flora Marchesi

Recensione: Benjamin il thriller che ha appassionato il Sudamerica ora in Italia

Benjamin è l’esordio italiano di Federico Axat, pubblicato da Sperling & Kupfer. Dopo essere stato un bestseller in Sudamerica e Spagna, nel febbraio di quest’anno questo thriller emozionante ha raggiunto anche l’Italia, con ottime aspettative che sembrano già essersi in buona misura realizzate.

Ma Benjamin è anche il primo romanzo in assoluto per Axat, un giovane scrittore argentino (classe 1975) che ha appena iniziato la sua carriera.
Benjamin è il protagonista del romanzo, un bambino di nove anni che vive in una difficile situazione familiare e, seppur così giovane, programma già di lasciarsela alle spalle e fuggire via.

La goccia che fa traboccare il vaso è quando la madre, per l’ennesima volta, lo costringe ad andare a casa del vicino, del quale il bambino ha paura. A questo punto Ben decide in qualche modo di punire la madre e di nascondersi e trova il rifugio ideale nella soffitta abbandonata. Ora è la famiglia a vivere nel terrore e a dare inizio a una disperata ricerca.

Ma i giorni passano e di Ben non si ha traccia, finché la polizia lo dichiara ufficialmente scomparso e la famiglia accetta il fatto: il bambino è morto. Ma Ben è sempre stato lì, sopra le loro teste, a spiarli tra le fessure del pavimento. Ben può così assistere alle loro ricerche, e alla loro disperazione che troppo presto si trasforma in rassegnazione. Ascolta anche i loro discorsi, e così scopre molti segreti che riguardano soprattutto il passato della famiglia.

Nasce in lui il desiderio di vendetta, e la casa si riempie di tracce misteriose e inquietanti. La famiglia Green è perseguitata, cresce il panico e si accendono i sospetti.

Benjamin è un libro che per le atmosfere inquietanti potrebbe ricordare film come The Others o Il sesto senso, lo stesso autore in un’intervista ha dichiarato di leggere King da quando aveva quindici anni e ammette che il suo stile è stato molto influenzato dal maestro dell’horror. Benjamin è un thriller che si distingue per l’alta dose di suspance, i colpi di scena e il finale veramente sorprendente, che nessun lettore si aspetterebbe. Anche se un libro non si giudica dalla copertina, Benjamin è proprio quel tipo di libro per cui la prima impressione si rivela giusta. La mia è stata molto positiva, e non è stata disattesa.

A cura di Flora Marchesi

 

 

 

 

 

 

 

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