Salone del libro di Torino 2012: libri e scrittori spagnoli

La venticinquesima edizione del Salone del Libro di Torino ospita la Spagna che per l’occasione è rappresentata dai grandi nomi della cultura contemporanea iberica.
La Spagna vive un momento di profonda recessione economica, ma il momento letterario è alquanto fervido e interessante.

Al Salone del Libro, è presente Enrique Vila-Matas autore di “Un’aria di Dylan”, editore Feltrinelli, un libro che ha riscosso un grandissimo successo in patria e che sbarca in Italia per raccontare la storia del protagonista impegnato a redigere un archivio generale del fallimento.
C’è anche Javier Cercas che con “La verità di Agamennone”, editore, Guanda, porta al Salone unan miscellanea di racconti, riflessioni, passioni e ricordi personali.
Altri autori spagnoli dell’editore Guanda sono Almudena Grandes, che con “Ines e l’allegria” porta il sesto romanzo di una serie improntata sull’eplorazione degli anni sofferti della guerra civile e la dittatura e Arturo Pérez-Reverte,  con il romanzo “Il ponte degli assassini”.

Parteciperà ai dibattiti e agli incontri con gli autori, Clara Sanchez, la scrittrice spagnola che con “Il profumo delle foglie di limone” è stata catapultata nel panorama della narrativa internazionale.

Altrra presenza d’eccezione è la signora del giallo spagnolo, Alicia Giménez-Bartle autrice “Dove nessuno ti troverà”, editore Sellerio.

Dieci cose da fare per salvare il mondo dalla crisi: il decalogo di Jacques Attali

Sono 10 le cose da fare assolutamente per delineare un governo mondiale che, oltre la globalizzazione dei mercati, porti con sè e realizzi anche quella dei diritti e garantisca la sicurezza di tutti i paesi.
“Nel suo ultimo libro – scrive la Tribune riguardo Attali – invoca d’urgenza un governo mondiale. Secondo lui l’Europa che non ha debito, in quanto entità federale, può ancora essere salvata”.

“Domani, chi governerà il mondo?”
è il saggio dell’economista francese Jacques Attali che in patria ha già venduto oltre 600 mila copie.
Definito il moderno Pico della Mirandola, Attali nel suo saggio esplica 1o punti fondamentali per realizzare un vero e proprio governo mondiale, che sia in grado di affrontare  le minacce economiche, finanziarie, sociali, politiche, ecologiche, nucleari, militari che pesano sul mondo.
Il decaglogo prevede:
federalismo, coscienza dell’umanità, vigilanza sulle minacce, codice mondiale, minilateralismo, riforme istituzionali, formazione di una Camera per lo sviluppo duraturo, creazione di un’Alleanza per la democrazia, versamenti fiscali di sostegno, composizione degli Stati generali del mondo.

Un giorno l’umanità comprenderà che ha tutto da guadagnare a raggrupparsi attorno a un governo democratico del mondo, oltrepassando gli interessi delle nazioni più potenti. Un simile governo esisterà un giorno, dopo un disastro o al suo posto. È però urgente osare pensarvi.

Jacques Attali, esperto di economia, è stato consigliere di Mitterrand e primo presidente della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo.
E ‘ direttore del  Planet Finance, ong per la diffusione della microfinanza nei paesi in via di sviluppo che ha sostenuto anche i progetti del premio Nobel Muhammad Yunus.

Tra gli altri libri dell’autore segnaliamo:
Breve storia del futuro (2007)
La crisi, e poi? (2009)
Sopravvivere alle crisi (2010)

Gandhi. Il risveglio degli umiliati (2011).

Cosa serve per far crescere l’Italia? Meno telefonini e più libri

Nella disputa nuovi strumenti per fruire il sapere e il vecchio buon libro vince … il libro!
Lo dichiara una singolare ricerca condotta da LIBRIAMO, un nuovo social book magazine, che ha intercettato il parere di esperti, editori e critici sul tema del rilancio della crescita italiana e del ruolo giocato dai mezzi di comunicazione di massa.
La ricerca viene presentata e diffusa in questi giorni in occasione dell’edizione 2012 del Salone Internazionale del Libro di Torino.

Altro che smartphone, tablet e tv. Secondo gli addetti ai lavori dovrebbe essere il libro il vero mezzo di comunicazione di massa che puo’ rilanciare l’Italia. Lo dicono 7 esperti su 10 (69%) secondo cui il libro non deve essere piu’ inteso solo come un’opera d’arte, un prodotto meramente culturale, ma deve essere diffuso e venduto come gli smartphone e la tv, capace di migliorare la propria cultura combattendo l’ignoranza (64%), rendono piu’ consapevoli (53%), aumentano il rispetto del prossimo (45%) ed aiutano a sviluppare un maggior senso civico (36%). Basta con l’essere troppo legati a internet e cellulare. Secondo gli esperti dedicare piu’ tempo alla lettura permetterebbe di far crescere il tessuto sociale (71%) e l’economia (65%).

I libri e i loro autori inoltre non dovrebbero trovare spazio soltanto all’interno di programmi televisivi autoreferenziali, ma dovrebbero diventare parte integrante dei programmi d’intrattenimento e dei contenitori pomeridiani, come delle vere e proprie Star (57%).

L’’indagine promossa da Libreriamo, il social book magazine per la promozione dei libri e della lettura, è stata  condotta intervistando le piu’ importanti case editrici italiane e raccogliendo i pareri di 120 esperti di comunicazione e critici letterari su come promuovere i libri e far leggere di piu’ gli italiani.

“Abbiamo voluto condurre un’indagine – afferma Saro Trovato, sociologo, mood maker e ideatore di Libreriamo – che permettesse agli addetti ai lavori di dire la loro e mettere in evidenza le criticita’ legate alla diffusioni dei libri in Italia, sia a livello materiale sia a livello culturale. L’opinione comune rilevata e’ che la crescita del nostro Paese e della sua gente passa da una maggiore abitudine alla lettura dei libri, che devono essere venduti al pari degli smartphone, considerando il loro forte valore sociale. Leggendo di piu’ si combatte il qualunquismo e il degrado, stimolando una crescita personale ed economica del Paese.”

Secondo quanto riportato dal rapporto “L’Italia dei libri – Un anno, le stagioni, due trimestri a confronto” uscito il 23 marzo 2012, solo il 44% della popolazione italiana adulta ha acquistato un libro nel 2011, mentre il 49% ha letto un libro nello stesso arco di tempo.

Da cosa dipende il calo dei lettori in Italia?

Secondo la maggioranza degli esperti (42%) cio’ e’ dovuto alla mancanza di “appeal” da parte della maggior parte dei libri in commercio. Per altri dipende dall’eccessiva fruizione di media come tv e internet che tolgono tempo e spazio alla lettura (26%) e dal costo eccessivo di alcuni libri (17%). Ecco perché per 7 esperti su 10 (69%) il libro non deve essere piu’ inteso solo come un’opera d’arte, un prodotto meramente culturale, ma deve essere considerato un vero e proprio mezzo di comunicazione di massa, diffuso e venduto come gli smartphone e la tv, perché capace di migliorare la propria cultura combattendo l’ignoranza (64%), rendono piu’ consapevoli (53%), aumentano il rispetto del prossimo (45%) ed aiutano a sviluppare un maggior senso civico (36%).

Ma i media dedica il giusto spazio alle iniziative librarie?
Solo l’8% ritiene che il tempo dedicato ai libri sia corretto. Per il 54% degli addetti ai lavori in tv si preferisce trattare argomenti e generi diversi a discapito della cultura, mentre secondo altri (32%) ci sono programmi dedicati ai libri troppo autoreferenziali, in cui i libri non vengono “laicizzati”. Ecco perché i libri e i loro autori ma dovrebbero diventare parte integrante dei programmi d’intrattenimento e dei contenitori pomeridiani, come delle vere e proprie Star (57%).

Quali vantaggi comporterebbe una maggiore abitudine alla lettura in Italia?
Secondo gli addetti ai lavori il libro puo’ rappresentare un vero e proprio volano per la crescita, sia sociale e culturale (71%) che economica (65%), dell’Italia. Esso infatti rappresenta un mezzo utile a combattere l’ignoranza migliorando la cultura personale (64%), anche attraverso l’arricchimento del proprio lessico, combatte il qualunquismo e rende piu’ consapevoli della realta’ (53%), aumenta il rispetto del prossimo (45%), elimina il degrado e aiuta a sviluppare un maggior senso civico (36%). Secondo gli addetti ai lavori il libro deve diventare il media di riferimento, intorno al quale aprire un dibattito, confrontarsi, trasformandosi in un mezzo sempre piu’ social.

La mancanza della giusta considerazione nei confronti della lettura in Italia in parte dipende da alcuni attori principali che ruotano intorno al mondo dell’editoria. Secondo la maggioranza degli addetti ai lavori (67%) alcuni libri vengono perlopiu’ considerati come frutto dell’esercitazione puramente stilistica da parte dello scrittore. Il rischio principale secondo gli esperti e’ quello che si crei una letteratura distaccata dalla gente, come la politica, creando quindi due nicchie autoreferenziali, alle quali appartengono pochi eletti. La soluzione per gli addetti ai lavori sarebbe anche quella di scrivere libri piu’ vicini alle corde espressive ed emozionali della gente, trovando argomenti, personaggi e un modo di scrivere piu’ vicino al mondo in cui viviamo.

Altro fattore e’ rappresentato dalla distribuzione: secondo il 17% degli addetti ai lavori, una distribuzione dei libri attualmente squilibrata tra nord e sud sfavorisce uno sviluppo omogeneo dell’Italia dal punto di vista culturale ed economico.

E se il tema principale del Salone del Libro di Torino 2012 e’ la “primavera digitale”, quale impatto possono avere sul mercato editoriale le nuove tecnologie digitali? Secondo la maggioranza (51%) possono essere un valido strumento da affiancarsi alla distribuzione cartacea di libri, mentre per altri (31%) rappresenta l’unico modo per adeguarsi ai tempi e sopravvivere all’interno del mercato librario. Da parte delle piccole case editrici, l’atteggiamento verso strumenti come l’e-book e’ ambivalente: da un lato c’e’ chi lo ritiene un pericolo, mentre secondo altre e’ il mezzo ideale per abbattere i costi della distribuzione cartacea.

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Peppino Impastato, un giullare contro la mafia

Sono passati 34 anni dalla tragica scomparsa di Peppino Impastato. Era il 9 maggio 1978 quando cadeva vittima di un attentato. Venne così spezzata la giovane vita di un ribelle, un pensatore e in sostanza un riformatore del pensiero omertoso, tipico della cultura mafiosa.

Grazie al successo e alla popolarità del film di Marco Tullio Giordana: “I cento passi”, la figura di Peppino è diventata un simbolo ancora più forte nella lotta contro la mafia e la cultura dell’omertà.Watch Full Movie Online Streaming Online and Download

Attivista politico , è grazie alle atività culturali e alla radio che diffonde un messaggio netto e chiaro contro la cultura mafiosa. Denuncia i soprusi e le intimidazioni dei capi mafiosi a viso scoperto.

Nel 1976 costituisce il gruppo Musica e cultura,  organizzando cineforum, musica, teatro, dibattiti, ecc.). Fonda Radio Aut, radio libera autofinanziata, con cui denuncia i delitti e gli affari dei mafiosi di Cinisi e Terrasini.
Durante il progrmma “Onda pazza” sbeffeggiava mafiosi e politici per denunciarne malefatte e  connivenze.

Nel 1978, l’impegno politico diventa ancora più preponderante, e si candida nella lista di Democrazia Proletaria alle elezioni comunali. Durante la campagna elettorale, però, viene assassinato.

La morte di Peppino rimane per diversi anni oggetto di indagin e dibattimenti di alcuni che credono nell’atto terroristico e altri che parlano di sucidio. Solo il 5 marzo 2001 si arriverà alla sentenza definitiva dopo anni in cui il caso era stato chiuso e diversi depistaggi.

La storia di Peppino è stata raccontata ance in una Graphic Novel, romanzo a fumetti, edito da Becco Giallo:
“Peppino Impastato, un giullare contro la mafia”

Consigli di lettura: la donna dei fiori di carta un noir firmato Donato Carrisi

Donato Carrisi mette alla prova le sue notevoli doti narrative e pubblica un libro lontano dal genere thriller, che lo ha reso celebre e famoso in pochissimo tempo.
Dopo due conclamati successi “Il Suggeritore” e “Il tribunale delle anime”, Carrisi imbastisce un racconto di eroi e antiche leggende, confezionando un noir in cui sono sapientemente miscelati gli ingredienti della suspence.

“La donna dei fiori di carta” è un romanzo breve (circa 176 pagine) ambientato durante la seconda guerra mondiale, sul Monte Fumo, tra l’Italia e l’Austria.
C’è un detenuto che deve essere interrogato e lo farà un medico le cui sorti, apparentemente in modo inspiegabile, sono legate alla vita dell’interrogato.
Il misterioso prigioniero, durante l’interrogatorio, racconterà il suo segreto e parlerà al dottore di un certo Guzman, la cui identità è collegata con il destino di uno degli ultimi passeggeri del Titanic.

Le vite di questi due uomini che dovrebbero essere nemici, in realtà, sono legate.

Sono appese a un filo sottile come il fumo che si leva dalle loro sigarette e dipendono dalle risposte a tre domande. Chi è il prigioniero? Chi è Guzman? Chi era l’uomo che fumava sul Titanic?
Questa è la storia della verità nascosta nell’abisso di una leggenda.
Questa è la storia di un eroe insolito e della sua ossessione. Questa storia ha attraversato il tempo e ingannato la morte, perché è destinata al cuore di una donna misteriosa.

 

 

 

 

 

 

 

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