Articoli marcati con tag ‘libri consigliati’

Il palazzo della mezzanotte: magia mistero e suspense nel romanzo di Carlos Ruiz Zafòn

romanzo il palazzo di mezzanotte di carlos ruiz zafonCarlos Ruiz Zafòn, autore di libri diventati best seller come L’ombra del vento” e “Il gioco dell’angelo”, pubblica “Il palazzo della mezzanotte” per la prima volta nel 1994 non riscuotendo molto successo; con la seconda pubblicazione invece, anni dopo, diventa uno dei suoi libri più letti.

Recensione

La storia è ambientata a Calcutta nell’ orfanotrofio St. Patrick’s. Sette ragazzini, uniti da un’amicizia indistruttibile, hanno istituito per gioco un gruppo segreto chiamato Chowbar Society. Siraj, Isobel, Roshan, Seth, Ian, Michael e Ben per diversi anni allo scoccare della mezzanotte si ritrovano nella sala principale di un antico edificio in rovina, il Palazzo della Mezzanotte.

Ma corre l’anno 1932 e questo sarà il loro ultimo incontro visto che è l’anno in cui tutti compiranno 16 anni e dovranno andar via dall’orfanotrofio. Contemporaneamente alla loro ultima seduta, una ragazzina con sua nonna bussano alla porta dell’istituto. La ragazza, Sheere, ha una storia incredibile da raccontare a Ben e ai suoi amici.Movie Get Out (2017)

Nel 1916 un vagone infuocato distrusse la stazione di Jheeter’s Gate uccidendo degli innocenti, ma un ufficiale inglese, sacrificando la sua vita, riuscii a portare in salvo due gemelli Ben e Sheere, destinati a un drammatico destino. Il ragazzo non riesce a credere alla storia, era sicuro di essere rimasto solo al mondo, ma le sorprese per lui non sono ancora finite. Dopo sedici anni la stessa persona che provocò l’incendio è ritornata per terminare la sua punizione. Ben e sua sorella sono in pericolo e aiutati dalla Chowbar Society dovranno scoprire la verità ed affrontare le loro paure più profonde.

La magia, il mistero, la suspense, sono gli ingredienti fondamentali di questa storia, dalla trama entusiasmante e affascinante, scritta per ragazzi ma che affascina anche gli adulti.

A cura di Silvia Madonia

E’ uscito da poco in libreria il nuovo romanzo di Carlos Ruiz Zafòn “Il prigioniero del cielo”

Classifica libri novità quarta settimana di febbraio.
  Uomini: istruzioni per l’uso.

La “questione maschile” e le regole per una perfetta vita di coppia in un saggio e un romanzo di penna femminile.
Tra le novità in libreria questa settimana, Iaia Caputo nell’acuto saggio, Il silenzio degli uomini, edito da Feltrinelli, ritiene sia arrivato il tempo di parlare finalmente di una “questione maschile”. Ma per farlo è necessario rompere il “silenzio degli uomini”, perché mai come in questo momento, gli uomini non parlano, non sanno dire la loro fragilità e i loro desideri. Coloro che per millenni sono stati i dominatori del mondo, da tempo non lo sono più e oscillano continuamente tra inedite libertà offerte loro dalle donne e la nostalgia degli antichi privilegi. In questo silenzio Iaia Caputo coglie una “condizione tragica del maschile” e indaga sui padri che uccidono i figli ma anche sulla nuova paternità che ha scoperto la gioia della cura e della prossimità dei corpi; riflette sulle forme del desiderio maschile attraverso l’esemplarità del caso Marrazzo o dell’affaire Strauss-Kahn, passando per il “ciarpame senza pudore” dell’era berlusconiana.
Del nuovo romanzo di Niamh Greene, Ti amo, ti odio, mi manchi (Newton&Compton), l’ “Irish Independent” ha scritto: «Se siete fan della Kinsella, non perdetevi questo romanzo vivace e coinvolgente. Un antidoto perfetto contro la tristezza e il malumore…».
L’autrice del bestseller Uomini: l’importante è farli soffrire replica il successo con un’altra esilarante storia. Vivere una vita felice non è complicato. Basta seguire delle regole ben precise. Non mollare mai, per un colpo di testa, un uomo che tutti pensano sia perfetto per te. Evita di trasferirti in un rudere di campagna per “ritrovare te stessa”, con il rischio di diventare lo zimbello del villaggio e di coprirti di ridicolo. E soprattutto, non dire “ti amo” a un uomo che ha due figlie che ti odiano, una moglie defunta che nessuna donna potrà mai rimpiazzare e una madre che ti tratta come se fossi la domestica. Maggie passa da una disavventura all’altra, perde il lavoro a Dublino, rinuncia alle sue Jimmy Choo per calzare orribili stivali da lavoro e si rifugia nella sonnolenta cittadina di Glacken. Ma Maggie è testarda, non si arrende ed è anzi pronta a tutto pur di conquistare la gioia e la serenità che merita. Una vita perfetta e un amore da sogno sono lì ad aspettarla.

Carmela Bafumi

La sala da tè dell’orso malese:
   una delle graphic novel più apprezzate in Europa

Una sala da tè che è in realtà una sorta di “ambulatorio psico-spirituale” diretto da un orso, Sigfrido – è lo spazio intorno al quale si muovono le storie di questo secondo graphic novel di David Rubín.

Ed è già pronta una nuova ristampa del capolavoro che che ha illuminato l’ascesa del talentuoso David Rubìn all’Olimpo dei fumettisti più apprezzati d’Europa. La sala da tè dell’orso malese è il punto di partenza, che dà adito ad ogni tipo di storia e permette a Rubín di esplorare tantissime situazioni, personaggi e, perfino, generi.

Quella di Sigfrido, l’orso saggio che offre da bere ai più diversi ospiti protagonisti dei vari racconti, è più di tutto una sala di sostegno terapeutico. Ogni singolo cliente porta con sé il proprio inferno personale, in cerca di una consolazione.
Storie tristi e storie felici, sempre poetiche, drammi di ogni giorno, sogni d’amore e gloria.

L’evento

In occasione della presentazione di La sala da tè dell’orso malese, David Rubín sarà a Roma per un’incontro sul fumetto spagnolo, il 29 febbraio 2012, ore 19:00, presso l’Istituto Cervantes di Roma – Sala Mostre, Piazza Navona, 91 (Roma)


L’autore


David Rubìn (1977) studia design grafico alla scuola di arte Antonio Faílde.
Nel 2006 vince il primo Premio come miglior fumetto al festival de La Coruña e ottiene una nomination come miglior autore rivelazione al Salone internazionale del fumetto di Barcellona con la storia Dove nessuno può arrivare, pubblicata in Spagna e poi tradotta in Francia e in Italia (Tunué,
2007).

Il suo graphic novel, La sala da tè dell’orso malese (Tunué, 2009) ha vinto il premio “Autore rivelazione”al Salone del Fumetto di
Barcellona e i Premi della Critica 2007 nella categoria “Miglior opera dell’anno”.
Membro fondatore e disegnatore attivo del collettivo di autori di fumetto Polaqia, Rubín concilia il suo lavoro come autore di fumetto e illustratore con quello di regista di cinema di animazione per la casa di produzione Dygra Films. L’ultima uscita per Tunué: il primo volume di L’Eroe (2011).

Attualmente l’autore è impegnato a completare quest’opera con il secondo (atteso) volume.


Premi


La sala da tè dell’orso malese (Tunué, prima edizione 2009) ha avuto quattro nominations ai premi della 25° edizione del Salone del Fumetto di Barcellona: “Miglior opera nazionale”, “Miglior sceneggiatura”, “Miglior disegno” e “Autore
rivelazione”, vincendo poi il premio in quest’ultima categoria.

Il graphic novel è stato vincitore anche dei Premi della Critica 2007 nella categoria “Miglior opera
dell’anno” e ha permesso all’autore di concorrere come finalista nella Prima edizione del Premio Nazionale di Fumetto.
Nel palmares internazionale di questo fumetto figurano premi come quello di “Migliore opera straniera” del 2009 al Komikfest di Praga e “Miglior autore straniero al Festival FullComics & Games di Sarzana, in Italia.

Classifica libri più venduti terza settimana di febbraio.
   Uomini e donne allo specchio.

Ai primi posti della classifica di questa settimana, Veronica Pivetti con Ho smesso di piangere. La mia odissea per uscire dalla depressione (Mondadori, 2012) racconta il suo momento buio. Senza censure, con toccante onestà. Perché la depressione va affrontata, non si scappa. Sei anni, dal 2002 al 2008, tanto è durata la sua odissea. Alcuni dottori l’hanno salvata, altri l’hanno massacrata, alcuni le hanno ridato la vita, altri gliel’hanno tolta. E i momenti dolorosi, come spesso accade nella vita, finiscono per diventare involontariamente molto comici, ma non passano senza lasciare un segno: «una volta ero perfettamente funzionante… Ora sono un po’ rattoppata, ho un’anima patchwork e una psiche in divenire. Ed è questa la verità. Ma va bene così, perché la vita si fa con quello che c’è…».
A un anno dalla pubblicazione del bestseller Trent’anni e una chiacchierata con papà, Tiziano Ferro pubblica, dopo l’uscita dell’attesissimo nuovo album, L’amore è una cosa semplice (Kowalski, 2012). «Ho passato tanti anni a chiedermi perché non ho mai smesso di scrivere questi quaderni. Adesso lo so: perché amo la mia vita e non voglio rischiare di dimenticarlo mai». Si concludeva così il lungo diario che nel 2010 Tiziano Ferro apriva ai fan: era il 20 febbraio, la vigilia dei suoi trent’anni e di una nuova stagione della vita. Questo nuovo diario riprende la cronaca dei giorni proprio lì dove si era interrotta per raccontare l’esperienza catartica della scrittura, la nascita di un disco e la sofferta ricerca dell’amore e della felicità.
Più di quaranta colloqui personali con Steve Jobs in oltre due anni, e più di cento interviste a familiari, amici, rivali e colleghi, hanno permesso a Walter Isaacson di raccontare in Steve Jobs (Mondadori, 2011) l’avvincente storia del geniale imprenditore che ha rivoluzionato sei settori dell’economia e del business: computer, cinema d’animazione, musica, telefonia, tablet, editoria elettronica. Jobs ha intuito in anticipo che la chiave per creare valore nel ventunesimo secolo è la combinazione di creatività e tecnologia. Jobs non ha posto alcun filtro alla stesura del libro, incoraggiando anzi i suoi conoscenti, familiari e rivali a raccontarne onestamente pregi e difetti: le passioni e la maestria, il perfezionismo e l’ossessione per il controllo.

Carmela Bafumi

Raymond Queneau, parigi, Zazie e gli esercizi di stile

Nasceva il 21 febbraio 1903, sulle coste dell’alta Normandia e più precisamente a Le Havre sulla riva destra dell’estuario della Senna, lo scrittore, poeta e matematico Raymond Queneau.

Raymond è da subito un esempio di studente modello,  contemporaneamente alla scuola, infatti, studia anche pianoforte e solfeggio. Nel 1914, con la Grande Guerra che ormai è alle porte, comincia a tenere un diario, mentre buona parte di Le Havre si mobilita. Queneau continua a studiare, dando inizio alla sua famosa mania di stendere e tenere aggiornate liste, inventari, statistiche, mappe e di interessarsi un poco a tutta una serie di discipline dall’archeologia alla matematica statistica. Particolarmente è attratto da Charlot, Verhaeren e gli aeroplani, e già molto giovane comincia a scrivere sia romanzi che poesie, alcune delle quali verranno alla luce nel tempo, anche se inedite, altre non vedranno mai altro che le sue mani perchè bruciate da lui stesso poco tempo dopo.

Terminata la guerra tra le sue letture, predilige Apollinaire, Bloy, Poe, Rimbaud, poi Laforgue, Conan Doyle, Verlaine, ma si interessa anche di avanguardia, di dadaismo e psicoanalisi e riceve una medaglia offerta dalla città quale studente meritevole, in occasione del diploma. Quando decide di studiare filosofia, il padre apre un negozio a Épinay-sur-Orge e il figlio si iscrive alla prestigiosa Università di Parigi, la Sorbona. Nella capitale scopre i surrealisti e si abbona alla rivista “Littérature”, diretta da Breton, Aragon e Soupault.

Nel tempo avrà contatti con svariate personalità storiche della cultura e dell’arte, come: Jacques Prévert, Robert Desnos, Michel Leiris, Benjamin Péret e Man Ray; o ancora Boris Souvarine, Jean Hélion e lo scrittore americano Henry Miller, Pierre Drieu La Rochelle, Marguerite Duras, Boris Vian, Albert Camus, Sartre, Picasso, Georges Perec e Calvino; solo per citarne una parte.

Si vogliono ricordare tre delle opere più importanti e interessanti dell’autore:

“Esercizi di stile”: un esilarante testo di retorica applicata, un’architettura combinatoria, un avvincente gioco enigmistico. Lo stesso testo declinato in moltissimi stili diversi, dalla descrizione dettagliata al linguaggio burocratico, dalle onomatopee alla lettera d’amore fino alla piece teatrale. Un libro unico che può far capire quanto la lingua possa esprimere attraverso le scelte lessicali e di ritmo. Uno strumento indispensabile per chiunque si avvicini alla scrittura di qualsiasi genere e forma.

“Zazie nel metró”: forse il suo libro più celebra, scritto nel 1959 e portato sul grande schermo l’anno successivo da Louis Malle,
giovane protagonista della nouvelle vague. Il libro parla di Zazie, una ragazzina provinciale ribelle e insolente, arrivata da poco nella Parigi degli anni ’50. Il suo sogno più grande è quello di poter vedere il metró; ma se uno sciopero glielo impedisce, nessuno può trattenerla dal salire su quella giostra vorticosa che per lei diviene Parigi. Scappa dall’olezzo dello zio, ballerino travestito, per incontrare, grazie alla sua vitalità straripante, una galleria eterogenea di personaggi: un conducente di taxi, diabolici flic, la dolce Marceline, una vedova consolabile, un calzolaio malinconico e un querulo pappagallo.


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