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Classifica dei libri più venduti maggio 2012: Gramellini, Del Piero ed Ervas

Massimo Gramellini continua a dominare la classifica dei libri più venduti delle ultime settimane. Un successo che replica quello del precedente romanzo “L’ultima riga delle favole” e consegna il noto giornalista nell’olimpo degli scrittori più amati della narrativa italiana contemporanea.
Altro caso editoriale è quello di Fulvio Ervas che con “Se ti abbraccio non aver paura”, la storia di un padre e di un figlio autistico, in viaggio in the road, racconta la forza della passione per la vita e la gioia di lasciarsi fluire con essa, nonostante le difficoltà e la malattia.
Un libro commovente e di una forza narrativa incredibile!

Altro nome pronto a scalare velocemente la classifica è quello di Niccolò Ammaniti, attesissimo dai suoi fans.
Ci sono poi nomi illustri prestati alla penna come Alessandro del Piero che racconta della passione per lo sport e le difficoltà per mantenersi a gala in un mondo, come quello del calcio, troppo spesso spietato.
E c’è anche il cantautore Francesco Guccini che con “Il dizionario delle cose perdute” regala la lettore il sapore e il profumo delle cose semplici di un tempo.

CLASSIFICA ufficiale dei libri più venduti
(dati IBUK, Informazioni editoriali)

1 Fai bei sogni
Massimo Gramellini

2 Giochiamo ancora
Alessandro Del Piero; Maurizio Crosetti

3 Se ti abbraccio non aver paura
Fulvio Ervas

4 Il rumore dei baci a vuoto
Luciano Ligabue

5 Tre volte all’alba
Alessandro Baricco

6 Tipi sinistri. I gironi infernali della casta rossa
Gianpaolo Pansa

7 Il coraggio di sognare. Noi, gli One Direction
AA- VV.

8 Il momento è delicato

Niccolò Ammaniti

9 Dizionario delle cose perdute
Francesco Guccini


10 Obbedienza e libertà. Critica e rinnovamento della coscienza cristiana

Vito Mancuso

25 aprile giorno della Liberazione: l’Agnese va a morire racconta la lotta partigiana

libro l'agnese va a morire

Uno dei romanzi più intensi del dopo guerra italiano: il racconto delle vicende dell’Agnese che, come già anticipa il titolo, va a morire in nome di un’ideale durante la resistenza italiana.
Agnese, che come racconta in appendice l’autrice stessa è realmente esistita, è una donna di campagna, conduce una vita fatta di poche cose e abitudini semplici. Saranno la guerra e la priogionia del marito ad avvicinarla alla lotta partigiana.

Il romanzo di Renata Viganò vinse il PREMIO VIAREGGIO nel 1949 e venne tradotto in 14 lingue consacrando così l’autrice e l’opera nel panorama della letteratura mondiale.

Un estratto dal libro …Watch movie online The Transporter Refueled (2015)

“Quello che c’è da fare, si fa”. Lei era abituata a contare poco sugli altri. Da tutta la sua vita, più di cinquant’anni, si arrangiava da sola. Si sentiva un po’ stanca, le pareva che il cuore fosse diventato troppo grande, una macchina nel petto, una cosa estranea e meccanica che andava per suo conto, e lei faticava a portarla in giro. Non pensava mai a quello che avrebbe fatto dopo la guerra. Ne desiderava la fine per “quei ragazzi”, che non morisse più nessuno, che tornassero a casa. Ma lei non aveva più la casa, non aveva più Palita, non sapeva dova andare.

Adesso, invece, sapeva molto di più. Capiva quelle che allora chiamava “cose da uomini”, il partito, l’amore per il partito, e che ci si potesse anche fare ammazzare per sostenere un’idea bella, nascosta, una forza istintiva, per risolvere tutti gli oscuri perchè, che cominciano nei bambini e finiscono nei vecchi quando muoiono.
-Perchè non posso avere una bambola?
-perchè le ragazze dei signori vanno a ballare con un vestito nuovo e io non posso andarci a causa del vestito vecchio? – perchè il mio bambino porta le scarpe solo la domenica?
– perchè mio figlio va a morire in Africa e quello del podestà resta a casa?
– perchè non potrò avere un funerale lungo, con i fiori e le candele?
– Lei adesso lo sapeva, lo capiva. i ricchi voglio essere sempre più ricchi e fare i poveri sempre più poveri, e ignoranti, e umiliati. I ricchi guadagnano nella guerra, e i poveri ci lasciano la pelle.

C’era però chi diceva qualche cosa: il partito,i compagni, tanti uomini, tante donne, che non avevano paura di niente. Dicevano che così non poteva andare, che bisognava cambiare il mondo, che è ora di farla finita con la guerra, che tutti devono avere il pane, e non solo il pane, ma anche il resto”

L’Agnese va a morire libro di Renata Viganò

Se ti abbraccio non avere paura: il viaggio di un padre e di un figlio

La malattia di Andrea è un urugano che travolge il padre. “Se ti abbraccio non aver paura” è il racconto di un viaggio di un padre e di un figlio colpito da autismo. I due partono e insieme tagliano in due l’America, si perdono nelle foreste del Guatemala.
Ed è Andrea ad insegnare al padre ad abbandonarsi alal vita.

“Ma qui, adesso, basta un po’ di silenzio, un po’ di illusione, perché il cuore trovi un battito di tregua.”

Se ti abbraccio non aver paura di Fulvio Ervas.

Estratto dal libro.

Mi concedo un caffè nella piazzetta di Arraial, un caffè da solo. Mi chiedo se Andrea potrà fare l’amore con una ragazza, scoprire la sua sessualità e conviverci come una fonte di appagamento, se non di felicità.
Nessuno distribuisce una mappa per evitare le sciocchezze. Dicono che ai ragazzi autistici il sesso non interessa molto, dicono che sarebbe un rapporto troppo intimo con l’altro. Bravi, avranno ricevuto una lettera da quel mondo che diceva: a noi il corpo e il sesso non interessano, a noi piacciono i numeri primi, le pitture astratte e raddrizzare stuzzicadenti.

Io non ho verità ma mi basta guardare Andrea per capire che prova impulsi e desideri. Quando ci troviamo nel bel mezzo di questi argomenti, gli si stampa in faccia un sorriso che non va più via. Passo il pomeriggio con lui. Setaccio ogni suo più piccolo movimento. Non sembra in tensione, ha avuto giorni più burrascosi. Ha ascoltato un po’ di musica dal suo ipod, poi ha vagato attorno alla casa, scrutando dettagli con il microscopio della sua mente. Ripesco tra le mie cose il suo ultimo biglietto.

MA SEI PIU’ FELICE O TRISTE?
«Felice»
NON SEI TRISTE PER TUTTO QUELLO CHE L’AUTISMO TI IMPEDISCE DI FARE?
«Mondo parallelo è autismo devo imparare da terrestri»
E TU… NON SEI UN TERRESTRE?
«Terrestre imparo diventare».
Lo sbriciolo, lo rendo minutissimo.
Lasciamo Andrea e Angelica su una panchina della piazza. Io e Odisseu camminiamo per Arraial, come se fossimo in uno di quei paesini della mia terra…(…) Ci rifugiamo dietro un muretto, appoggiamo il frigorifero e ci sediamo, proprio come due cretini. Lancio un’occhiata alla casa, cinquanta metri più avanti. Guardo le ciabatte di Odisseu e lui la mia espressione, temo gli sembri una miscela di preoccupazione e di speranza. La principessa bacerà il rospo e questi si trasformerà: che facili pensieri, e così apro la prima lattina di birra. Li vediamo arrivare. Andrea davanti, lei lieve e un po’ guardinga dietro. Poi lui si arresta, si gira, la cerca con lo sguardo, sfugge, lei gli sfiora una mano, avanza, gli fa strada. Nella casa di Joana s’accende una luce e i muri li nascondono come un sipario. Sorseggio la birra. Quasi non ne sento il sapore. «Sai Odisseu, con certe persone la vita si è confusa all’ultimo istante». «In che senso?». «Ha sbagliato una virgola, ha messo il punto dove non doveva esserci.
Ha dimenticato un occhio, un orecchio, un po’ di cervello, una mano. Si è confusa, si è fermata un millimetro prima. Mancanze lievi, rispetto a tutti gli impegni che ha la vita». «Già». «Sai cosa sogno? ». «No». «Una tassa. Tutta la squadra dell’umanità si tassa per far fronte alle confusioni della vita. Non è una faccenda di soldimadi civiltà. Perché poteva toccare a chiunque, è una lotteria, solo che non dobbiamo condividere una vincita ma una perdita. La vincita chi l’ha avuta se la gode, è giusto, mentre la perdita dobbiamo portarla sulle spalle un po’ tutti ».
«È un sogno».
«Ma è un sogno irrealizzabile? ».
«Non so» dice poi. «Non accadrà mai?» insisto.
«E possiamo dirlo noi?». «Noi da soli… no».
«Appunto».
Vediamo dei movimenti sulla veranda: Andrea e Angelica si siedono per qualche minuto, abbracciati. Rientrano. Dopo poco Andrea esce di corsa e viene verso di noi. Vorrei gridargli che non deve succedere qualcosa per forza, solo quello che vuole lui. Vorrei dirgli che è forte, lo penso davvero, vorrei dargli fiducia. Mormoro, appena, che gli voglio bene. Andrea passa davanti al muretto senza vederci, arriva qualche metro più in là, si gira, alza un braccio, sfiora la luna, ritorna. Angelica è rimasta sulla veranda, a osservare. Cristo Andre, che nottata ti aspetta… e che nottata ho davanti io.
L’emozione che provo non so descriverla, altro che la mia prima volta!
Una luce s’accende e poi si spegne. Più nulla. Allora, in un istante, dimentico tutto quello che ho studiato e un poco imparato sull’autismo (…) speri che il mondo corra, che la ricerca corra, che tutti gli scienziati delmondosi mettano di buona lena e immagini che, un bel giorno, la vita ti suoni al campanello e ti consegni una qualche soluzione. Ma qui, adesso, basta un po’ di silenzio, un po’ di illusione, perché il cuore trovi un battito di tregua. Appoggiamo la schiena contro il muretto, beviamo birra e cachaça senza ritegno. C’è un vento spettacolare. Buonanotte Andre. Stai viaggiando.

Classifica libri novità: in libreria Luciano Ligabue Michele Cucuzza e Massimo Carlotto

Nella classifica dei libri novità ci sono storie veramente appassionanti. Come quella raccontata da uno dei rocker più amati in Italia, Luciano Ligabue, che con “Il rumore dei baci rubati” traccia attraverso i suoi personaggi le storie di una quotidianità che rivela, in certi espisodi e in piccoli dettagi, la potenza della vita e la capacità di inverire la rotta.
Altro romanzo toccante, per la tematica trattata, è la storia raccontata dalla Stedman che indaga sul delicato rapporto dell’adozione e del desiderio di avere un figlio a tutti i costi.
Michele Cucuzza, il popolare giornalista televisivo, è andato, invece, in America per scoprire come fuziona e a che punto è la ricerca su uno dei mali più temibili per l’umanità: il cancro.
Torna anche Massimo Carlotto con un romanzo pieno di suspence.

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Il rumore dei baci a vuoto di Ligabue Luciano
Ci sono molti tipi di amore, in queste storie. Nessuno facile. Ci sono speranza e futuro, nei finali aperti che lasciano immaginare tante soluzioni possibili. C’è soprattutto tenerezza, nei racconti teneri come in quelli che colpiscono dritti allo stomaco. Nello sguardo che l’autore rivolge alle persone, e ai suoi indimenticabili personaggi. Luciano Ligabue ha scritto un libro vivissimo e forte, che si legge d’un fiato ma traccia una scia lunga dentro i pensieri.

Un cane regalato mette a nudo un matrimonio che fa fatica a stare su, e chissà se a Tano fare il vigile basterà. E il Matto Bedini? Esisterà davvero o saranno le solite chiacchiere di paese? Di sicuro esistono i due ragazzini che decidono di scoprire finalmente la verità. Una lettera che un chirurgo forse aprirà, forse no. Che forse gli farà aprire gli occhi su una storia di quotidiana disumanità, forse no, ma è certo che li farà aprire a noi. Un’azienda che sta morendo, anche se ha ancora qualcosa da dire, e un fiume che sta morendo, anche se ha ancora qualcosa da dire. Una vacanza nell’estate più strana fin qui e una in pieno inverno, e la scoperta che il passato riesce a ferire nonostante i patti e le promesse, ma forse non mortalmente.

La luce sugli oceani di Stedman M. L.
“Sono la figlia che hai sempre voluto. Adesso sei tu mia madre. E nessuno lo verrà a sapere”

C’è un punto in cui amore e colpa si incontrano e non ci lasceranno più. Un tema forte, uno sguardo inedito sulla maternità, sull’adozione e sul desiderio di avere un figlio.
Isabel ama la luce del faro tra gli oceani, che rischiara le notti. E adora le mattine radiose, con l’alba che spunta prima lì che altrove, quasi quel faro fosse il centro del mondo. Per questo ogni giorno scende verso la scogliera e si concede un momento per perdere lo sguardo tra il blu, nel punto in cui i due oceani, quello australe e quello indiano, si stendono come un tappeto senza confini. Lì, sull’isola remota e aspra, abitata solo da lei e suo marito Tom, il guardiano del faro, Isabel non ha mai avuto paura. Si è abituata ai lunghi silenzi e al rumore assordante del mare. Ma questa mattina un grido sottile come un volo di gabbiani, rompe d’improvviso la quiete dell’alba.
Quel grido, destinato a cambiare per sempre la loro vità, è il tenue vagito di una bambina, ritrovata a bordo di una barca naufragata tra gli scogli, insieme al cadavere di uno sconosciuto. Per Isabel la bambina senza nome è il regalo più grande che l’oceano le potesse fare.

Il male curabile di Cucuzza Michele
Ci sono momenti nella vita di ognuno che sembrano segnare la fine, dolori da cui pare impossibile riprendersi. Invece sono l’inizio di grandi imprese. In questo appassionato reportage Michele Cucuzza racconta del suo incontro a Houston col professore e la sua équipe di giovani collaboratori provenienti da tutto il mondo. Matematici, chimici, biologi, ingegneri e medici coalizzati nella missione comune di sconfiggere il cancro.”

Un reportage lucido e puntuale sullo stato dell’arte della ricerca per curare uno dei mali più temibili.: il cancro.
Non è fantascienza, ma solo una parte di quanto si sta sperimentando al Methodist Hospital Research Institute di Houston, Texas, diretto da Ferrari, che spiega: “Con la chemioterapia solo una cellula medicinale su 100 mila raggiunge il bersaglio. Noi lanciamo minuscoli missili multistadio simili a quelli usati nei programmi spaziali, carichi di farmaci che centrano solo le cellule tumorali senza disperdere sostanze tossiche nell’organismo”

Respiro Corto di Carlotto Massimo
“Hanno studiato. Sono giovani, spregiudicati, e corrono terribilmente veloci. Potranno mai fallire? Dopo averci raccontato come nessun altro i misfatti del Nordest italiano, e averci appassionato con le indagini dell’Alligatore, Massimo Carlotto ha deciso di allargare lo sguardo, e andare al cuore del crimine dei nostri tempi, globale e senza frontiere”

Dopo averci raccontato come nessun altro i misfatti del Nordest italiano, e averci appassionato con le indagini dell’Alligatore, Massimo Carlotto ha deciso di allargare lo sguardo, e andare al cuore del crimine dei nostri tempi, globale e senza frontiereCome una danza leggera e sapiente, ma implacabile, uno tra i più amati scrittori italiani ci conduce nella orgogliosa arroganza del nuovo crimine. E racconta da par suo una grande storia, che spazia dai boschi radioattivi di Cernobyl ai caveau delle banche svizzere.
Con una irresistibile gang di privilegiati. Zosim, Sunil, Giuseppe, Inez. La Dromos Gang. Si sono conosciuti studiando Economia a Leeds. Brillanti, impeccabilmente vestiti, del tutto amorali ma tra loro fraterni, quattro giovanissimi con pesanti famiglie alle spalle piombano su Marsiglia da ogni parte del globo, per prendersela tutta.

Fai bei sogni: il nuovo successo editoriale di Massimo Gramellini

Fai bei sogni, uscito in libreria solo lo scorso marzo è già un caso editoriale alla quarta ristampa, con oltre 200mila copie vendute. L’autore è Massimo Gramellini, vice-direttore del giornale La Stampa e scrittore nonché ospite fisso della trasmissione “Che tempo che fa”, nella quale ogni settimana fa il punto delle notizie più salienti e importanti, con coscienza civile, critica costruttiva e anche una buona dose di ironia. È interessante conoscere la storia dietro questo romanzo, seconda opera letteraria di Gramellini.

Il primo libro, L’ultima riga delle favole, è segnato dal ricordo della triste infanzia dell’autore, che perde prematuramente la madre. Gramellini regala l’opera alla madrina, amica della madre, che si accorge di una spiacevole circostanza: Massimo non ha mai saputo come sia avvenuto effettivamente il decesso.

Decide così di svelargli la verità che suo padre gli aveva nascosto con una menzogna neanche troppo ben costruita. Fai bei sogni prende avvio da questa vicenda dolorosa, la scoperta di una terribile verità dopo quarant’anni sulla morte della madre. Verità che facilmente avrebbe potuto conoscere, dato il suo lavoro di giornalista e l’accesso agli archivi stampa, e della quale probabilmente aveva già una semi-coscienza, per i troppi buchi e incongruenze sulla tragica vicenda. Fai bei sogni è un romanzo autobiografico, ma non un’autobiografia, come sottolinea lo stesso autore.

È la storia di un segreto celato in una busta per quarant’anni.
Un bambino cresce e impara ad affrontare la perdita della mamma. L’autore dedica il suo romanzo a tutti quelli che nella vita hanno perso qualcosa, che sia un amore, un lavoro, e finiscono per smarrire se stessi. Fai bei sogni è soprattutto un libro sulla verità e sulla paura di conoscerla, e ci ricorda come sia sempre possibile buttarsi alle spalle la sofferenza, la solitudine e il senso di abbandono per tornare a vivere. Il sofferto traguardo sarà la conquista dell’amore e di un’esistenza piena. Gramellini ha avuto il coraggio di guardare indietro alla suo triste infanzia.

Poche frasi e talvolta poche parole riescono a mettere il lettore in contatto con tutta l’amarezza di un bambino cresciuto senza madre e in un ambiente vuoto di affetti. La chiave per uscire dalla disperazione si rivela essere la verità che libera l’anima dell’uomo. Ora conoscere la verità gli permette di “lavare via il dolore col sapone del perdono”.

A cura di Flora Marchesi

 

 

 

 

 

 

 

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