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Dove eravate tutti: il romanzo sui vent´anni del Cavaliere

dove ervate tutti libro di paolo de paoliAntonio Tabucchi recensisce il nuovo romanzo di Paolo Di Paoli “Dove eravate tutti”.
E ne è entusiasta, sopratutto, per la capacità del giovane autore di raccontare il declino di un paese intero e di una generazione disillusa, ma che non rinuncia a trovare la propria strada. Nonostante la desolazione sociale e politica in cui versiamo oggi.

Il racconto è un “complesso disegno … una storia che fa da sinopia a un affresco composto di notizie di giornale, di fotografie, di lacerti di realtà politico-sociale, di mitemi attuali, di idioletti epocali, di ciò che costituisce non soltanto il sapore ma lo Zeitgeist dell´epoca nostra.” Antonio Tabucchi

“Il romanzo sui vent’anni del Cavaliere”
Recensione di Antonio Tabucchi

Mentre sento che in Italia, paese dell´eterno ritorno, si è ricominciato a piangere sull´imminente “morte del romanzo” che mezzo secolo fa costituì il tormentone della neo-avanguardia di allora, vedo con piacere che i giovani (e anche i meno giovani) scrittori italiani continuano a scrivere romanzi. O qualcosa che appartiene al genere che per convenzione definiamo “romanzo” e che naturalmente non ha niente a che vedere con la creatura di cui si piange la futura scomparsa, essendo costei defunta da tempo per cause naturali. Una modesta creatura il cui avvincente incipit (parlo per metafora) suonava all´incirca così: «La Marchesa uscì di casa alle cinque in punto».

Anche se il feuilleton di tipo ottocentesco basato sull´uscita della Marchesa continua ad occupare i banchi delle librerie e le sdraio degli stabilimenti balneari (ma questa è una legge dell´industria del consumo, che per fare un solo prodotto di qualità deve produrre almeno una tonnellata di scorie), coloro che oggi scrivono buona letteratura sanno che la Marchesa che uscì alle cinque non ha più fatto ritorno, ed è inutile stare ad aspettarla.

Ed è curioso notare come nonostante lo stantio ambiente culturale italiano, o forse proprio in reazione ad esso, la giovane letteratura italiana (intendo della generazione dei trentenni e dei quarantenni) sia una delle più nuove e vivaci d´Europa; una letteratura che se l´avessero i francesi e gli inglesi riuscirebbero a imporla nel mondo con la forza di una esportabilità linguistica che noi non abbiamo. Qualche tempo fa l´italiano era almeno una lingua di cultura; ora, dopo la sistematica distruzione della cultura, non è più neppure questo. E altro che signore marchese che uscirono di casa alle cinque: qui si tratta di un paese intero che vent´anni fa s´imbarcò su una nave da crociera verso lidi ignoti, facendo perdere le proprie tracce ai radar dei “politologi” e degli “statistici” che ancora la cercano invano.

‹‹Mi perdoni se entro nel campo personalissimo delle mie visioni, se non addirittura delle mie allucinazioni. Mi creda, mi è sembrato di averla davanti agli occhi: una nave da crociera. Il pensiero mi ha accompagnato fino a notte e non mi ha ancora lasciato: l´Italia, per vent´anni, è stata una nave da crociera. Non le pare? Con i campi da golf, le balere, le discoteche, le piscine, il cinema, il piano-bar. La vacanza dev´essere cominciata con una cosa che, per età, non riesco a ricordare per memoria diretta. Ne hanno mandati in onda alcuni passaggi l´altra sera. Si chiamava Colpo grosso, lo trasmettevano su Italia 7, gestione Fininvest››.

Con questa citazione, che è a p. 136, credo di aver toccato il cuore del romanzo di Paolo Di Paolo, Dove eravate tutti, appena uscito presso l´editore Feltrinelli (pagg. 224, euro 15).
Paolo Di Paolo è un giovanissimo (nato nel 1983), ma ha già al suo attivo una produzione saggistica e narrativa insolitamente folta per la sua età. E se non posso definire questo romanzo un esordio, esso è certo un felice ingresso in una narrativa impegnativa e matura, anche in virtù del complesso disegno con cui è costruito, con una storia che fa da sinopia a un affresco composto di notizie di giornale, di fotografie, di lacerti di realtà politico-sociale, di mitemi attuali, di idioletti epocali, di ciò che costituisce non soltanto il sapore ma lo Zeitgeist dell´epoca nostra.

L´autore appartiene a quella generazione che dall´infanzia a oggi in Italia non ha conosciuto altro che il sistema tolemaico di quell´imprenditore brianzolo proveniente da un´associazione eversiva che la stampa italiana, con un anglicismo fuori luogo definisce “il premier”. E che ha come “seconders” (a questo punto ci sta bene) boss mafiosi, corruttori di giudici, sub-agenti dei servizi segreti, giornalisti al soldo, sicari, cardinali, magnaccia e cocainomani. Un tipetto che di quella nave da crociera, dove dapprima faceva l´intrattenitore, è divenuto il capitano.

‹‹Saliti sulla nave da crociera, abbiamo preso il largo. Diretti dove? Era impossibile capirlo. Ma siamo rimasti a bordo per vent´anni. Le vacanze erano finite, veniva da piangere a tutti, come in una pubblicità. Però qualcuno deve aver detto che si poteva restare. Si poteva non scendere più. Lui avrebbe continuato a intrattenere, a sorridere, a cantare. Un giorno, quando sembrava che tutto sarebbe durato così per sempre, il Capo sarebbe sceso›› (p. 137).

Ecco per dove era partita la nave da crociera su cui si era imbarcata l´Italia: verso presunte ‹‹donne di sogno, banane e lamponi›› che l´intrattenitore, Joker di un fumetto scadente, aveva promesso a tutti, ma proprio a tutti, firmando un “contratto” televisivo seduto a una scrivania di ciliegio di fronte a un presentatore che fingeva di essere il notaio. Il ventennio berlusconiano, mascherato di pinzilacchere televisive, di bandane in ville cafone, di dittatori russi che venivano dall´amico in Sardegna con un incrociatore militare, di dittatori libici che venivano dall´amico a Roma con le loro amazzoni, di partouzes con minorenni – se tutto questo è sembrato uno spettacolo di circo o un brutto sogno, in realtà è successo davvero: è stata un´epoca truce e funebre che ha scavato gallerie oscure nelle coscienze degli italiani.

Ma il romanzo di Paolo Di Paolo non è tanto un romanzo sul regime di Berlusconi, quanto un romanzo sulla fine di un regime, sulla malinconia che lascia nell´animo di chi l´ha vissuto, sulla penombra (o oscurità) che abbiamo attraversato, sul desolato paesaggio del day after.

‹‹L´aria era cambiata. Sulla nave da crociera, le luci erano rimaste accese. E attivi i campi da golf, le balere, le discoteche, le piscine, il cinema, il piano-bar. Ma c´era come un senso di smarrimento. Un´ansia strana si sarebbe comunicata di passeggero in passeggero. L´equipaggio non era in grado di fornire alcuna indicazione. Le luci restavano accese, notte dopo notte. Ma i campi da golf, le balere, le discoteche, le piscine, il cinema, il piano-bar sembravano più tristi e cominciavano a svuotarsi. Le feste c´erano ancora, ma come svogliate. A muoversi – in modo scomposto e con le camicie sudate e le pance e i sorrisi un po´ ebeti – erano ormai quasi solo alcuni vecchi amici del Capo. I passeggeri, loro cominciavano ad annoiarsi›› (p. 137).
Ma il romanzo non è solo questo, ha anche una sua storia amaramente divertente che lo fa leggere con piacere, e che ovviamente non riassumo. (…)

BOOKTRAILER del romanzo “Dove eravate tutti” di Paolo Di Paoli

I migliori libri del 2011: TOP 50 firmata Einaudi

la mia vita di uomo libro di philip rothL’Editore Einaudi ha selezionato 50 titoli tra i migliori libri pubblicati nel 2011.  Camilleri, Roth, Mazzantini, Murakami, Parrella. Veladiano, Faletti, Vargas  solo per citarne alcuni.

Tra i TOP 50 segnaliamo, la pubblicazione a distanza di oltre trent’anni di uno dei romanzi considerati uno dei  capolavori  della letteratura mondiale: “La mia vita di uomo” di Philip Rhot.
Nel racconto Roth esplora le dinamiche nella relazione di coppia. Il risultato è un romanzo spietato quanto realistico sulle frustrazioni di un rapporto ormai logoro e l’incapacità di spezzare certi legami.

Ritroviamo anche il libro  “1Q84” l’ultimo successo di Haruki Murakami. Le descrizioni minuziose di situazioni spesso surreali catapultano il lettore nella dimesione onirica dello scrittore giapponese che, ad un certo punto del racconto,  lascia che sia proprio la fantasia a dominare sul mondo della realtà in un susseguirsi di colpi di scena, violenza estrema e suicidi.

“Mare al mattino”
di Margaret Mazzantini. L’autrice stavolta presta la voce dei suoi personaggi al racconto  degli italiani spinti in Africa dal Fascismo alla cacciata dei Tripolini nel 1970, fino alle migrazioni imposte da una guerra che brucia ancora, la scrittrice dà voce a chi questa Storia l’ha vissuta, o meglio subita sulla propria pelle: persone destinate a vivere nel segno della mancanza, costrette a lasciare, a perdere, a rinunciare.

“Lettera di dimissioni”
di Valeria Parrella che attraverso le vicende e i ricordi di una famiglia ripercorre la storia e le vicende italiane degli ultimi cinquant’anni.

The Help: il romanzo che ha ispirato l’omonimo film al cinema

libro the helpGrande attesa per il film “The Help” in uscita il prossimo 20 gennaio e tratto dall’omonino bestseller di Kathryn Stockett.

Il romanzo “The Help” scritto nel 2009 e pubbicato in Italia da Mondadori, ha riscosso un notevolissimo successo di pubblico e la trasposizione cinematografica pare aver raccolto già il benestare della critica.
Il film è, infatti, già candidato a diversi e prestigiosissimi premi.

La storia di “The Help” è ambientata negli Stati Uniti nel 1960 e affronta due temi molto forti, la discriminazione razziale e l’emancipazione femminile, rispetto ai ruoli tradizionali di moglie e madre.

Eugenia “Skeeter” Phelan è una giovane donna appena laureata in giornalismo. Coltiva grandi speranze per il suo futuro da professionista, nonostante la madre non speri altro che lei  “faccia un buon matrimonio” (così come la tradizione da sempre raccomandava per le brave ragazze).
Eugenia, però, ha uno spirito molto “anticonformista” e l’incontro con due cameriere di colore sarà decisivo per impegnarsi contro le disuguaglianze e confermare  il suo talento di giornalista.
Con l’aiuto di due cameriere, Eugenia inizia a raccogliere decine di testimoniane sulle vicende di quotidiana discriminazione che subivano molte donne nelle case di benestanti bianchi.
Riuscirà a pubblicare un libro in cui sono raccolte le voci di tutte le donne discriminate e sarà un contributo importantissimo per sfondare il muro di una società bigotta e conformista.

Guarda il TRAILER del film “The Help” al cinema dal prossimo 20 gennaio.

I migliori 12 libri dell’anno secondo i lettori di Unilibro

luciana litizzetto franca valeri libro l'educazione delle fanciulleAlla fine dell’anno è sempre tempo di classifiche!
E per noi che ci occupiamo tutto l’anno di libri, è doveroso stilare un elenco che sintetizzi al meglio quello che i nostri lettori hanno apprezzato, letto e amato di più nel 2011.

Partiamo da
GENNAIO 2011:

In testa alla classifiche delle vendite dei libri c’era un romanzo che si sarebbe rivelato tra i più lett in assoluto in tutto il mondo,
Il profumo delle foglie di limone di Clara Sanchez.

FEBBRAIO 2011:
“Indignatevi” di Stephan Hessel, una sorta di pamplet in cui l’autore incoraggia, sopratutto i giovani, a prendersi le propre responsabilità e assumere un ruolo attivo con la partecipazione civica.

MARZO 2011:
“Nessuno si salva da solo” l’autobiografia sentimentale di una generazione magistralmente raccontata da Margaret Mazzantini

APRILE 2011:
“La Guida ufficiale illustrata alla Saga di Twilight” praticamente l’evento editoriale dell’anno per tutti gli amanti del genere fantasy e i fans della saga.

MAGGIO 2011:
Don Andrea Gallo pubblica un vero e proprio elogio della Carta Costituzionale italiana “Di sana e robusta Costituzione”.


GIUGNO  2011
:
“Cosa tiene accese le stelle” di Mario Calabresi racconta le storie di vite comuni che diventano però straordinarie grazie alla forza e al coraggio che i divrsi protagonisti infondono nelle loro scelte.

LUGLIO 2011:
Edoardo Nesi si aggiudica il Premio Strega 2011 con il romanzo “Storia della mia gente”. Una dolorosa fotografia dello stato di crisi in cui versa uno dei distretti industriali più fiorenti d’Italia, quello di Prato.

AGOSTO 2011:
L’antropologa forense più famosa d’America indaga su un macabro ritrovamento di cadaveri nell’avvincente “La cacciatrice di ossa” La protagonista con estrema abilità saprà interrogare e interpretare i segni lasciati sui cadaveri per scoprire la verità di quelle strane morti.

SETTEMBRE 2011:
Torna Paulo Coelho con un romanzo intimo e personale “Aleph”. Conquista per settimane la testa delle classifiche dei libri di narrativa più letti.

OTTOBRE 2011:
La morte di Steve Jobs, il padre fondatore del marchio Apple, diventa un caso mediatico così come la biografia ufficiale a cui lo stesso Jobs aveva lavorato. “Steve Jobsdiventa uno dei libri più venduti nel mondo.

NOVEMBRE 2011:
Una della star da sempre incontrastate nel panorama musicale italiano decide di scrivere una biografia. E così Vasco Rossi scala le classifiche dei libri più letti con “La versione di Vasco”.

DICEMBRE 2011:
Una coppia insolita quanto ironica e allegra conquista il pubblico con un dialogo brillante sull’educazione delle fanciulle. Franca Valeri e Luciana Litizzetto raccontano, confrontandosi, la loro personale (e divertente) visione del mondo e della vita!
“L’educazione delle fanciulle”

1001 libri da leggere assolutamente prima di morire: c’è anche la Mazzantini

cavie libro di palahniukCome sempre gli ultimi giorni dell’anno sono quelli in cui vengono pubblicate tutte le classifiche relative al meglio dell’anno in corso.
C’è un sito, invece, che pubblica un elenco di oltre 1000 libri che bisogna assolutamente leggere prima di morire.
Abbiamo dato uno sguardo.
L’italianissima Margaret Mazzantini è alla 44 esima posizione dei libri pubblicati negli anni 2000.
Con il romanzo “Non ti muovere” la Mazzantini si è assicurata un posto nell’Olimpo dei libri che possono dare un apporto significativo alla cultura di ognuno.

Tra gli altri autori da non perdere segnaliamo:
Haruki Murakami con il libro “After the dark” , “Il diavolo e la signorina Prym” di Paulo Cohelo, “L’uomo duplicato” di Jose Saramago,  “Cavie” di Chick Palahniuk, “L’ignoranza” di Milan Kundera.

A più riprese vengono citati i libri di Philip Roth

Leggi la classifica completa dei 1001 libri da leggere prima di morire

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