Valeria Parrella: il nuovo romanzo “Lettera di dimissioni”

Le cose non si compiono all’improvviso, ma all’improvviso le vedi nel loro intero: un momento dopo, seduta sulle scale del Palazzo delle Esposizioni, tutto era già logico e scontato. Tutto era esattamente come doveva andare.

Non c’era fortuna, ma gli accadimenti nel loro giusto ordine: da Alessandro con il turbante in testa che dalla fotografia mi guarda e ride, accovacciato sui suoi dieci anni, a quell’aereo che al massimo la prossima settimana mi avrebbe portato a Milano: era tutto come doveva andare. Seduta a via Nazionale, la stazione a sinistra, il luogo dove avevo lasciato Stefano a destra, iniziò a salirmi un fuoco nel petto.
uel germoglio di inquietudine già diveniva tensione per il futuro, aspettativa su me stessa.”

Valeria Parrella, dal libro Lettera di dimissioni

Una storia viva, politica e forte, su cosa significa mettersi in gioco in Italia oggi — Scendendo a capofitto per i rami delle generazioni, Clelia riesce a trovare il suo posto sull’asse del tempo: ha una data d’inizio, il 1914, e persino una capostipite, la nonna Franca, giunta dalla Russia a Napoli, «la città più infernale del Mediterraneo», e a Napoli rimasta. Innamorata della vita, ricca di passione e di ideali, Clelia cresce con i piedi piantati nella provincia e lo sguardo rivolto alla città. I suoi genitori – comunisti come si poteva essere comunisti in Italia nel 1968 – hanno scelto di vivere a Pompei, tra le falde del Vesuvio, il mare e le rovine archeologiche. Quando Clelia incontra Gianni non ha dubbi su cosa fare: insieme trovano quarantadue metri quadri in cui sostenersi «l’un l’altra come due carte da gioco poggiate in piedi». Per mantenersi lavora come maschera in un teatro, e proprio in teatro farà presto carriera. Appagata dal successo e dalla stima crescente di chi appena una manciata di anni prima lei stessa guardava con sospetto, Clelia sembra non accorgersi – di fronte ai bivi dettati dal lavoro e dagli affetti – di scegliere sistematicamente il «male minore». Quando però cominceranno «quelle notti insonni che capitano a chi è in continuo commercio con l’esistenza», sarà forse troppo tardi per rendersi conto che qualcosa si è incrinato: «e dicevo sì, quando sapevo che la risposta era no». Il nuovo romanzo di Valeria Parrella ha l’energia e il coraggio delle storie necessarie.


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