Recensione: Benjamin il thriller che ha appassionato il Sudamerica ora in Italia

Benjamin è l’esordio italiano di Federico Axat, pubblicato da Sperling & Kupfer. Dopo essere stato un bestseller in Sudamerica e Spagna, nel febbraio di quest’anno questo thriller emozionante ha raggiunto anche l’Italia, con ottime aspettative che sembrano già essersi in buona misura realizzate.

Ma Benjamin è anche il primo romanzo in assoluto per Axat, un giovane scrittore argentino (classe 1975) che ha appena iniziato la sua carriera.
Benjamin è il protagonista del romanzo, un bambino di nove anni che vive in una difficile situazione familiare e, seppur così giovane, programma già di lasciarsela alle spalle e fuggire via.

La goccia che fa traboccare il vaso è quando la madre, per l’ennesima volta, lo costringe ad andare a casa del vicino, del quale il bambino ha paura. A questo punto Ben decide in qualche modo di punire la madre e di nascondersi e trova il rifugio ideale nella soffitta abbandonata. Ora è la famiglia a vivere nel terrore e a dare inizio a una disperata ricerca.

Ma i giorni passano e di Ben non si ha traccia, finché la polizia lo dichiara ufficialmente scomparso e la famiglia accetta il fatto: il bambino è morto. Ma Ben è sempre stato lì, sopra le loro teste, a spiarli tra le fessure del pavimento. Ben può così assistere alle loro ricerche, e alla loro disperazione che troppo presto si trasforma in rassegnazione. Ascolta anche i loro discorsi, e così scopre molti segreti che riguardano soprattutto il passato della famiglia.

Nasce in lui il desiderio di vendetta, e la casa si riempie di tracce misteriose e inquietanti. La famiglia Green è perseguitata, cresce il panico e si accendono i sospetti.

Benjamin è un libro che per le atmosfere inquietanti potrebbe ricordare film come The Others o Il sesto senso, lo stesso autore in un’intervista ha dichiarato di leggere King da quando aveva quindici anni e ammette che il suo stile è stato molto influenzato dal maestro dell’horror. Benjamin è un thriller che si distingue per l’alta dose di suspance, i colpi di scena e il finale veramente sorprendente, che nessun lettore si aspetterebbe. Anche se un libro non si giudica dalla copertina, Benjamin è proprio quel tipo di libro per cui la prima impressione si rivela giusta. La mia è stata molto positiva, e non è stata disattesa.

A cura di Flora Marchesi

Lascia un Commento

Devi aver fatto il login per inviare un commento

Nessun elemento, il feed é vuoto.

Please follow & like us :)
  • Sinceramente non tuo
    Quand'è che Antonello Durante ha iniziato a colare a picco? Con quell'aria sorniona e stropicciatà ha sempre avuto il physique du rôle del fotografo rock i cui scatti, secondo un autorevole giudizio, "hanno cambiato il modo in cui guardiamo un concerto". Peccato che da diversi anni, per via dell'avvento dell'autofocus e del digitàle, e poi […]
  • Osservazione sulle faccende domestiche
    Quando il Man Booker International Prize del 2013 fu assegnato a Lydia Davis, uno dei membri della giuria scrisse: "I suoi scritti spalancano le loro braccia leggere per abbracciare molti generi. Come classificarli? Dovremmo semplicemente concordare con la definizione ufficiale e chiamarli racconti? O forse miniature? Aneddoti? Saggi? Barzellette? Parabole? Favole? Testi? Aforismi? Preghiere, o […]
  • Simon
    Questo libro è una vità intera. La vità di Simón. Che apre gli occhi nel bar scalcagnato di famiglia, in mezzo ad adulti che non si parlano. Il bar non sarebbe esattàmente il posto migliore per un ragazzino, ma la domenica la vità di Simón si trasforma in pura magia. Perché ogni domenica Rico, il […]
  • Notte di battaglia
    Da sua nonna Swiv impara milioni di cose indispensabili e del tutto inutili, essenziali e strampalate. Soprattutto impara a ridere sempre e non mollare mai. «Siamo tutte combattenti. Siamo una famiglia di combattenti»: sua nonna Elvira, incontenibile e meravigliosamente irriverente, sua mamma «Mooshie», lunatica e pericolosamente incinta, e lei, Swiv, un vulcano di parole e […]
  • Cuore di donna
    Little Itàly, New York, aprile 1895. Una giovane immigratà itàliana di nome Maria Inez Cortese, con una terribile storia di violenze familiari alle spalle, entra in una locanda e uccide con un colpo di coltello alla gola suo marito, Catàldo Mottà, l'uomo che sua madre l'aveva costrettà a sposare, rinunciando al ragazzo che amava. Questà […]
Archivi
Paper blog

 

 

 

 

 

 

 

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi