Articoli marcati con tag ‘libri consigliati’

Qualcosa

 

E le prese, all’improvviso, una grande nostalgia di Niente”

#Qualcosa

#Troppo

#Niente

 

«Qualcosa» è un romanzo di Chiara Gamberale illustrato da Tuono Pettinato che racconta le vicende della principessa Qualcosa di Troppo.

La Principessa Qualcosa di Troppo, fin dalla nascita, rivela di possedere una meravigliosa, ma pericolosa caratteristica: non ha limiti, è esagerata in tutto quello che fa. Si muove troppo, piange troppo, ride troppo e, soprattutto, vuole troppo ma, quando sua madre muore, si ritrova «un buco al posto del cuore». Smarrita, prende a vagare per il regno e incontra così il Cavalier Niente che vive da solo in cima a una collina e passa tutto il giorno a «non-fare qualcosa di importante».

Grazie a lui, anche la Principessa scopre il valore del «non-fare» e del silenzio, dell’immaginazione, della noia, tutto quello da cui era sempre fuggita. Ma pur di non fermarsi e di non sentire l’insopportabile «nostalgia di Niente» che la perseguita ricomincia a fare troppo, fino ad arrivare in un misterioso tempio color pistacchio e capire che «è il puro fatto di stare al mondo la vera avventura».

Una storia che ha la leggerezza della fiaba e la profondità di un classico. Una riflessione particolare e significativa sul dolore, l’amicizia, l’amore, su quel vuoto che a volte ci portiamo dentro senza capire cos’è e altre sapendo esattamente di cosa si tratta.

Una favola che ci mette in guardia dall’errore di riempire le nostre vite di cose effimere solo per non percepire il vuoto, quell’insoddisfazione che abbiamo, ma che di fatto ci fanno perdere di vista chi siamo e cosa vogliamo.

Il buco nel cuore” non si deve riempire troppo, sovraccaricarlo.
Chiara Gamberale infatti ci ricorda come far pace con il vuoto significhi riempire le nostre vite di qualcosa di autenticamente bello, senza mai doversi accontentare del troppo.

 

¡Viva la vida!

Frida Kahlo

 

¡Viva la vida!, un monologo che mette in scena l’appassionata esistenza di Frida Kahlo.

Mentre corre verso la morte, Frida torna ai patimenti della sua reclusione forzata, ai suoi lucidi deliri artistici di pittrice, alla sua relazione con Diego Rivera.

In poche pagine c’è il Messico, la storia di un popolo, quella di una donna, l’amore per l’arte, l’amore per un uomo.

L’alcol, la morfina e la pittura per combattere i dolori del corpo e dell’anima.

Attraverso un breve ed intenso monologo , P. Cacucci, ci fa rivivere tutti questi dolori, ripercorrendo gli avvenimenti della vita di Frida e dei suoi più intimi pensieri con una tale semplicità e minuzia di dettagli che il lettore può sentirli quei pensieri, può immaginare quel dolore, può vedere tutti quei colori.
E ancora la solitudine, i tradimenti, la maternità negata, i dialoghi immaginari di amore e odio verso il suo compagno e artista e le battaglie interiori contro la morte.

L’urlo di Frida contro la morte, la sua ostinazione a vivere sono il filo sottilissimo su cui scorre la sua esistenza.

Un libro che va dritto al cuore e permette di scoprire chi si nascondeva dietro quelle folte sopracciglia e nel profondo di quei grandi e neri occhi.

Un monologo, intenso e crudo, ma che riesce a comunicare una grande gioia di vivere.

Sono nata nella pioggia. Sono cresciuta sotto la pioggia

#vivalavida

#innoallavita

#laforzadiunadonna

 

 

Nebbia in agosto.

 

#giornatadellamemoria

 

#innoallavita

 

#libertà

 

#pernondimenticare

 

“Nebbia in agosto. La vera storia di Ernst Lossa che lottò contro il nazismo” di Robert Domes è il racconto della tragica esistenza di Ernst Lossa, ucciso a quattordici anni nel 1944 all’interno della “eutanasia selvaggia” promossa dal nazismo. A Nebbia in agosto il merito di aver riportato alla luce una strage di innocenti a lungo ignorata, a Ernest quello di aver lottato per la libertà.

Nella Germania del Terzo Reich, mentre imperversa l’occupazione nazista e milioni di persone vengono perseguitate, Ernst Lossa si chiede: “Perché io? Perché proprio io?”

Ernst ha solo quattro anni quando, nel 1933, viene separato dalla sua famiglia di nomadi e mandato in un orfanotrofio, e poi da lì trasferito in un riformatorio.Giudicato “irrecuperabile”, all’età di dodici anni viene trasferito ancora, questa volta in un manicomio.

Nonostante gli orrori nazisti Ernest crede nell’amicizia, costruisce legami forti che gli donano sollievo ma soprattutto speranza. Ci insegna che a volte lottare è l’unica via e anche se non è risolutiva sicuramente aiuta a non smettere di amare la libertà.

Lasciami l’ultimo valzer

Lasciami l’ultimo valzer è l’unico romanzo che Zelda Fitzgerald abbia mai scritto. Ambientato tra l’Alabama, New York, la Francia e l’Italia, è la storia di Alabama Beggs, bella e anticonvenzionale fanciulla del Sud che sposa un artista, viaggia con lui in Europa e conduce una vita relativamente infelice, cercando di mettere alla prova i suoi tormentati talenti artistici.

Lasciami l’ultimo valzer, l’ultimo sogno e l’ultimo bicchiere.

Lasciami l’ultima speranza, l’ultima fatica e l’ultima parola.

Un sogno per salvare la propria vita e quella del proprio matrimonio che non lascia troppo spazio alle cure materne né a rapporti profondi. Un sogno comodo o forse troppo stretto per chi non riesce a stare dentro gli schemi della società, per chi abituata agli agi cerca di sperimentare il sudore e la gioia delle piccole conquiste.

Un sogno perfetto per tenere impegnata la mente, per non pensare e non desiderare altro, per scappare e per ritrovarsi. La danza della protagonista, la pittura del marito, lo yoga  o la passione di ciascuno di noi…

Frantumi di una storia d’amore tragica e disperata, tra due che non potevano più stare insieme, ma non riuscivano a stare separati.

Pezzi di un’identità folle e anti-convenzionale.

Barlumi di amara lucidità.

 

 

“Non voglio tu mi veda diventare vecchia”

“Nessuno aveva insegnato alla ragazzina a interpretare se stessa.”

#folliaeamore

#libridaleggere

#romanzo

 

 

Momenti di trascurabile felicità

Quanti momenti di felicità abbiamo trascurato? Quanti piaceri intensi e volatili nelle nostre giornate? Quanti istanti sottovalutati perché non sembravano importanti?

Momenti di trascurabile felicità è un libro semplice e divertente, una raccolta di comportamenti e pensieri che tutti viviamo ogni giorno e che ci portano a riflettere sul tempo e su come troppo spesso dimentichiamo il valore delle piccole cose. I momenti di trascurabile felicità funzionano così: possono trovarsi ovunque, pronti a esplodere e farci aprire gli occhi su qualcosa che fino a un attimo prima non avevamo considerato.

 

Francesco Piccolo, con una serie di aneddoti  di vita quotidiana ci invita a coltivare un gusto per i piccoli piaceri. Le descrizioni nel suo catalogo di quotidianità e le digressioni costituiscono spunti di riflessione per il lettore che, pagina dopo pagina, momento dopo momento, finisce col venire travolto da un’ondata di divertimento, umorismo, ma anche di introspezione.

 

“Tutte le persone che non sono belle, o che sono brutte, poi quando le conosci diventano più belle, sempre.

Quando il cameriere torna al tavolo con la bottiglia di vino che abbiamo scelto, stappa la bottiglia, annusa il tappo, e poi guarda tutti i presenti per scegliere chi debba assaggiare il vino. E non sceglie me.”

 

#MOMENTI

#CARPEDIEM

 

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