Archivi per la categoria ‘film’

Nebbia in agosto.

 

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“Nebbia in agosto. La vera storia di Ernst Lossa che lottò contro il nazismo” di Robert Domes è il racconto della tragica esistenza di Ernst Lossa, ucciso a quattordici anni nel 1944 all’interno della “eutanasia selvaggia” promossa dal nazismo. A Nebbia in agosto il merito di aver riportato alla luce una strage di innocenti a lungo ignorata, a Ernest quello di aver lottato per la libertà.

Nella Germania del Terzo Reich, mentre imperversa l’occupazione nazista e milioni di persone vengono perseguitate, Ernst Lossa si chiede: “Perché io? Perché proprio io?”

Ernst ha solo quattro anni quando, nel 1933, viene separato dalla sua famiglia di nomadi e mandato in un orfanotrofio, e poi da lì trasferito in un riformatorio.Giudicato “irrecuperabile”, all’età di dodici anni viene trasferito ancora, questa volta in un manicomio.

Nonostante gli orrori nazisti Ernest crede nell’amicizia, costruisce legami forti che gli donano sollievo ma soprattutto speranza. Ci insegna che a volte lottare è l’unica via e anche se non è risolutiva sicuramente aiuta a non smettere di amare la libertà.

Un sogno senza parole: il film The artist finalmente in DVD

Un omaggio al cinema muto e in bianco e nero. Un capolavoro premiato con 5 Premi Oscar e applaudito nei cinema di tutto il mondo. “The Artist” il film scritto e diretto da Michel Hazanavicius è finalmente disponibile in DVD e Blu Ray.

La storia, ambientata in America negli anni venti, racconta, attraverso le vicissitudine di un attore cinematografico, George Valentin, la storia del cinema e l’avvento del sonoro.
Un’autentica rivoluzione che sconvolse per sempre i tempi di produzione e il modo di concepire il cinema.
George decide di non lavorare in pellicole “parlanti”. Abbandona il suo produttore e decide di autoprodurre un film secondo le regole del cinema muto. Ma, intanto sono cambiate anche le regole del mercato e George pagherà amaramente il suo errore di valutazione.

Dopo poco tempo Valentin è un attore dimenticato e tra l’altro costretto dalla “grande depressione economica” a mettere tutti i suoi beni all’asta per poter sopravvivere.
Sarà l’amore incondizionato di un’attrice conosciuta molto tempo prima a infondergli di nuovo coraggio per ritornare a credere nella sua arte.

Una storia intensa e realizzata in modo da riprodurre autenticamente le emozioni e la magia del cinema muto.
Definito – e concordiamo in pieno – “Un sogno senza parole” e “Un atto d’amore verso il cinema“.

Alejandro Jodorowsky e il suo cinema surrealista

Tocopilla, 17 febbraio 1929, il regista, scrittore, drammaturgo e sceneggiatore cileno Alejandro Jodorowsky nasceva. Oggi naturalizzato francese, è figlio di immigrati ebreo-ucraini trasferitisi il Cile per scappare alle tensioni europee. Nel 1953 si sposta a Parigi, dove fonda assieme agl’amici Fernando Arrabal e Roland Topor il movimento di teatro Panico. Jodorowsky per lungo tempo sarà a Parigi allievo ed assistente personale di Marcel Marceau, celeberrimo attore teatrale e mimo francese, arrivando ad esserne il più stretto collaboratore. Scrisse inoltre sceneggiature e parti ritagliate sul talento di Marceau come: Il fabbricante di maschere, La Gabbia, Il divoratore di cuori, La sciabola del samurai e Bip venditore di ceramica.

Jodorowsky è noto in gran parte per i film da lui diretti, come El Topo, pellicola del 1971 che lo rivelò al pubblico internazionale, la storia di un abilissimo pistolero, soprannominato appunto El Topo, che per amore di una donna lascia il figlioletto Miguel in una missione e accetta di combattere in duello quattro maestri invincibili. Dopo averli battuti la donna lo tradisce sparandogli al petto. El Topo si risveglia in una grotta, dove è stato trascinato da una comunità di esseri deformi. Inizia per lui una nuova esistenza.

Altra pellicola molto importante senza dubbio sarò per Jodorowsky:La montagna sacra del 1973. A Città del Messico un ladro dopo una serie di peripezie giunge in cima ad una torre dove si trova il laboratorio un misterioso alchimista che chiede al ladro se desidera essere trasformato in un essere immortale. L’uomo accetta e l’alchimista gli presenta coloro che gli saranno compagni nel lungo e faticoso viaggio iniziatico; si tratta di altri sette ladri, tra i più potenti della Terra. L’obiettivo da raggiungere sarà la Montagna Sacra: qui infatti risiedono i nove saggi, detentori del segretto dell’Immortalità, di cui loro dovranno prendere il posto.

Altro grande successo, questo del 1988, è Santa sangre o Sangue santo, una storia di sofferenza e mancanza, simbolo e specchio di una realtà troppo spesso ingiusta verso le persone. Fenix è rinchiuso in un manicomio. La sua è stata un’esistenza travagliata da un’infanzia difficile. Da piccolo Fenix ha lavorato come mimo e mago in un circo a Città del Messico. Suo padre Orgo era un lanciatore di coltelli, alcolizzato, donnaiolo, volgare e violento. Sua madre Concha era una fanatica religiosa che venerava con irrefrenabile ossessione l’immagine santa di una giovane senza braccia. La figura rappresentava una ragazza brutalmente seviziata da due uomini che era riuscita a salvare la verginità ma non le proprie braccia, amputate dagli aggressori. L’unico rapporto affettuoso per Fenix è quello con Alma, una ragazza sordomuta. Ma un tragico evento sconvolgerà la sua vita e la sua mente allontanandolo dalla ragazza.

Nel 1991 ha girato Il ladro dell’arcobaleno con Peter O’Toole e Omar Sharif; nel 2005 ha interpretato Ludwig van Beethoven in Musikanten di Franco Battiato e successivamente, nel 2007 è tornato a recitare per l’artista catanese in Niente è come sembra.

Mine vaganti: un film di Ferzan Özpetek

La terra non può volere male all’albero. Tommaso, scrivi di noi, la nostra storia, la nostra terra, la nostra famiglia, quello che abbiamo fatto di buono e soprattutto quello che abbiamo sbagliato, quello che non siamo riusciti a fare perché eravamo troppo piccoli per la vita che è così grande.

La mina vagante se ne è andata.

Così mi chiamavate pensando che non vi sentissi.

Ma le mine vaganti servono a portare il disordine, a prendere le cose e a metterle in posti dove nessuno voleva farcele stare, a scombinare tutto, a cambiare i piani.


Mine vaganti, un film di Ferzan Özpetek

Quella di Tommaso, il figlio minore dei Cantone proprietari di un pastificio in Puglia, è una famiglia numerosa e stravagante. In casa c’è molta attesa per il suo ritorno: la nonna ribelle e intrappolata nel ricordo di un amore impossibile, la mamma Stefania, amorosa ma soffocata dalle convenzioni borghesi, il padre Vincenzo deluso nelle aspettative sui figli, la zia Luciana a dir poco eccentrica, la sorella Elena che rifugge un destino da casalinga, il fratello Antonio da affiancare nella nuova gestione del pastificio di famiglia. Insieme a loro Alba, la cui strada incrocia professionalmente quella dei Cantone. Non mancano però sorprendenti rivelazioni e colpi di scena. Ed anche per questo il soggiorno di Tommaso dovrà protrarsi ben più a lungo del previsto

I film di Ferzan Özpetek, tra Turchia, Roma e tantissimi premi

Ferzan Özpetek nasce a Istanbul il 3 febbraio del 1959, da una famiglia della “buona borghesia” del quartiere Fenerbahçe. Gli studi, contro la volontà paterna che lo vorrebbe negli Stati Uniti, li compie in Italia a Roma, dove dal 1976, studia Storia del cinema a La Sapienza,  completerà la sua formazione frequentando corsi di Storia dell’Arte e del Costume all’Accademia Navona e corsi di regia all’Accademia d’Arte drammatica Silvio D’Amico. Inizialmente l’amore è per il teatro con il Living Theatre di Julian Beck, anche se già riesce ad avvicinarsi al mondo della cinematografia cominciando a collaborare come assistente ed aiuto regista con personalità come Massimo Troisi, Ricky Tognazzi e Francesco Nuti. Il primo lavoro come aiuto regia sarà in “Scusate il ritardo” di Troisi, seguito da “Son contento” di Ponzi, in cui avrà anche una piccola parte come attore interpretando un madonnaro.

Il debutto come regista avviene nel 1997 con il film Il bagno turco, una co-produzione italospagnola e turca. Il film è un successo premiato da critica e pubblico, vincitore di vari premi e in concorso alla 50ª edizione del Festival di Cannes nella sezione Quinzaine des Réalisateurs. Partecipa anche a Cannes, oltre che a molti altri festival internazionali e venduto in oltre 20 paesi in tutto il mondo.

Nel 2001, l’esplosione in Italia avviene grazie alla pellicola Le fate ignoranti, con nel cast Margherita Buy e Stefano Accorsi, una commedia dai toni amari che affronta temi come l’amicizia e l’omosessualità in un ottica nuova e delicata quanto reale. Il film ottiene un enorme successo al botteghino, divenendo uno dei più importanti film dell’anno 2001. Vince numerosi premi, tra cui 3 Globi d’oro e 4 Nastri d’Argento.

Nel 2003 è La finestra di fronte, interpretato da un ottimo cast con Giovanna Mezzogiorno, Raoul Bova, Filippo Nigro e Massimo Girotti. Anche questa pellicola è un successo, apprezzamento unanime viene da pubblico e critica. Vincerà ben 5 David di Donatello, 4 Ciak d’Oro e 3 Globi d’oro, e grazie al successo europeo, il film approderà anche negli Stati Uniti, distribuito da Sony Pictures Classics.

Nel 2009 l’ultimo progetto cinematografico ad oggi è Mine vaganti, nato dalla sceneggiatura a quattro mani con Ivan Cotroneo, una commedia che narra le vicissitudini familiari di una famiglia di Lecce. Prima trasferta fuori Roma per il regista,  “Mine vaganti” è una commedia corale, con Riccardo Scamarcio, Alessandro Preziosi, Nicole Grimaudo, Ennio Fantastichini e molti altri.

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