Hermann Hesse: Siddharta

“E tutto insieme, tutte le voci, tutte le mete, tutti i desideri, tutti i dolori, tutta la gioia, tutto il bene e il male, tutto insieme era il mondo.
Tutto insieme era il fiume del divenire, era la musica della vita.”

Siddharta, Hermann Hesse

Uno dei romanzi più letti di Hermann Hesse, è sicuramente “Siddharta”.
I lettori di tutto il mondo, sopratutto ragazzi molto giovani, considerano Hermann Hesse – proprio grazie a questa opera – non solo un grande scrittore moderno, ma un sottile e delicato saggio, capace di dare, attraverso questa parabola romanzesca, un insegnamento sulla vita che evidentemente i suoi lettori non incontravano altrove.

Un giovane indiano, vissuto in India nel VI secolo a.C., compie un viaggio alla ricerca del senso profondo della vita.
Attraverso incontri con uomini saggi dell’epoca, diversi tipi di pratiche spirituali e la meditazione, cerca di raggiungere una consapevolezza più profonda del suo vero Io.

Puntualmente, però, il giovane Siddharta deve fare i conti con l’insoddisfazione, le debolezze tipicamente umane e spesso è vittima dell’indecisione, della frustrazione di non sapere quale è la sua vera meta nella vita.

Si stanca dei consigli dei maestri, s’innamora, cerca di condurre una vita “normale”. Ad un certo punto però un sogno lo mette nuovamente in guardia:
da troppo tempo non sente la voce del proprio cuore e la sua vita è piatta e senza meta.

Si allontana dalla città e si isola in un bosco finchè non raggiunge un fiume e dal suono dello scorrere delle acque apprenderà la lezione più importante di tutta una vita spesa alla ricerca di se stesso.

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