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Festivaletteratura a Mantova dal 7 all’11 settembre

festivaletteratura di mantova 7 11 settembre 2011Dal 7 all’11 settembre Mantova sarà capitale italiana della narrativa con “Festivaletteratura“.
Un programma intenso di incontri con gli autori, concerti con artisti provenienti da tutto il mondo.

Al Festival partecipano narratori e poeti di fama internazionale, le voci più interessanti delle letterature emergenti e delle giovani generazioni di autori, e ancora saggisti, musicisti, artisti, scienziati secondo un’accezione ampia e curiosa della letteratura, che non si nega alla conoscenza di territori e linguaggi lontani dai canoni tradizionali.

Tra i temi caldi la creatività in tutte le sue forme: letterarie, artistiche e musicali; la riappropriazione dello spazio urbano e l’attenzione all’ambiente; la memoria del nostro Paese, dai quaderni di scuola all’Unità d’Italia. E ancora attualità, con un focus sulla crisi nel mondo arabo; attenzione alle storie, siano esse biografie, romanzi o graphic novel; scouting, con la proposta al pubblico di alcuni dei migliori scrittori under Quaranta.

I luoghi e le storie
Il Castello di San Giorgio, sede di una della più severe carceri austriache durante il Risorgimento, nell’anno del centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, è uno dei luoghi che hanno maggiormente ispirato gli autori della manifestazione. Oltre a ospitare alcuni degli incontri letterari, il Castello racconterà il testamento umano e spirituale dei Martiri di Belfiore, raccolto nelle pagine del Confortatorio di Mons. Martini, attraverso l’adattamento in forma di lettura di Luca Scarlini. E ancora: la storia di Felice Orsini, futuro attentatore di Napoleone III, sarà rivissuta nell’antica prigione da un racconto di Giancarlo De Cataldo.

Bosco Virgiliano, un parco-monumento realizzato raccogliendo tutte le specie vegetali ricordate da Virgilio nelle sue opere, è il punto di partenza che Giuseppe Barbera ha scelto per parlare del paesaggio agrario italiano.

Alcuni dei negozi del centro storico, attualmente sfitti o in abbandono, vivranno una nuova vita in qualità di “bottega” – quella di ri-tratto tenuta da Alessandro Sanna, Massimiliano Tappari e alcuni scrittori o quella per la creazione di abbecedari d’artista organizzata dal Dipartimento Educativo del MamBo.

Non mancheranno nuove vetrine per esporre veri e propri “prodotti intellettuali” – i piccoli film fatti con carta e matita realizzati nei laboratori di Michel Ocelot .
I Giardini Valentini, una piccola area verde nascosta tra i palazzi della città, da semplice luogo di transito torna ad essere per il Festival uno spazio di scoperta e di divertimento per i ragazzi, ritornando alla propria originaria vocazione. Qui Claudio Madia terrà la sua scuola di clownerie, Dino Ticli i laboratori sui fossili, Anna Cerasoli farà appassionare alla matematica i ragazzi, gli operatori del Centro Archeologico del Forcello inizieranno i bambini alle tecniche di scavo e di recupero dei reperti.

Attualità
I temi legati alla riconquista dello spazio pubblico e alle nuove forme di partecipazione politica dominano una parte significativa del programma di Festivaletteratura 2011. Il richiamo dell’attualità è forte e un primo focus non può non incentrarsi sulle rivoluzioni del Mediterraneo: alla manifestazione saranno ospiti due grandi narratori come Ala al-Aswani e Hisham Matar, ma anche Amira al-Hussaini e Ramy Raoof, giovani blogger protagonisti del movimento di piazza Tahrir, insieme al direttore delle news di Al-Jazeera Mostafa Souag. Gad Lerner e Tahar Lamri cercheranno con Paola Caridi di fare un primo bilancio degli avvenimenti per cercare di capire la reale portata di questi avvenimenti e quali prospettive si aprono nel medio e nel lungo periodo.

Parallelamente, nello spazio del neonato archivio di Festivaletteratura, sarà possibile per il pubblico riascoltare – attraverso apposite postazioni informatiche – le registrazioni di alcuni degli incontri delle passate edizioni del Festival che hanno visto protagonisti autori arabi (da Adonis allo stesso al-Aswani, da Elias Khouri ad Edward Said, solo per citare qualche nome), dando l’opportunità di ripercorrere idealmente i 15 anni precedenti ai fatti di oggi, grazie alla voce di autorevoli protagonisti.
Più in generale, il Festival raccoglie l’esigenza di capire come stanno cambiando le città e i territori, come questi cambiamenti siano emblematici di trasformazioni culturali di cui spesso non c’è sufficiente consapevolezza. Le testimonianze che Alain Mabanckou e Uzodinma Iweala porteranno sul progetto Pilgrimages (che li ha visti protagonisti insieme a una ventina di scrittori africani nella rilettura-racconto delle metropoli del loro continente, come quelle – sempre per l’Africa – di Donato Ndongo e Michelangelo Bartolo, di Alberto Cairo su un Afghanistan che ha fatto della guerra la dimensione della propria quotidianità o quella di Eliane Brum su un paese-continente come il Brasile che sta profondamente mutando la propria identità) saranno in questo senso estremamente significative. Per venire a contesti a noi più vicini, il dialogo tra Varujan Vosganian e Dragan Velikic – due narratori “prestati” alla politica – porterà l’attenzione su un Est Europa sempre più disilluso dall’occidente e in cui gli intellettuali rischiano l’emarginazione come ai tempi della cortina di ferro.

Di diversa attualità gli incontri dedicati a due eventi che, cambiando in modo traumatico e improvviso il volto di una città e la pelle di una regione, hanno mutato negli ultimi anni la percezione del mondo e il destino di gran parte dell’umanità: William Langewiesche e Lucio Caracciolo saranno protagonisti di un incontro dedicato all’11 settembre – nel decennale della strage. Francesco Cataluccio rifletterà invece, a quindici anni dalla tragica notte del reattore, su ciò che Chernobyl ha significato per il mondo.
Non poteva certo l’Italia essere esclusa da questo sguardo critico. Oltre alla presenza di Gian Antonio Stella, che al Festival porterà la sua denuncia sullo scempio del nostro patrimonio ambientale e artistico, due narratori italiani Mauro Minervino e Francesco Pinto confronteranno la loro scelta di raccontare il nostro paese a partire dalle grandi strade che lo attraversano. Di un grande viaggio collettivo, a piedi, dal Nord fino a Scampia, si faranno testimoni Antonio Moresco e Tiziano Colombi insieme ad altri dei partecipanti; Rachel Donadio, inviata del New York Times, e Beppe Severgnini cercheranno di raccontare com’è l’Italia, vista dall’estero, Enrico Franceschini e Laila Wadia si confronteranno sul problema della società multietnica nelle nostre città.

Viaggio e ambiente
Particolarmente vicine al cuore del Festival di quest’anno risultano dunque le presenze di alcuni dei più grandi interpreti della letteratura di viaggio – gli inglesi Colin Thubron e William Darlymple, i nostri Stefano Malatesta e Giuseppe Cederna – e quella del francese Michel Le Bris, direttore del prestigioso festival francese Etonnants Voyageurs, autore di biografie “affettive” dedicate alle vite di grandi esploratori. E anche l’ormai tradizionale percorso notturno condotto al Festival da Stefano Scansani si muove per i luoghi della città che serbano la memoria del passaggio degli scrittori-viaggiatori – da Dickens a D’Annunzio, fino agli ospiti di Festivaletteratura – giunti a Mantova nel corso dei secoli.

Dall’attenzione verso città e territori all’attenzione verso l’ambiente. Festivaletteratura da quest’anno s’impegna ad ottenere Spreco Zero, il marchio rilasciato da Last Minute Market a tutte le realtà – imprese,attività commerciali, amministazioni, eventi – che si impegnano all’uso razionale delle risorse e alla riduzione degli sprechi. Oltre alle azioni concrete relative alla raccolta dei rifiuti e ai consumi energetici sui luoghi degli eventi, una serie significativa di incontri affronterà proprio queste tematiche: le conversazioni sul clima di Luca Mercalli e Leo Hickman (che terrà anche un incontro per ragazzi sull’ethical living), gli incontri con
l’oceanologo Carl Safina e con l’ideatore di Last Minute Market Andrea Segré, lo spettacolo Waterfront che insieme allo stesso Segré vedrà sul palco Patrizio Roversi.

Scarica da qui il programma ufficiale della manifestazione:
www.festivaletteratura.it/programma2011

Premio Campiello 2011: i libri finalisti

libri finalisti premio campiello 2011

Uno dei cinque libri finalisti per il Premio Campiello 2011

Tutto pronto per la premiazione dei libri selezionati per il “Premio Campiello” edizione 2011.
Il Premio sarà consegnato a Venezia sabato 3 settembre 2011 al Gran Teatro La Fenice.

Il Premio per la migliore Opera Prima è già stato assegnato a VIola di Grado con il libro Settanta lana e trenta acrilico.

“Il romanzo di Viola Di Grado, Settanta acrilico trenta lana, (Edizioni E/o), – ha dichiarato la Giuria del premio – si impone subito per l’invenzione linguistica, spinta fino alla visionarietà.

L’ambientazione in un quartiere periferico di Leeds, perennemente e tristemente invernale, tra personaggi tutti al limite della normalità, giustifica l’oltranza linguistica. Si capisce che il romanzo è di una spiccata originalità, ed è contemporaneamente racconto di una non comune crudeltà. Vi spiccano figure come quella del padre (trovato morto in macchina con l’amante), quella della madre con il tic di fotografare buchi di qualsiasi genere, quella del fidanzato che inizia la protagonista agli ideogrammi, quella del fratello del fidanzato che va tagliuzzando i vestiti del negozio del fratello; gli stessi vestiti che lei, la protagonista, ama indossare dopo averli raccolti dai cassonetti dell’immondizia.”

I nomi e le opere dei 5 finalisti selezionati dalla Giuria dei Letterati XLIX edizione del Campiello Letteratura

Maria Pia Ammirati, “Se tu fossi qui”, Cairo editore
Ernesto Ferrero, “Disegnare il vento”, Einaudi
Giuseppe Lupo, “L’ultima sposa di Palmira”, Marsilio
Federica Manzon, “Di fama e di sventura”, Mondadori
Andrea Molesini, “Non tutti i bastardi sono di Vienna”, Sellerio

Maria Pia Ammirati, “Se tu fossi qui”, Cairo editore
Una giovane donna scompare e il marito Matteo, sconvolto, comincia a interrogarsi sulla loro vita in comune. Mano a mano viene trascinato in un vortice di indizi e di incredibili rivelazioni, di false piste e di agnizioni inattese.

Questo non è un romanzo. È una storia che scommette sull’impossibile e trasforma la narrazione dell’indicibile in lettura avvicente. È un libro sulla paura e sull’incapacità di amare. Un racconto estremo sulla mancanza di coraggio che affligge spesso la nostra vita quotidiana. Sulla difficoltà di vivere appieno la propria vita.

Scabra, essenziale, affilata dalla lama di uno sguardo impietoso, la narrazione corre veloce verso il suo finale liberatorio, lasciando chi legge col fiato trattenuto di chi ha appena compiuto un doppio salto mortale.

Ernesto Ferrero, “Disegnare il vento”, Einaudi

“Il padre degli eroi”, Emilio Salgari, è lo scrittore che ha infiammato generazioni di italiani creando centinaia di personaggi avventurosi sospinti dalla forza travolgente d’una eterna giovinezza.
Nominato cavaliere dalla Regina Margherita perché sa «istruire dilettando», vive con la moglie, quattro figli e una pittoresca corte di animali in un caseggiato popolare ai piedi della collina torinese, sfiancato dai ritmi di un lavoro forsennato.
Chi è davvero l’uomo che tiene ad essere chiamato capitano, sostenendo d’aver navigato tutti i mari del mondo? Da dove prende il favoloso repertorio di piante e animali con cui ricrea l’essenza stessa dell’esotismo? Perché i suoi personaggi sono agitati da una ossessiva sete di vendetta?

A cent’anni dalla sua morte (un suicidio degno di un samurai) il romanzo di Ernesto Ferrero va oltre la biografia accostando documenti autentici e d’invenzione, e orchestrando le voci di un coro di testimoni: la moglie Ida, l’ex attrice da lui chiamata Aida, minacciata dalla follia; i figli, i vicini di casa, i pochi amici, i compagni di una bohème più sognata che praticata, esploratori, medici, giornalisti, pittori; ma soprattutto un’intrepida ragazza, Angiolina, che vorrebbe farsi insegnare da lui i segreti della scrittura e lo accompagna nell’ultimo viaggio con una tenera pietà tutta femminile.

Giuseppe Lupo, “L’ultima sposa di Palmira”, Marsilio

23 novembre 1980: il terremoto colpisce la Basilicata e la Campania, provocando migliaia di morti, dispersi e senzatetto. Un’antropologa milanese si precipita a Palmira, minuscolo centro dell’Appennino che ha la particolarità di non figurare sulle carte geografiche. Trova strade e ferrovie interrotte, dighe e ponti crollati, abitazioni rase al suolo, famiglie distrutte. Solo una falegnameria è rimasta in piedi e dentro, notte e giorno, mastro Gerusalemme fabbrica il mobilio per una sposa, l’ultima del paese. Sulle ante sta disegnando le leggende che si tramandano negli anni: misteriose profezie di gente senza tempo e memoria, miracoli di un luogo favoloso dove convivono cristiani, ebrei, musulmani. I pannelli dei mobili sono l’unica testimonianza che Palmira sia esistita veramente e in essi si compie il destino di ogni uomo.  utopica degli anni Trenta (1996, Premio Basilicata), Poesia come pittura (2002), Le utopie della ragione (2003).

Federica Manzon, “Di fama e di sventura”, Mondadori

“Se sbaglio, Dio me lo farà capire” ripete Tommaso tutte le volte in cui deve prendere una decisione che lo allontana dal suo cuore buono, e non sa che quella formula all’apparenza innocua si trasformerà in una drammatica profezia.
Tommaso nasce nell’ora più calda del giorno più caldo dell’estate più calda, e attorno a lui si affollano presagi oscuri e dolorosi. “È nato sotto una cattiva stella” dicono le comari, ed è chiaro che quel bambino ha qualcosa di speciale: sarà in grado di capire l’animo degli uomini con uno sguardo, di leggere il futuro, ma su di sé attirerà disgrazie, successo e tragedie.
Da subito la sua esistenza è segnata dall’abbandono, dalla ricerca di un padre sognato e inafferrabile proprio come la più brillante tra le stelle che il piccolo Tommaso impara a scrutare nel cielo nero e magico di un’estate fatale. Fin dall’infanzia dovrà imparare a difendersi dall’ingiustizia, e allora la sua vita sarà una sfida continua contro ciò che lo affligge e lo spaventa: il respiro sempre troppo corto, la paura dell’acqua profonda, il denaro che inganna e tradisce, l’amore che è più pericoloso del mare.

Andrea Molesini, “Non tutti i bastardi sono di Vienna”, Sellerio

«Maggiore, la guerra è assassinio, sempre… voi ora volete solo dare un esempio: uccidere dei signori non è come uccidere dei contadini! Negando la grazia voi contribuite… sto dicendo voi, barone von Feilitzsch, perché qui ci siete voi… contribuite a distruggere la civiltà di cui voi ed io… e questo ragazzo… facciamo parte, e la civiltà è più importante del destino degli stessi Asburgo, o dei Savoia». Orgoglio, patriottismo, odio, amore: passioni pure e antiche si mescolano e si scontrano tra loro, intorbidate più che raffrenate dal senso, anch’esso antico, di reticenza e onore. Villa Spada, dimora signorile di un paesino a pochi chilometri dal Piave, nei giorni compresi tra il 9 novembre 1917 e il 30 ottobre 1918: siamo nell’area geografica e nell’arco temporale della disfatta di Caporetto e della conquista austriaca. Nella villa vivono i signori: il nonno Guglielmo Spada, un originale, e la nonna Nancy, colta e ardita; la zia Maria, che tiene in pugno l’andamento della casa; il giovane Paolo, diciassettenne, orfano, nel pieno dei furori dell’età; la giovane Giulia, procace e un po’ folle, con la sua chioma fiammeggiante. E si muove in faccende la servitù: la cuoca Teresa, dura come legno di bosso e di saggezza stagionata; la figlia stolta Loretta, e il gigantesco custode Renato, da poco venuto alla villa.

Premio Pen Italia 2011 al libro “La Monaca” di Simonetta Agnello Hornby

libro la monaca premio pen 2011Premio Pen Italia 2011 a Simonetta Agnello Hornby con il libro “La Monaca” (Feltrinelli narrativa).
L’autrice è stata la più votata tra gli scrittori soci del Pen Club italiano, che quest’anno ha selezionato ben 62 opere (8 di poesia, 23 di saggistica e 31 di narrativa).

Il Premio prende il nome dall’acronimo (Poets, Essayists, Novelists) ed è tra i più importanti in Italia, sopratutto, perché riserva la scelta agli scrittori che fanno parte del club  (voto anonimo) e  particolare attenzione ai piccoli e medi editori, spesso esclusi dai circuiti della grande editoria

La protagonista del romanzo, ambientato a Messina nel 1839, ha accettato la vita monastica, ma è combattuta tra il sentimento religioso e il desiderio di vivere nel mondo.
Una sorella mediterranea delle eroine di Jane Austen“, così viene definita  l’Agata di Simonetta Agnello Hornby, capace di abitare la Storia e al contempo di portare con la propria storia di giovane donna, una forza spirituale nuova, da leggere a partire dal nostro tempo per arrivare al suo.

Festival letterario a Testa in Sud. La puglia che scrive, la Puglia che vive

festival letterario testa a sud Un festival che da Sud porta sulla scena del mondo letterario il punto di vista dell’Italia meridionale. E grazie ad un programma fitto d’interventi autorevoli tocca tematiche importanti quali l’editoria al Sud, l’ambiente, migrazioni, viaggi e spostamenti.

Tutto questo sarà il festival letterario: “A testa a Sud – la Puglia che scrive, la Puglia che vive” si terrà dal 29 al 31 agosto ad Acquaviva delle Fonti (BA) presso Palazzo De Mari.

grazie all’iniziativa e all’organizzazione di Stilo Editrice,  il Comune di Acquaviva delle Fonti, con il contributo della Regione Puglia e in collaborazione con l’associazione culturale Puglialibre e con i Presìdi del libro di Acquaviva.

PROGRAMMA

L’editoria

Il 29 agosto si discuterà della questione ‘calda’ di una eventuale Book Commission pugliese sulla scorta della Apulia Film Commission, e della Legge regionale per il libro, argomento su cui in autunno si aprirà un dibattito. Quali le prospettive del libro in Puglia? Come cercare di diffondere la lettura? Come tenere alta la qualità editoriale nella nostra regione? Il dibattito prevede la presenza del giornalista del «Corriere del Mezzogiorno» Felice Blasi, degli editori Piero Manni, Livio Muci e Angela Schena (quest’ultima in rappresentanza dell’Associazione Pugliese Editori), del blogger di «Sul Romanzo» Morgan Palmas e del docente universitario Ferdinando Pappalardo. L’incontro, che avrà inizio alle ore 21, sarà moderato da Alessio Viola, giornalista del «Corriere del Mezzogiorno» e scrittore.

Alle 19.30 il tema sarà introdotto anche dalla presentazione della raccolta di racconti Meridione d’inchiostro (Stilo Editrice) e della rivista letteraria «incroci» (Adda). Interverranno Livio Romano, Daniele Maria Pegorari e Giovanni Turi.

L’ambiente

Il 30 agosto si parlerà di discariche e fabbriche. L’attenzione alle tematiche ambientali è condivisa, ma il problema dell’inquinamento e della qualità di vita sono lontani da una soluzione. Alle ore 19.30 Pietro Santamaria discuterà del suo volume dal titolo L’ultimo chiuda la discarica (Levante Editori) insieme a Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia: un’occasione, questa, per fare il punto sulla raccolta differenziata in Puglia e sulle soluzioni da mettere in campo per un corretto ciclo dei rifiuti nella nostra regione. Alle ore 21 il finalista del Premio Strega Mario Desiati presenterà il suo ultimo romanzo, Ternitti, sulla problematica dei lavoratori nelle fabbriche di amianto. A dialogare con lo scrittore martinese sarà Enrica Simonetti, giornalista della «Gazzetta del Mezzogiorno». Taranto e l’Ilva sono protagonisti del documentario Con disprezzo e con amore, di Monica Nitti e Vittorio Vespucci, che sarà proiettato alle ore 22 alla presenza degli autori.

Alle 18 Angela Pansini coordinerà il primo Club del libro pugliese. Si parlerà di Ternitti.

Migrazioni, viaggi, spostamenti

La nostra posizione nel Mediterraneo fa della Puglia un punto di osservazione importante per capire come sta cambiando il mondo e quali sono le ripercussioni sulle terre e sui popoli. Il 31 agosto si parlerà di questo a partire dalle ore 19.30 con la presentazione dell’ultimo numero della rivista «Marsia» (Progedit) dal titolo Mediterraneo/deserto, alla presenza del direttore Salvatore F. Lattarulo e della redattrice Anita Piscazzi (modera William Vastarella, dottore di ricerca in Semiotica). Alle ore 20.30 Giuseppe Goffredo presenterà il suo libro I dolori della pace (Poiesis) alla presenza di Fabio Losito, assessore alla Pace e Accoglienza del Comune di Bari (modera Stefano Savella). Alle ore 21.30 si parlerà dell’attualissima vicenda del campo profughi di Manduria, che nel corso di quest’anno ha ospitato già migliaia di migranti provenienti dalle coste africane: l’occasione sarà data dalla presentazione del libro Liberté! (Il Grillo Editore) di Fulvio Colucci e dalla proiezione del documentario Storie di libertà, alla presenza degli autori Paolo Inno e Riccardo Specchia (modera Enrico Consoli). Nel corso della serata l’attore Lino De Venuto reciterà passi di opere letterarie sul tema proposto con l’accompagnamento musicale di Domenico Lopez. Sarà inoltre presente un punto informativo di Amnesty International sulle maggiori attuali emergenze sui diritti umani e civili nel mondo e sull’attività dell’organizzazione.

Per tutte e tre le sere sarà presente una mostra sul riuso e riciclo con opere realizzate da Sergio Scarcelli, presidente dell’associazione ‘Osservatorio Sud’ di Bari.

Sito ufficiale del Festival:
http://atestainsud.blogspot.com/

Lucio Battisti: il libro con la vera storia dell’intervista di Marengo

libro lucio battisti la vera storia dell'intervistaIl premio “Miglior libro dell’anno”, assegnato dal Comune di Brienza nell’ambito della manifestazione Anni Belli, è stato assegnato al libro: Lucio Battisti: la vera storia dell’intervista”.
Sono passati 30 anni dalla clamorosa intervista che il giornalista Renato Marengo fece al popolarissimo cantante.

“Un musicista, se la propria musica comunica ed emoziona realmente, non ha nulla da spiegare e null ‘altro da aggiungere a quello che si ascolta nei suoi lp”. Frase emblematica che ben sintetizzava la diffidenza e la ritrosia del cantante a concedere interviste.

Renato Marengo, invece, consegnò ai lettori di “Ciao 2001”, rivista dedicata alla musica molto in voga negli settanta, un Lucio Battisti inedito che aveva accettato di “aprirsi” in un lungo e appassionato dialogo in cui il cantante si “lascia andare” a parlare di tutto.
La vera storia dell'”intervista esclusiva” viene per la prima volta raccontata in questo libro dallo stesso Marengo, con dovizia di particolari e con l’ausilio di coloro che furono testimoni di quel memorabile incontro (Claudio Pascoli, Alberto Radius, Toni Esposito, Claudio Bonivento, Cesare Montalbetti).

Il libro è preceduto da un lungo saggio del musicologo Gianfranco Salvatore, uno dei massimi studiosi di Lucio Battisti, che scompone e ricompone i 9 brani di “Anima latina”, il disco che rappresenta una mutazione e una maturazione nello stile del cantautore reatino e rappresentò una svolta nel modo di fare musica in Italia.

Libro “Lucio Battisti: la vera storia dell’intervista” di Renato Marengo.

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