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Premio letterario internazionale “Lago Gerundo” 2012

Giunto alla decima edizione il Premio letterario internazionale “Lago Gerundo” pubblica il suo bando per poter partecipare e concorrere al premio che come consueto sarà ospitato dalla Città di Paullo, città del Parco Agricolo Sud Milano al confine tra le province di Milano, Lodi e Crema; con il patrocinio della Regione Lombardia, della Provincia di Milano e della Provincia di Lodi.

Il concorso è aperto a tutti gli scrittori italiani e stranieri (con testi in traduzione italiana). E si compone di 5 sezioni:

Sezione A – “Il Barbapedanna” – POESIA nella quale si concorre con non più di tre poesie in lingua o in dialetto, edite ed inedite, senza limiti di lunghezza.

Sezione B – “Filippo da Lavagna” – NARRATIVA nella quale si concorre con un racconto o con un romanzo, sezione divisa rispettivamente in:

  • NARRATIVA EDITA
  • NARRATIVA INEDITA

È previsto il premio speciale “Una finestra sul mondo” per testi ambientati in altri Paesi.

Sezione C – “Francesco de Lemene” – TEATRO nella quale si concorre con testi editi o inediti per atti unici o monologhi.

Sezione D – “Ambrogio da Paullo” – SAGGISTICA nella quale si concorre con un’opera edita o inedita per i seguenti generi:

  • critica letteraria
  • spettacolo
  • cinema
  • storiografia
  • arti visive

Sezione E – “Futuro letterario” – GIOVANI AUTORI nella quale si concorre con una poesia o con un racconto. Sezione che trova espressione nel premio rivolto ai giovani tra gli 11 e i 18 anni nel quale sono previsti due vincitori:Watch Full Movie Online Streaming Online and Download

  • uno per la Scuola Secondaria di Primo Grado
  • uno per la Scuola Secondaria di Secondo Grado

File utili in formato PDF:

BANDO LARGO GERUNDO

SCHEDA DI PARTECIPAZIONE

La prima rappresentazione di “L’importanza di chiamarsi Ernesto” Oscar Wilde

Oscar Fingal O’Flahertie Wills Wilde, scrittore, poeta e drammaturgo, meglio conosciuto come Oscar Wilde nasce a Dublino il 16 Ottobre 1854 Dublino. Un autore che ha ingannato molti con la sua scrittura a prima vista semplice e immediata, ma che in realtà era finemente ricercata e fervente cercatrice del bon mot, uno stile che poteva declinarsi sferzante se non a volte impertinente, Wilde cercava di scuotere il lettore e spingerlo a riflettere senza mai fornire facili soluzioni, raffinato e famoso il suo uso di paradossi e aforismi per i queli resto famoso.

Oscar Wilde ricevette la sua educazione in casa fino ai nove anni per poi andare a continuare gli studi alla Portora Royal School dal 1864 al 1871, seguendo il percorso del fratello maggiore, brillante studente nel 1874 accede al Trinity College di Dublino dove, per i suoi eccellenti studi sui lirici greci, vinse la Berkeley Gold Medal, la più alta onoreficenza per meriti scolastici della scuola.

Nel 1873 grazie all’eccellenza dei suoi studi gli venne riconosciuta una borsa di studio e nel 1874 ne vinse un’altra per la frequenza alle lezioni in materie classiche che ebbe modo di seguire al Magdalen College di Oxford. Gli anni trascorsi all’università di Oxford dove studiò con passione i classici greci vennero in seguito paragonati da Wilde ad un fiore rispetto al resto della sua vita.

Oggi 14 febbraio però è una ricorrenza particolare legata a questo autore che oggi a Londra al St James’s Theatre nel 1895 vedeva andare in scena la prima rappresentazione di L’importanza di chiamarsi Ernesto” (The Importance of Being Earnest) gioco sottile di parole “Earnest” = Onesto / Franco, una delle sue più famose opere, una commedia in tre atti. Un’opera, esilarante, incalzante, piena d’ironia ma contemporaneamente altisonante e maestosa.

Il tutto si svolge tra Londra e la campagna, tra Ernest e lo zio Jack, che però altri non sono che la medesima persona. La necessità che fa da sfondo all’opera è quella dell’evasione dai propri obblighi, situazione che chiamava in causa l’intera società Vittoriana e che nell’opera si può vedere incarnata in diversi personaggi,come Jack con la sua doppia vita o Algernon con l’assistenza verso un amico inesistente o come la giovane Cecily che vive nei suoi mondi di fantasia; chi invece si dimostra ligio ai propri doveri viene disegnato come pedante e piatto, come la signorina Prism. Tutto parte da una intricata serie di eventi che però andrà pian piano a sbrogliarsi, il tutto però condito da battute du eccezionale ilarità, ogni ordine o legge di moralità e di valori è capovolto ed infranto, nulla segue man mano la logica che lo spettatore o lettore si aspetta, tutto per mettere sotto la lente la necessità dell’apparire e non dell’essere di quella società, in quello che è lo scritto più attuale dell’autore!

Da segnalarsi le recentissime pubblicazioni di Newton & Compton: Manuale del perfetto impertinente. Aforismi, pensieri, paradossi, deliziee la raccoltaTutti i racconti. Ediz. integrali.

La ‘burbera’ voce della storia dei FILM ITALIANI: Arnoldo Foà

Arnoldo Foà compie, oggi 24 gennaio, 96 anni. Un artista a 360 gradi Foà che nella sua lunga carriera è stato attore e regista di moltissimi film che negl’ultimi anni è sempre più facile trovare anche in DVD, un grandissimo doppiatore, talvolta scrittore, importante drammaturgo, nonchè minormente pittore e scultore.

Ferrarese di nascita (1916), termina gli studi superiori a Firenze, dove la famiglia si era trasferita e studia alla scuola di recitazione del grandissimo Luigi Rasi. Lascia gli studi universitari alla facoltà di Economia e Commercio a vent’anni per trasferirsi a Roma e frequentare il Centro Sperimentale di Cinematografia, tutt’oggi la più antica scuola italiana di cinematografia.

Il periodo della seconda guerra mondiale è molto difficile per il giovane attore che, essendo di origini ebraiche, a causa delle leggi raziali del ’38 deve lavorare sotto falso nome (ad es ‘Puccio Gamma’) quelle poche volte che gli viene permesso. Molti aneddoti si possono comunque trovare nella sua “Autobiografia di un artista burbero”.

Nel 1943 si rifugia a Napoli, dove collabora e diviene capo-annunciatore e scrittore della Radio Alleata PWB: sarà proprio la sua voce a dare notizia dell’armistizio con gli Alleati agl’italiani, l’8 settembre 1943. Finalmente, terminata la guerra, torna al teatro e si unisce a molte e importanti compagnie come la Stoppa-Morelli-Cervi nella quale collabora con Visconti o la Compagnia del Teatro Nazionale grazie alla quale conosce e lavora per Guido Salvini. Nel 1945, entra nella Compagnia di Prosa della RAI per la quale lavorerà con intensa dedizione fino agli anni ’80.

Arnoldo Foà è sicuramente celebre per l’intensa e prestigiosa carriera in teatro, durante la quale ha interpretato autori classici e contemporanei e ha potuto collaborare con i più grandi registi d’Italia, da Luchino Visconti passando per Aldo Sarullo fino a Giorgio Strehler. Famoso per la forza e la passionalità delle sue interpretazioni oltre che per la sua voce, grazie alla quale sarà uno dei più importanti doppiatori nazionali. La sua voce, ad esempio, è prestata ad Anthony Quinn ne “La strada” di Fellini e negl’ultimi anni è stato la voce narrante de “La fabbrica di cioccolato” di Tim Burton e quella di Charles Muntz (il burbero esploratore) nel film “Up” di Disney Pixar.

Indimenticabili: lo storico “La freccia nera”, sceneggiato televisivo del 1968, diretto da Anton Giulio Majano e liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Robert Louis Stevenson, in onda su Rai 1 tra dicembre 1968 e febbraio 1969; e l’eccelsa interpretazione del ruolo dell’Ispettore nel film “Il processo” del 1962 diretto da Orson Welles e tratto dal romanzo omonimo di Franz Kafka.

 

 

 

 

 

 

 

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