La prima rappresentazione di “L’importanza di chiamarsi Ernesto” Oscar Wilde

Oscar Fingal O’Flahertie Wills Wilde, scrittore, poeta e drammaturgo, meglio conosciuto come Oscar Wilde nasce a Dublino il 16 Ottobre 1854 Dublino. Un autore che ha ingannato molti con la sua scrittura a prima vista semplice e immediata, ma che in realtà era finemente ricercata e fervente cercatrice del bon mot, uno stile che poteva declinarsi sferzante se non a volte impertinente, Wilde cercava di scuotere il lettore e spingerlo a riflettere senza mai fornire facili soluzioni, raffinato e famoso il suo uso di paradossi e aforismi per i queli resto famoso.

Oscar Wilde ricevette la sua educazione in casa fino ai nove anni per poi andare a continuare gli studi alla Portora Royal School dal 1864 al 1871, seguendo il percorso del fratello maggiore, brillante studente nel 1874 accede al Trinity College di Dublino dove, per i suoi eccellenti studi sui lirici greci, vinse la Berkeley Gold Medal, la più alta onoreficenza per meriti scolastici della scuola.

Nel 1873 grazie all’eccellenza dei suoi studi gli venne riconosciuta una borsa di studio e nel 1874 ne vinse un’altra per la frequenza alle lezioni in materie classiche che ebbe modo di seguire al Magdalen College di Oxford. Gli anni trascorsi all’università di Oxford dove studiò con passione i classici greci vennero in seguito paragonati da Wilde ad un fiore rispetto al resto della sua vita.

Oggi 14 febbraio però è una ricorrenza particolare legata a questo autore che oggi a Londra al St James’s Theatre nel 1895 vedeva andare in scena la prima rappresentazione di L’importanza di chiamarsi Ernesto” (The Importance of Being Earnest) gioco sottile di parole “Earnest” = Onesto / Franco, una delle sue più famose opere, una commedia in tre atti. Un’opera, esilarante, incalzante, piena d’ironia ma contemporaneamente altisonante e maestosa.

Il tutto si svolge tra Londra e la campagna, tra Ernest e lo zio Jack, che però altri non sono che la medesima persona. La necessità che fa da sfondo all’opera è quella dell’evasione dai propri obblighi, situazione che chiamava in causa l’intera società Vittoriana e che nell’opera si può vedere incarnata in diversi personaggi,come Jack con la sua doppia vita o Algernon con l’assistenza verso un amico inesistente o come la giovane Cecily che vive nei suoi mondi di fantasia; chi invece si dimostra ligio ai propri doveri viene disegnato come pedante e piatto, come la signorina Prism. Tutto parte da una intricata serie di eventi che però andrà pian piano a sbrogliarsi, il tutto però condito da battute du eccezionale ilarità, ogni ordine o legge di moralità e di valori è capovolto ed infranto, nulla segue man mano la logica che lo spettatore o lettore si aspetta, tutto per mettere sotto la lente la necessità dell’apparire e non dell’essere di quella società, in quello che è lo scritto più attuale dell’autore!

Da segnalarsi le recentissime pubblicazioni di Newton & Compton: Manuale del perfetto impertinente. Aforismi, pensieri, paradossi, deliziee la raccoltaTutti i racconti. Ediz. integrali.

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