Archivi per la categoria ‘Narrativa italiana’

Zecchi riporta alla luce la tragedia delle foibe

Mancava nel panorama italiano un romanzo che riuscisse, tra realtà (tanta) e finzione (poca), ad esercitare la memoria

per rievocare le dolorose e tragiche vicende umane dei profughi dell’Istria. Fino a qualche anno fa, non tanti a dir la verità, quando si parlava di foiba ci si riferiva, sia istituzionalmente che storicamente, alla naturale “dolina carsica”. Niente di più. Completamente e volutamente ignorata una delle pagine più ignobili e tragiche del secolo scorso.

In quei naturali e profondi imbuti finirono massacrati decine di migliaia di innocenti: istriani, dalmati, fascisti, contadini, portalettere, casalinghe, calzolai e, più in generale, cittadini comuni colpevoli di parlare italiano o istroveneto. Colpevoli di essere ritenuti, arbitrariamente, non idonei allo sviluppo della repubblica comunista jugoslava.

Stefano Zecchi, ispirandosi al Cassola de “La ragazza di Bube”, ci documenta la tragedia in un gran bel romanzo che, grazie ad una scrittura asciutta, classica e felicemente riuscita, si candida ad essere uno dei best seller dell’autunno alle porte. Appassionante e coinvolgente, commuove e smobilita la coscienza, anche grazie alla storia intima e segreta del rapporto tra padre e figlio che cresce, matura, si evolve sullo sfondo di una vicenda drammatica

Pola 1945. La storia è crudele con gli italiani dell’Istria, della Dalmazia e di Fiume: se nel mondo si festeggia la pace, qui le loro sofferenze non hanno tregua. Il dramma della gente di Pola sconvolge la famiglia del piccolo Sergio, costretta a subire umiliazioni e soprusi da parte dei nuovi occupanti slavi. La mamma di Sergio, Nives, maestra di scuola elementare, si batte con grande coraggio nella difesa dei confini della patria: colta, autorevole, fiera, raccoglie intorno a sé i propri concittadini che non intendono chinare la testa di fronte alle decisioni dei vincitori. Anche Sergio nutre per la madre una vera ammirazione. Ha sei anni, è cresciuto con lei, ha visto il padre per la prima volta soltanto al suo ritorno dalla guerra. Per lui prova soggezione, quasi diffidenza. Intanto l’annessione dell’Italia orientale alla Jugoslavia travolge l’esistenza degli istriani. Nella famiglia di Sergio è tempo di decisioni gravi. Flavio e Sergio, padre e figlio, impareranno a conoscersi, suggellando un’affettuosa dolcissima alleanza, che li aiuterà, dopo imprevedibili avventure e grandi sofferenze, a costruire una nuova vita insieme. Nelle pagine di questo romanzo, la rigorosa ricostruzione di un periodo terribile e ancora poco conosciuto del Novecento si accompagna a una storia intima, delicata, toccante.

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Attualità e thriller nel nuovo Camilleri!

Quando Camilleri si presenta nelle librerie anche senza il suo Montalbano è comunque spesso (per non dire sempre) un successo, quindi non stupirà vedere, nelle prossime settimane, il suo nuovo romanzo firmato Mondadori al primo posto della classifica.

La sua verve e la sua scrittura sono una garanzia. L’Intermittenza, questo il titolo dato al nuovo romanzo dell’autore siciliano, esce oggi in tutte le librerie e la prima ristampa è prevista già per la settimana stessa.

Camilleri si intrufola nelle ardimentose trame che legano classe politica e mondo industriale (quale argomento fu più attuale?!) e lo fa con una scrittura tesa, incalzante che dona ritmo ad un racconto come sempre straordinario.

Astuzia, simulazione e alleanze strategiche sono da sempre le armi più affilate di Mauro De Blasi, direttore generale di una delle più importanti aziende italiane. Da qualche tempo però la sua lucidità è messa a rischio da improvvisi black-out, angoscianti “intermittenze” che lo scollegano per qualche istante dal mondo esterno. Un problema, in un momento in cui la stabilità dell’azienda è messa in pericolo dalla crisi economica e gli operai occupano uno stabilimento minacciando l’immagine pubblica della proprietà; un grosso rischio nell’universo di relazioni spietate che Mauro ha costruito intorno a sé. Tanto la moglie Marisa – una creatura votata alla sensualità e al soddisfacimento immediato dei propri bisogni – che i due vicedirettori – Guido Marsili, un abile ed efficiente gentleman con il pallino della poesia, e Beppo Manuelli, l’arrogante figlio del presidente – sono nemici da tenere a bada, ciascuno coinvolto in oscure trame che potrebbero danneggiare Mauro…

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Un tuffo nella luce..il nuovo romanzo di Romagnoli

L’ autore bolognese, e al tempo stesso cosmopolita, Gabriele Romagnoli, ci dà appuntamento in libreria con un nuovo romanzo dal sapore intimo e introspettivo. Un romanzo che, uscito in concomitanza con il nono anniversario del tragico attentato alle Twin Towers, ci suggerisce il ricordo per le migliaia di persone che hanno perso la vita in uno degli attentati più feroci e dolorosi della storia contemporanea.
Per non dimenticare.

Il protagonista è Benjamin Deveraux, un ragazzo di 25 anni rimasto orfano di entrambi i genitori in seguito ad un terribile incidente che gli ha tolto tutto..i genitori, l’ affetto, la curiosità di vivere la vita, la voglia di sorridere ed essere felici..gli sono rimasti solo un biglietto vincente della lotteria..e la paura di provare ancora dolore.
Comprato un lussuoso attico a Manhattan con vista sulle Torri Gemelle, Benny conduce una vita isolata, solo ed eremita nello sfarzo del suo appartamento. Una vita senza rapporti, senza affetti..perchè i legami portano inevitabilmente dolore e Benny non vuole soffrire più. Così il protagonista non vede nessuno: quello di cui ha bisogno lo ordina per telefono o al computer..cibo, abiti, libri. Un centralinista sconosciuto, un asettico monitor, un anonimo corriere..nessun altro.
Benny ora ha tutto..tranne la felicità. Benny non sorride. Perchè per sorridere inevitabilmente si ha bisogno di qualcuno e Benny ha deciso di non aver bisogno di nessuno. Benny ha comprato un telescopio con cui spia le vite di chi anima ogni giorno le Twin Towers..ne controlla l’ evolversi, ora dopo ora, giorno dopo giorno..saluta intimamente chi se ne va, conosce chi arriva, indovina cosa accadrà. Ma alla fine..resta sempre solo. Solo Kim, la escort coreana che Benny ha richiesto, ( “Vorrei la ragazza più gentile” ), sembra riuscire a entrare nel suo animo, a scalfire appena il muro di dolore che tiene Benny lontano dal mondo intero.
Poi..la tragedia. 11 settembre 2001. Il feroce attacco terroristico alle Torri Gemelle. Due aerei che si schiantano contro le torri. Fuoco, fumo, panico. Infine il drammatico crollo delle Twin Towers che spezza più di 2.700 vite innocenti. Uno scenario apocalittico e devastante che tutto il mondo osserva incredulo e impaurito. Terrore e dolore. Lo stesso dolore che, ancora una volta, prova Benny, che tanto aveva condiviso della frenetica vita all’ interno delle Torri Gemelle. Il suo mondo si sbriciola ed è ancora il vuoto.
Ma Benny non vuole più soffrire..che fare? Odiare quegli assassini? Porterebbe solo altro dolore. Allora meglio essere come loro, condividere le loro idee, i loro mezzi, credere di averlo sempre fatto. E tutto si potrà capire, si potrà accettare. Sarà questo il modo per non provare realmente dolore?

” Benny ha curato la sua vita nell’ ombra, adesso si prepara ad uscire nella luce. Che resterà abbagliato, lo mette in conto ”

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Accabadora vince il Campiello:”Dedicato a Sakineh”

Nella serata di ieri, all’interno della splendida e affascinante cornice del Teatro “La Fenice” di Venezia, è stato assegnato il 48° Premio Campiello.

Ha vinto “Accabadora” di Michela Murgia, che ha superato senza difficoltà il già Premio Strega “Canale Mussolini” di Antonio Pennacchi. Oltre 30 voti di differenza tra la scrittrice sarda (119) e lo scrittore laziale (73), a ruota si sono poi piazzati Carofiglio, con “Le perfezioni provvisorie“, la sorpresa Gad Lerner con “Scintille” e Laura Pariani con “Milano è una selva oscura“, che ha chiuso la cinquina di finalisti.

Per “Accabadora” è il secondo premio annuale dopo la vittoria al Premio Internazionale Mondello. La Murgia ha voluto dedicare il premio a Sakineh, la donna iraniana condannata alla lapidazione per un presunto adulterio e protagonista di un caso sociale internazionale: “Dedico la vittoria non alla Sardegna, che oggi non ne ha bisogno, ma a Sakineh”

Nella serata è stato premiato anche Manlio Cancogni che, alla nobile età di 94 anni, ha vinto il Premio Pen Club Italiano grazie alla sua raccolta di racconti “La Sorpresa

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Al cinema “La solitudine dei numeri primi”

Il libro che ha emozionato una intera generazione, ora è un film!

Uscirà venerdì prossimo, 10 settembre, il nuovo film di Saverio Costanzo ispirato al celebre romanzo di Paolo Giordano, vincitore del Premio Strega e Campiello nel 2008 e grandissimo successo editoriale. Ancora oggi , a due anni dalla sua uscita, il bestseller edito da Mondadori si trova in classifica in una versione economica che sarà certamente trainata dall’uscita del lungometraggio. Quello di Giordano è stato un libro d’esordio acclamato e osannato da critica e pubblico, al punto da divenire, in breve tempo, il soggetto di un film che sarà tra i protagonisti al 67° Festival di Venezia in corso in questi giorni.

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